NurSind denuncia alla Corte dei Conti: ''Prestazioni aggiuntive usate per coprire carenze''
Esposto del NurSind Campania sull’organizzazione del blocco cardiovascolare dell’AORN di Caserta: “Non si può reggere il sistema sanitario con strumenti emergenziali trasformati in normalità”
aserta
di Giuseppe Provinzano
"C’è un limite oltre il quale l’emergenza non può più essere definita tale. Quando strumenti straordinari diventano strutturali, quando le carenze di personale vengono compensate stabilmente attraverso prestazioni aggiuntive, ordini di servizio e turni extra, allora il problema non è più contingente: diventa organizzativo, gestionale e, secondo il NurSind, anche contabile.
La denuncia presentata alla Corte dei Conti dal NurSind Campania apre uno squarcio su un tema che riguarda ormai gran parte della sanità italiana: il rischio che le aziende sanitarie utilizzino fondi destinati a situazioni eccezionali per mantenere in piedi l’ordinaria attività assistenziale. Una pratica che, oltre a gravare sui professionisti sanitari, rischia di produrre conseguenze economiche e amministrative pesanti".
NurSind porta il caso alla Corte dei Conti: “Così si crea un possibile danno erariale”
Caserta, 24/05/2026. Il NurSind Campania rompe il silenzio e presenta un esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti contro quello che definisce un utilizzo “distorto e strutturale” delle prestazioni aggiuntive presso il Blocco Operatorio Cardiovascolare dell’AORN “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta.
Al centro della vicenda vi è una disposizione aziendale con cui viene autorizzato un budget mensile di 370 ore di prestazioni aggiuntive infermieristiche per garantire la presenza notturna di due infermieri presso la Camera Operatoria Cardiovascolare.
Secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, però, il nodo non sarebbe la necessità di garantire sicurezza assistenziale, bensì il metodo scelto per affrontare la cronica carenza di personale.
“L’azienda non può pensare di risolvere la carenza di personale attraverso i fondi delle prestazioni aggiuntive. Per noi esiste un possibile danno erariale sotto il profilo contabile ed è per questo che abbiamo trasmesso l’esposto denuncia alla Corte dei Conti.”
L’esposto firmato dal segretario regionale NurSind Campania, Antonio Eliseo, parla apertamente di un modello organizzativo basato “sul ricorso sistematico e reiterato” a prestazioni aggiuntive, pronte disponibilità, ordini di servizio ed estensioni orarie.
Per il NurSind, strumenti che dovrebbero avere carattere eccezionale sarebbero invece diventati una modalità ordinaria di copertura dei turni e delle attività chirurgiche programmate.
Prestazioni aggiuntive da misura eccezionale a sistema ordinario
Nel documento inviato alla magistratura contabile, il sindacato evidenzia come il ricorso continuativo alle prestazioni aggiuntive possa determinare una “lievitazione strutturale della spesa del personale”, con costi superiori rispetto ad una normale programmazione del fabbisogno.
L’atto aziendale, infatti, riconosce apertamente che l’attuale dotazione organica “non consente, allo stato, la copertura strutturale del fabbisogno” e definisce il ricorso alle prestazioni aggiuntive una misura “eccezionale e temporanea”.
Ma è proprio questo il punto sollevato dal NurSind.
“Quando una misura emergenziale viene utilizzata stabilmente per assicurare il funzionamento ordinario delle sale operatorie, si altera completamente la natura dell’istituto contrattuale.”
Secondo l’organizzazione sindacale, la situazione potrebbe configurare profili di “mala gestio organizzativa”, soprattutto laddove non vi sia stata un’adeguata programmazione del reclutamento del personale.
Il rischio clinico e il peso sui professionisti sanitari
Nel lungo esposto inviato alla Corte dei Conti, il NurSind richiama anche i possibili effetti indiretti sul personale e sulla sicurezza delle cure. Si parla di aumento del rischio clinico, crescita delle assenze per malattia, incremento degli infortuni e maggiore esposizione a contenziosi risarcitori.
Una pressione continua che, secondo il sindacato, non può più essere scaricata esclusivamente sugli infermieri e sugli operatori sanitari.
“Non si può continuare a tenere in piedi interi servizi sanitari facendo leva esclusivamente sulla disponibilità dei professionisti. Servono assunzioni vere, programmazione e organizzazione stabile.”
La richiesta avanzata alla Corte dei Conti è chiara: verificare eventuali responsabilità amministrativo-contabili, accertare il corretto utilizzo delle risorse pubbliche e acquisire tutta la documentazione relativa ai piani di fabbisogno, ai costi delle prestazioni aggiuntive e agli atti organizzativi adottati dall’Azienda.
Intanto il caso di Caserta rischia di diventare emblematico di una problematica ben più ampia che attraversa la sanità italiana: la trasformazione dell’emergenza in normalità, con il personale sanitario chiamato ogni giorno a colmare, con sacrifici straordinari, le falle strutturali del sistema.
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