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Stabilizzazioni al 31 dicembre 2022. Il Documento delle Regioni

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 24/09/2020 vai ai commenti

Leggi e sentenzeProfessione e lavoro

 

Le Regioni hanno messo a punto un documento utile al superamento del precariato del SSN, dando piena attuazione al Decreto Rilancio

 

Stabilizzare il personale medico ed infermieristico della sanità, ma non solo, anche il personale tecnico professionale, è quanto prevede il nuovo documento messo a punto dalle Regioni, per dare piena attuazione a quanto previsto dal Decreto Rilancio.

Ecco cosa prevede:

  • Proroga fino al 31 dicembre 2022 per la possibilità di procedere alla stabilizzazione diretta, ovvero per concorso riservato, del personale medico, infermieristico, dirigenziale e non, tecnico professionale del SSN.
  • Proseguo dell’applicazione delle procedure straordinarie di reclutamento per il personale medico, infermieristico dirigenziale e non e tecnico professionale, con data 31 dicembre 2019 termine di indizione e 31 dicembre 2020, termine di conclusione
  • Stabilizzazione dirette di personale medico, infermieristico, dirigenziale e non, tecnico professionale del SSN, fino al 31 dicembre 2021
  • Conteggiare ai fini dell’anzianità utile alla stabilizzazione anche i contratti flessibili Covid
  • sono valide le procedure concorsuali indette fino a fine 2019 in generale per PA e in questo rinvio gli enti del Ssn possono riservare il 50% dei posti disponibili al personale medico, tecnico-professionale e infermieristico in servizio alla data di entrata in vigore della stessa legge, che abbia maturato alla data di pubblicazione del bando almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi cinque anni, con contratti a tempo determinato, con contratti di collaborazione coordinata e continuativa o con altri rapporti di lavoro flessibile.

Le Regioni sottolineano nel loro documento che il riferimento al 31 dicembre 2019 è una ”sanatoria” nei confronti di tutte quelle amministrazioni che avevano indetto le procedure nello stesso anno nonostante il limite del 31 dicembre 2016 fissato dalla legge 208/2015, poi prorogato al 31 dicembre 2018 dal Dlgs 75/2017.

 Documento Regioni 

 

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