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Luglio “caldo” senza infermieri. NurSind chiede 40 assunzioni subito e proroga dei contratti a tempo, altrimenti sarà sciopero

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La Redazione
Pubblicato il: 29/06/2020 vai ai commenti

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Altavilla (Nursind): «Bisogna porre in atto misure che tutelino e premino. Necessario pagare gli incentivi. Senza risposte, pronti a scioperare»

 

Luglio sarà un mese “caldo” sul fronte della sanità: uno dei principali problemi è la carenza di infermieri, non a caso il sindacato NurSind chiede un intervento immediato per evitare criticità assistenziali, un possibile collasso del sistema e un’estate di super lavoro per il personale “stabile”. Tra le priorità di intervento figurano la proroga dei contratti a tempo determinato, l’assunzione subito di quaranta infermieri e il pagamento degli incentivi, che al momento sono al palo. La sigla sindacale annuncia che, nel caso non venissero date risposte puntuali, si passerà allo sciopero: dopo Trieste, un’altra manifestazione di protesta. 

 «A luglio scadranno circa venti contratti a tempo determinato degli infermieri: è necessaria una proroga immediata per fare fronte alle esigenze delle strutture – ha spiegato il segretario provinciale del Nursind Gianluca Altavilla - Si pensi al pronto soccorso dell’ospedale di Pordenone, dove per mantenere il servizio si rinuncia ai riposi con il supporto anche del personale del 118, alle chirurgie che a luglio lavorano assicurando i minimi assistenziali, quindi la medicina di San Vito al Tagliamento e il carcere di Pordenone. In quest’ultimo, in particolare, con la cessazione del contratto dell’infermiere si rischia il blocco del sistema assistenziale del penitenziario o comunque un lavoro massacrante per chi rimane». Da qui la necessità di prorogare i contratti.

 Quindi le assunzioni di almeno quaranta infermieri. «Serve scorrere immediatamente la graduatoria del concorso per assumere quaranta figure – ha aggiunto Altavilla -. Ricordiamo che, dopo la battaglia contro il Covid-19, che ha visto tutti impegnati i professionisti su vari fronti, adesso in molte strutture gli infermieri si trovano con soltanto 14 giorni di ferie, sempre per questioni legate alla carenza di organico. Inoltre il pagamento degli incentivi è fermo perché il presidente dell'Oiv (organo individuale di valutazione), che dà il nulla osta per il pagamento, è stato ancora nominato. Bisogna procedere con quest’ultima operazione a stretto giro e dare seguito al pagamento degli incentivi, molti dei quali sono legati alla rinuncia dei riposi per il mantenimento dei servizi».