Cagliari, NurSind: pronto soccorso pediatrico in crisi tra carenze e rischi assistenziali
Al Brotzu turni con organici ridotti e pochi infermieri esperti. Il sindacato chiede interventi urgenti per garantire sicurezza delle cure e adeguato affiancamento dei neoassunti.
di Giuseppe Provinzano
"Quando si parla di emergenza pediatrica non esistono margini per l'approssimazione. Dietro ogni accesso in pronto soccorso ci sono bambini, famiglie e professionisti chiamati a prendere decisioni rapide e spesso decisive. Per questo motivo ogni segnalazione che riguarda carenze di personale, formazione e sicurezza delle cure merita attenzione. È quanto denuncia oggi il NurSind Cagliari, che accende i riflettori sulle criticità organizzative del Pronto Soccorso Pediatrico dell'Arnas Brotzu".
CARENZA DI INFERMIERI E ORGANICI SEMPRE PIÙ FRAGILI
CAGLIARI, 09/06/2026 - Il NurSind torna a denunciare una situazione che definisce ormai critica all'interno dell'Emergenza Urgenza Pediatrica dell'Arnas Brotzu. Secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, il servizio sarebbe oggi costretto a operare con dotazioni organiche insufficienti rispetto ai carichi assistenziali e alle peculiarità di un contesto ad alta complessità come quello dell'emergenza pediatrica.
A lanciare l'allarme è Alessandra Arca, dirigente del NurSind Cagliari, che descrive una realtà nella quale la cronica carenza di infermieri sta mettendo a dura prova l'organizzazione del servizio.
«Da mesi segnaliamo una carenza strutturale di personale infermieristico che non può più essere considerata un'emergenza temporanea. Ci troviamo frequentemente a garantire il servizio con appena due infermieri per turno, un numero assolutamente insufficiente rispetto ai volumi assistenziali e alla complessità clinica che caratterizzano un pronto soccorso pediatrico. In queste condizioni aumentano inevitabilmente le criticità operative e si espongono professionisti e pazienti a rischi che non possono essere ignorati».
IL PROBLEMA DELL'ESPERIENZA PROFESSIONALE
Secondo il NurSind, alla carenza numerica si aggiunge una seconda criticità altrettanto rilevante: la presenza crescente di professionisti di recente inserimento che, pur rappresentando una risorsa importante per il futuro della professione, necessitano di adeguati percorsi di affiancamento.
«L'inserimento di nuovi professionisti è fondamentale, ma non può avvenire senza formazione sul campo e senza il supporto costante di personale esperto. Oggi una parte significativa degli infermieri presenti nel servizio è costituita da colleghi di recente assunzione che si trovano ad affrontare attività particolarmente complesse in un contesto altamente specialistico».
Il sindacato evidenzia come la programmazione dei turni prevista per il mese di giugno rischi di aggravare ulteriormente il problema, prevedendo spesso la presenza contemporanea di un solo infermiere esperto e di un collega appena inserito.
TRIAGE, AMBULATORI E RISCHIO DI PARALISI ASSISTENZIALE
La situazione diventerebbe particolarmente delicata nelle fasi di maggiore afflusso, quando l'infermiere con maggiore esperienza è impegnato nelle attività di triage e valutazione iniziale dei piccoli pazienti.
In queste circostanze, il collega meno esperto sarebbe chiamato a gestire autonomamente l'attività assistenziale degli ambulatori e dell'area di emergenza.
«Con assetti organizzativi così ridotti si crea quotidianamente una situazione di forte vulnerabilità assistenziale. Il professionista di recente inserimento si trova spesso a sostenere da solo attività ad alta complessità clinica, senza poter contare su un costante supporto esperto. Il rischio è quello di ritardi nelle prestazioni, difficoltà nella sorveglianza clinica e aumento dell'esposizione a possibili errori assistenziali».
IL RICHIAMO ALLA SICUREZZA DELLE CURE
Nella nota trasmessa alla Direzione sanitaria e agli organismi competenti, il NurSind richiama i principi contenuti nella Legge 24/2017, che individua la sicurezza delle cure quale elemento costitutivo del diritto alla salute.
Per il sindacato, garantire adeguati standard organizzativi all'interno del Pronto Soccorso Pediatrico non rappresenta soltanto una questione gestionale, ma un preciso dovere nei confronti dei bambini, delle loro famiglie e degli stessi professionisti chiamati ogni giorno a operare in una delle aree più delicate dell'assistenza sanitaria.
Da qui la richiesta di un intervento urgente volto a rafforzare gli organici, valorizzare l'esperienza professionale e assicurare percorsi strutturati di affiancamento, affinché la tutela dei piccoli pazienti resti al centro delle priorità del sistema sanitario.
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