NurSind Campania: ''Pronto soccorso sotto pressione, ora Case di comunità davvero operative''
Il segretario regionale Antonio Eliseo rilancia l’attuazione del DM 77: "Il territorio deve diventare una barriera agli accessi impropri". Caldo e picchi di affluenza aggravano una criticità che resta strutturale.
di Giuseppe Provinzano
"Agosto volge al termine, ma l’emergenza nei pronto soccorso campani non va in ferie. Temperature ancora elevate e afflussi sostenuti continuano a mettere alla prova strutture e professionisti sanitari. Per il NurSind Campania, però, limitarsi a gestire i picchi non basta: occorre spostare il baricentro dell’assistenza verso il territorio, rendendo pienamente operative le Case della comunità previste dal DM 77".
Pronto soccorso sotto pressione anche a fine agosto
NAPOLI, 26/08/2026 - L’estate si avvia verso la conclusione, ma per i pronto soccorso della Campania la pressione resta elevata. Le alte temperature delle ultime settimane hanno contribuito ad aumentare la richiesta di assistenza, inserendosi in un quadro già caratterizzato da sovraffollamento e difficoltà nella gestione dei flussi.
A richiamare l’attenzione sul problema è Antonio Eliseo, segretario regionale del NurSind Campania, secondo il quale il fenomeno non riguarda esclusivamente Napoli, ma interessa sostanzialmente tutte le province della regione.
"La situazione dei pronto soccorso è uguale in tutte le province della Campania. Continuiamo ad avere picchi di affluenza notevoli in questo periodo, dovuti anche alle altissime temperature".
Il caldo, tuttavia, rappresenta soltanto uno dei fattori. Per il NurSind, il nodo centrale resta la capacità del sistema sanitario di offrire ai cittadini risposte alternative all’ospedale, evitando che il pronto soccorso continui a essere utilizzato come principale porta d’ingresso anche per bisogni assistenziali che potrebbero trovare soluzione sul territorio.
NurSind: "La vera sfida è attuare il DM 77"
È su questo terreno che Eliseo richiama l’attenzione sull’attuazione del DM 77, il provvedimento che ha ridisegnato il modello dell’assistenza sanitaria territoriale e che attribuisce alle nuove strutture di prossimità un ruolo centrale.
"Resta il problema principale: c’è la necessità dell’attuazione del DM 77".
Per il sindacato delle professioni infermieristiche, la realizzazione delle Case della comunità rappresenta un passaggio importante, ma aprire nuove strutture non è sufficiente se al loro interno non vengono garantiti personale, organizzazione e servizi realmente fruibili dalla popolazione.
Il rischio evidenziato dal NurSind è che la riforma territoriale resti incompleta e che le nuove strutture non riescano a incidere concretamente sui flussi che oggi convergono verso i dipartimenti di emergenza.
"Ci auguriamo che quelle costruite oppure aperte nell’ambito del PNRR contengano tutti quei servizi assistenziali necessari a fornire un’adeguata risposta ai cittadini".
Case della comunità come filtro agli accessi impropri
Il punto, secondo Eliseo, è trasformare la sanità territoriale in una vera alternativa all’accesso ospedaliero quando non esistono condizioni di emergenza o urgenza.
Le Case della comunità, se pienamente funzionanti, possono intercettare una parte della domanda assistenziale, garantendo prossimità e continuità delle cure e contribuendo, contemporaneamente, ad alleggerire il carico dei pronto soccorso.
"Devono fungere veramente da barriera per diminuire gli accessi impropri. Questa, fondamentalmente, diventa la madre di tutte le battaglie".
Una posizione che sposta il dibattito oltre l’emergenza legata alle temperature di agosto. Per il NurSind Campania, infatti, il sovraffollamento non può essere affrontato esclusivamente aumentando la capacità di risposta dei pronto soccorso: occorre intervenire prima, costruendo una rete territoriale capace di prendere in carico i bisogni che non necessitano dell’emergenza ospedaliera.
Eliseo: "Altrimenti continueremo ad avere pronto soccorso iperaffollati"
Settembre porterà progressivamente alla fine dell’emergenza legata al caldo, ma non cancellerà le criticità strutturali. È per questo che il sindacato chiede che l’attuazione del nuovo modello territoriale diventi una priorità concreta per la sanità campana.
"Se l’attuazione e l’apertura delle Case della comunità non dovessero raggiungere innanzitutto questo obiettivo, continueremo a trovare pronto soccorso iperaffollati".
Il messaggio del NurSind è quindi rivolto al futuro immediato: fare delle Case della comunità presidi realmente operativi e non semplici strutture formalmente aperte, capaci di garantire risposte assistenziali e di ridurre il ricorso improprio all’emergenza.
Perché il caldo passerà. La pressione sui pronto soccorso, senza una rete territoriale realmente funzionante, rischia invece di restare.
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