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Con il 18.6 per cento sono infermieri e fisioterapisti il più alto numero di morti per Covid-19. Il rapporto Inail

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 08/05/2020 vai ai commenti

AttualitàCoronavirusStudi e Analisi

Sono 37.352 i contagi su lavoro da Coronavirus denunciati all’Inail tra la fine di febbraio ed il 4 maggio: di questi il 43,7 % sono rappresentati da infermieri e fisioterapisti.

È quanto emerso dall’ultimo rapporto Inail sulle denunce da contagio Covid-19.

I dati del contagio

Il settore della Sanità e assistenza sociale (ospedali, case di cura e di riposo...) registra il 73,2% delle denunce, di cui si evidenzia la categoria dei tecnici della salute, infermieri e fisioterapisti – con il 43,7% – come quella più coinvolta da contagi (con oltre tre casi su quattro relativi alle donne), seguita dagli operatori socio-sanitari con il 20,8% (l’81,1% donne), dai medici con il 12,3%, dagli operatori socio-assistenziali con il 7,1%, e dal personale non qualificato nei servizi sanitari e di istruzione con il 4,6%.

 

Denunce di infortunio con esito mortale

Sono 129 le denunce di infortunio con esito mortale a seguito di Covid-19 pervenute all’Inail (quattro casi su 10 decessi denunciati). Di questi il 43% deceduti a marzo e il 57% ad aprile. Rispetto al monitoraggio alla data del 21 aprile i decessi sono 31 in più.

Rispetto alle attività produttive (classificazione delle attività economiche Ateco- Istat 2007) coinvolte dalla pandemia, il settore della Sanità e assistenza sociale (ospedali, case di cura e di riposo...) registra il 38,9% dei decessi, seguito dall’Amministrazione pubblica (con le attività degli organi legislativi ed esecutivi centrali e locali) con l’11,1%, e dalle attività del manifatturiero rimaste attive nel periodo di lockdown (come l’industria alimentare, la farmaceutica, la chimica e la stampa) con il 9,7%.

L’analisi per professione dell’infortunato evidenzia come circa la metà dei decessi riguardi personale sanitario e socio-assistenziale. Nel dettaglio, la categoria dei tecnici della salute, infermieri e fisioterapisti, è quella più colpita, con il 18,6% dei casi codificati, seguita da quella degli impiegati addetti alla segreteria e agli affari generali (13,6%), e da medici e operatori socio-sanitari (11,9% per entrambe le categorie). I restanti decessi vedono coinvolti gli operatori socio-assistenziali (6,8%), gli specialisti nelle scienze della vita (6,8%), il personale di sicurezza, custodia e vigilanza (3,4%), e il personale non qualificato dei servizi sanitari e di istruzione (3,4%).

 

 da Inail

Report Inail