Tredicesima, fino a 500 euro in più? La misura allo studio per la Manovra 2027
Il cantiere della prossima legge di Bilancio è già aperto. Tra le misure allo studio figurano una tassazione agevolata della tredicesima al 10 o 15%, la proroga della detassazione degli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali e interventi su notturni, festivi e turni. Per ora si tratta di ipotesi: le misure dovranno trovare copertura ed entrare nella Manovra 2027.
Il cantiere della Legge di Bilancio 2027 comincia a prendere forma e, tra le ipotesi che stanno emergendo in vista dell'autunno, alcune potrebbero avere un impatto diretto sulle buste paga dei lavoratori. Sul tavolo ci sono la detassazione della tredicesima, la conferma del trattamento fiscale agevolato degli aumenti derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi e nuovi interventi sulla tassazione di alcune componenti della retribuzione legate a turni, lavoro notturno, festivi e straordinari.
Il quadro, tuttavia, deve essere letto con prudenza: non si tratta ancora di misure approvate. La Manovra deve essere costruita, le proposte dovranno essere quantificate e soprattutto dovranno essere individuate le necessarie coperture finanziarie.
A delineare alcune delle ipotesi è stato Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera, intervenuto durante il Meeting di Rimini. L'indirizzo politico indicato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni resta quello di concentrare le risorse soprattutto sul sostegno al lavoro e alle famiglie.
Aumenti dei CCNL, verso la conferma della detassazione?
Una delle questioni più interessanti per i lavoratori riguarda la possibilità di mantenere anche nel 2027 la detassazione degli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali. Secondo Osnato, questa misura dovrebbe essere rinnovata insieme al bonus destinato alle lavoratrici madri.
Il tema assume particolare interesse in una fase caratterizzata dal rinnovo di numerosi contratti collettivi. La detassazione consente infatti di ridurre il prelievo fiscale applicato, nei limiti e alle condizioni stabilite dalla normativa, agli incrementi salariali riconosciuti attraverso i rinnovi dei CCNL, aumentando quindi la quota che effettivamente rimane nella disponibilità del lavoratore.
Per capire quale sarà il beneficio concreto nel 2027 bisognerà però attendere il testo della Manovra e conoscere aliquota, soglie di reddito, limite dell'aumento agevolabile e platea dei lavoratori interessati.
Sono elementi decisivi anche per stabilire l'eventuale applicazione ai diversi comparti del lavoro pubblico.
Tredicesima detassata: ipotesi aliquota al 10 o 15%
Una delle proposte destinate probabilmente ad attirare maggiore attenzione riguarda la tredicesima mensilità. Attualmente sulla tredicesima non operano le detrazioni per lavoro dipendente nella stessa maniera delle mensilità ordinarie e questo contribuisce a determinare un netto percepito generalmente inferiore rispetto a quello che il lavoratore potrebbe attendersi confrontando l'importo lordo con una normale mensilità.
L'ipotesi allo studio sarebbe quella di sostituire, sulla tredicesima, l'IRPEF ordinaria con un'imposta sostitutiva del 15% o addirittura del 10%. Secondo le stime illustrate da Osnato, una soluzione di questo tipo potrebbe produrre un incremento netto compreso indicativamente tra 200 e 500 euro, a seconda del reddito del lavoratore.
Si tratterebbe quindi di una sorta di "tredicesima fiscale", attraverso la quale concentrare nel mese di dicembre una parte dell'intervento del Governo sul potere d'acquisto. Anche in questo caso, però, è fondamentale distinguere la proposta dal provvedimento definitivo: al momento non esiste ancora una detassazione della tredicesima per il 2027 con queste caratteristiche.
IRPEF, possibile nuovo intervento sul ceto medio
Un altro capitolo riguarda l'IRPEF. Dopo la riduzione dal 35% al 33% dell'aliquota applicata allo scaglione di reddito compreso tra 28.000 e 50.000 euro, tra le possibilità considerate ci sarebbe l'estensione della soglia superiore fino a 60.000 euro.
Secondo le valutazioni riportate, l'operazione potrebbe determinare un beneficio aggiuntivo fino a circa 1.000 euro, con un costo per le finanze pubbliche vicino ai 3 miliardi di euro. Un'altra strada potrebbe consistere in una riduzione ulteriore delle aliquote applicate alle fasce di reddito inferiori oppure in una combinazione dei diversi interventi.
Le risorse necessarie sono considerevoli: viene stimato che la riduzione di un solo punto dell'aliquota dello scaglione attuale avrebbe un costo nell'ordine di 1,5 miliardi di euro, con un beneficio massimo indicativo per il contribuente di circa 220 euro.
Notturni, festivi e turni: la questione interessa da vicino anche la sanità
Particolarmente interessante per chi lavora su turni, e quindi potenzialmente anche per il personale sanitario qualora il legislatore ne estendesse espressamente l'ambito applicativo, è il capitolo relativo alla tassazione delle indennità e delle maggiorazioni retributive.
Per il periodo d'imposta 2026 è stata prevista un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali pari al 15%, entro un limite annuo di 1.500 euro, per determinate somme corrisposte ai lavoratori dipendenti del settore privato.
L'agevolazione riguarda le maggiorazioni e le indennità per il lavoro notturno, quelle riconosciute per il lavoro effettuato nei giorni festivi e nei giorni di riposo settimanale, nonché le indennità di turno e gli ulteriori emolumenti collegati al lavoro su turni previsti dai contratti collettivi.
Il Governo starebbe valutando la possibilità di prorogare questo regime nel 2027.
C'è però una precisazione fondamentale soprattutto per infermieri e altri professionisti del Servizio sanitario nazionale: la disciplina richiamata per il 2026 riguarda i lavoratori dipendenti del settore privato. Non è quindi possibile, allo stato delle informazioni disponibili, considerare automaticamente applicabile l'eventuale proroga ai dipendenti delle aziende sanitarie pubbliche.
Perché ciò accada, sarebbe necessario un intervento normativo che includa espressamente il pubblico impiego o una specifica misura destinata al personale interessato.
Anche lo straordinario festivo tra le misure da prorogare
La precedente Legge di Bilancio ha inoltre riproposto un trattamento integrativo del 15% delle retribuzioni lorde relative al lavoro notturno e allo straordinario effettuato nei giorni festivi, per il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2026 e secondo le condizioni stabilite dalla disciplina. Anche su questo fronte sarebbe allo studio una proroga.
Il filo conduttore è evidente: intervenire non soltanto sulla retribuzione ordinaria, ma su quelle componenti dello stipendio collegate a modalità di lavoro considerate maggiormente gravose o disagiate.
Per il mondo sanitario sarebbe un tema particolarmente rilevante. Infermieri, operatori sociosanitari e numerosi altri professionisti garantiscono infatti la continuità assistenziale attraverso turni notturni, domenicali e festivi, ma l'effettiva portata delle future agevolazioni dipenderà dalla platea che verrà individuata dal legislatore.
Bonus mamme da 60 euro e sostegni alle famiglie
Accanto agli interventi sugli stipendi, la Manovra dovrebbe continuare a puntare sul sostegno alla famiglia. Il bonus mamme, passato con la precedente Manovra da 40 a 60 euro mensili, riguarda le lavoratrici madri dipendenti, con esclusione del lavoro domestico, e le lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, comprese le casse professionali e la Gestione separata, in presenza dei requisiti previsti.
Per le madri con due figli, il beneficio è riconosciuto fino al mese nel quale il secondo figlio compie 10 anni, entro il limite di 40.000 euro di reddito da lavoro annuo. Tra le misure che si vorrebbero mantenere nel 2027 vengono indicati anche il bonus nuovi nati, il bonus nido e gli strumenti di sostegno alle spese essenziali.
Per i lavoratori la partita vera si giocherà in autunno
La direzione politica comincia dunque a delinearsi, ma la distanza tra un'ipotesi e una norma effettivamente applicabile resta ancora significativa. Per i lavoratori, e in particolare per quelli della sanità, i punti da seguire saranno soprattutto tre: eventuale proroga della detassazione degli aumenti contrattuali, possibile tassazione agevolata della tredicesima e ampliamento delle agevolazioni fiscali sulle componenti retributive legate a turni, notti e festivi.
Quest'ultimo punto sarà particolarmente importante. Una conferma limitata esclusivamente al settore privato lascerebbe infatti fuori una parte considerevole dei lavoratori che garantiscono servizi essenziali sulle 24 ore, compreso il personale del Servizio sanitario nazionale.
Per conoscere importi, beneficiari e condizioni sarà necessario attendere la costruzione della Legge di Bilancio 2027. Per il momento, quindi, i possibili 200-500 euro aggiuntivi sulla tredicesima, così come le altre agevolazioni prospettate, devono essere considerati ipotesi politiche allo studio e non somme già acquisite nelle future buste paga.
di