Mondragone, infermiera del 118 licenziata dopo aver denunciato un’aggressione
Il sindacato parla di fatto gravissimo e chiede l’intervento urgente di ASL, Prefettura e Regione
di Giuseppe Provinzano
"La vicenda della postazione 118 di Mondragone assume contorni sempre più gravi. Dopo l’aggressione denunciata nei giorni scorsi da un’infermiera in servizio nel sistema di emergenza territoriale, arriva ora un nuovo sviluppo destinato ad alimentare ulteriormente le tensioni: la lavoratrice che aveva segnalato l’episodio alle autorità sarebbe stata licenziata. Una decisione che ha provocato la durissima reazione del NurSind di Caserta, che parla di un provvedimento incomprensibile e profondamente ingiusto".
Mondragone, 12/03/2026.
A pochi giorni dalla denuncia di una aggressione fisica e verbale avvenuta durante un’ispezione nella postazione 118 di Mondragone, la lavoratrice che aveva formalizzato l’accaduto presso le forze dell’ordine sarebbe stata raggiunta da un provvedimento di licenziamento. La notizia, resa nota dalla Segreteria provinciale del NurSind di Caserta, ha immediatamente sollevato forte preoccupazione nel mondo dell’emergenza territoriale.
Secondo quanto riferisce il sindacato, la lavoratrice aveva denunciato nei giorni scorsi un episodio avvenuto il 7 marzo scorso presso la postazione del 118 gestita dalla Croce Bianca Salerno, durante il quale, nel corso di un’ispezione sul mezzo di soccorso, la situazione sarebbe degenerata in una discussione accesa culminata – secondo la denuncia presentata – in una aggressione fisica e verbale.
L’episodio aveva richiesto l’intervento delle forze dell’ordine ed è attualmente all’attenzione dell’Autorità giudiziaria, chiamata a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.
La decisione di procedere con il licenziamento della lavoratrice ha provocato la ferma reazione della Segreteria Provinciale del NurSind di Caserta, che parla di una scelta gravissima.
«Riteniamo inaccettabile e gravissimo che, a distanza di pochi giorni da un episodio che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e che è tuttora all’attenzione dell’Autorità giudiziaria, la lavoratrice che ha avuto il coraggio di denunciare quanto accaduto venga addirittura colpita da un provvedimento di licenziamento», afferma il NurSind.
Secondo il sindacato, un provvedimento di questo tipo rischia di assumere un significato estremamente delicato per tutti gli operatori del sistema di emergenza.
«Un fatto del genere rischia di configurarsi come un messaggio intimidatorio intollerabile nei confronti di chi svolge un servizio essenziale per la collettività e pretende semplicemente rispetto, sicurezza e dignità sul posto di lavoro», sottolinea la segreteria provinciale.
Il NurSind annuncia che la vicenda non resterà senza risposta. Il sindacato ha infatti dichiarato di voler attivare tutte le azioni legali e sindacali necessarie per la tutela della lavoratrice, oltre a chiedere un intervento immediato delle istituzioni.
Nel mirino del sindacato finisce anche la gestione complessiva del servizio di emergenza territoriale.
«È assurdo e incomprensibile che, invece di fare piena chiarezza su quanto accaduto il 7 marzo presso la postazione 118 di Mondragone, si arrivi a colpire proprio la lavoratrice che ha denunciato l’accaduto», evidenzia il NurSind.
Il sindacato ha inoltre annunciato che chiederà un intervento urgente dell’ASL di Caserta e della Prefettura, oltre a portare la vicenda all’attenzione delle istituzioni regionali competenti.
L’episodio si inserisce in una vicenda che Infermieristicamente segue passo dopo passo da mesi, documentando gli sviluppi della vertenza sul servizio 118 del Lotto 2 dell’ASL di Caserta, affidato alla Croce Bianca Salerno. La redazione ha raccontato nel tempo le segnalazioni del NurSind relative ai ritardi nel pagamento degli stipendi, alla mancata applicazione contrattuale e alle tensioni che si sono create tra lavoratori e gestione del servizio.
Alla luce di questi sviluppi, il caso della lavoratrice della postazione di Mondragone rischia ora di aprire un nuovo e delicato capitolo della vicenda.
La vicenda assume un significato ancora più forte alla vigilia del 12 marzo, Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, istituita per sensibilizzare istituzioni e cittadini su un fenomeno purtroppo sempre più diffuso nel sistema sanitario.
Proprio mentre il Paese si prepara a ricordare l’importanza della tutela degli operatori sanitari, il caso della postazione 118 di Mondragone riporta con forza al centro dell’attenzione il tema della sicurezza di chi ogni giorno opera nell’emergenza territoriale. Episodi di aggressione, tensione o intimidazione nei confronti dei professionisti della sanità rappresentano una ferita per tutto il sistema e impongono una riflessione seria sulle condizioni di lavoro di chi garantisce un servizio essenziale alla collettività.
«Gli operatori del 118 non possono essere lasciati soli, né tantomeno puniti quando denunciano situazioni di aggressione o condizioni lavorative non accettabili», conclude il NurSind.
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