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Obbligo delle mascherine chirurgiche nei luoghi aperti. Quali sono le prove di efficacia e quali gli effetti indesiderati?

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 01/06/2020 vai ai commenti

CoronavirusStudi e analisi

Molte Regioni hanno disposto l’obbligo generale di indossare mascherine fuori casa. Le prove a sostegno della posizione più cauta del Governo (e ancor più dell’OMS,8 e di quanto chiedono i CDC) ovvero indossarle nei luoghi chiusi e quando le distanze di sicurezza non possono essere mantenute, quali sono?

Qualcuno potrebbe obiettare che le prove per non obbligare all’uso di mascherine non sono ancora definitive. È vero, ma quelle per obbligare lo sono ancor meno.

 

Riportiamo qui di seguito la revisione di Alberto Donzelli Medico, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva Comitato Scientifico Fondazione Allineare Sanità e Salute, pubblicata sulla rivista Epidemiologia e prevenzione, in merito all’efficacia reale di indossare le mascherine chirurgiche all’aperto.

Le considerazioni finali qui riportate derivano dall’ analisi critica degli RCT riportati in una recente revisione sistematica per valutare l’efficacia delle mascherine mediche nel prevenire infezioni respiratorie in contesti universitari/comunitari e assembramenti all’aperto, e propone quesiti pertinenti, con risposte basate su ragionamenti per quanto possibile fondati su prove.

 

Possibili effetti indesiderati delle mascherine chirurgiche all’aperto

La Letter al BMJ di Lazzarino elenca i possibili effetti indesiderati.

I due potenziali effetti collaterali già riconosciuti sono:

  1. 1. Dare un falso senso di sicurezza e indurre a ridurre l’aderenza ad altre misure di controllo delle infezioni, tra cui il distanziamento sociale e il lavaggio delle mani.
  2. Uso inappropriato. Le persone devono: non toccare le maschere indossate, cambiare di frequente quelle monouso o lavarle con regolarità, smaltirle in modo.
  3. Qualità e volume della conversazione tra chi indossa maschere sono molto compromessi e le persone possono inconsciamente avvicinarsi.
  4. Indossare una maschera facciale fa entrare l'aria espirata negli occhi. Ciò genera una sensazione spiacevole e un impulso a toccare gli occhi. Se le mani sono contaminate, ci si infetta.
  5. Le maschere facciali rendono la respirazione più difficile. Per persone con BPCO risultano spesso insopportabili perché peggiorano la dispnea. Inoltre una frazione di CO2 viene espirata ed inalata ad ogni ciclo respiratorio. I due fenomeni aumentano frequenza e profondità della respirazione, quindi la quantità d’aria inalata ed espirata. Ciò può peggiorare la diffusione di Covid-19 se le persone infette che indossano maschere diffondono più aria contaminata. Ciò può anche peggiorare le condizioni cliniche degli infetti se la respirazione potenziata spinge la carica virale in profondità nei polmoni.
  6. Vi sono rischi certi, molteplici e sottovalutati di tipo dermatologico fino a lesioni che possono costituire altre porte d’ingresso di patogeni.
  7. Nei soggetti infetti inconsapevoli, in cui l’emissione di virus è massima nei due giorni precedenti i sintomi (che potrebbero anche non comparire affatto!), la mascherina obbliga a un continuo ricircolo respiratorio dei propri virus, aggiungendo la resistenza all’esalazione, con concreto rischio di spingere in profondità negli alveoli una carica virale elevata, che poteva essere sconfitta dalle difese innate se avesse impattato solo con le vie respiratorie superiori, ben fornite di IgA e IgG già pronte. Problema che si accentua in chi fa attività sportiva con la mascherina.

 

Le visiere sono un’ alternativa?

La revisione Cochrane sulle protezioni individuali aggiornata al 2020 ammette che non ci sono studi validi sugli effetti delle visiere. Si potrebbe ipotizzare che visiere lunghe che arrivino fino davanti alla bocca possano avere vantaggi sulle mascherine, per: protezione anche degli occhi,  evitamento al portatore di toccarsi la faccia, facilità di essere abbassate (o alzate) al bisogno con  una levetta esterna senza toccarne le superfici, forse maggior comfort per chi le indossa se leggere  e abbinate a un copricapo sufficientemente comodo, possibilità di vedere l’espressione e i  movimenti della bocca del portatore con vantaggi per la comunicazione, efficienza di produzione  senza necessità di materiali speciali, possibilità di sanificazione con acqua e sapone e riutilizzo  infinito (basterebbero due visiere a testa, che non finiscono nei rifiuti...). Tuttavia quanto può  sembrare ragionevole va testato per efficacia, sicurezza (e comfort d’uso) prima di proporlo a miliardi di persone.

La raccomandazione di utilizzarle nelle circostanze indicate ad es. dai CDC o dalla revisione sistematica andrebbe ragionevolmente mantenuta, evitando comunque per quanto possibile usi prolungati/continuativi di mascherine all’aperto.

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