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Cure palliative, nasce l'Osservatorio Agenas: un infermiere tra gli esperti nazionali

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 02/11/2026

Comunicati StampaProfessione e lavoro

L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) ha istituito un nuovo Osservatorio dedicato al monitoraggio e all’implementazione della Rete di Cure Palliative e Terapia del Dolore. L’organo, creato con la delibera del Direttore Generale n. 334 del 14 ottobre 2026, dovrà accompagnare Regioni e Province Autonome nella costruzione di un’assistenza più uniforme, tempestiva e di qualità su tutto il territorio nazionale.

Tra i componenti figura anche l’infermiere Dott. Fabrizio Moggia, referente assistenziale della Rete delle Cure Palliative dell’Azienda USL di Bologna.

 

Un presidio stabile per le reti

L’iniziativa nasce dalla necessità di trasformare il monitoraggio delle cure palliative in una cabina di regia permanente, capace di leggere i dati e orientare le decisioni programmatiche. Agenas sottolinea che l’invecchiamento della popolazione e la crescita delle malattie croniche e complesse renderanno sempre più rilevante il fabbisogno di assistenza palliativa e di controllo del dolore.

Il nuovo organismo si colloca nel quadro della Legge 38/2010, che impegna le istituzioni a garantire servizi effettivi e omogenei in tutti i contesti di cura: dal domicilio all’hospice, dall’ospedale al territorio.

 

Cosa farà l’Osservatorio

Le attività previste ruotano attorno a tre funzioni principali:

- Analizzare, valutare e sostenere l’attuazione dei Piani di Potenziamento delle Cure Palliative e Terapia del Dolore.

- Monitorare lo stato di realizzazione delle reti, anche con la Direzione Generale per i Sistemi Informativi e la Statistica del Ministero della Salute, sviluppando indicatori di processo e di esito.

- Redigere e trasmettere un rapporto annuale su risultati, criticità e possibili soluzioni agli organi competenti.

L’Osservatorio non sarà quindi soltanto uno strumento di verifica, ma un supporto operativo per Regioni, Province Autonome e aziende sanitarie chiamate a migliorare l’accesso alle cure appropriate.

 

Una composizione multidisciplinare

Il gruppo riunisce esperti di cure palliative e terapia del dolore, rappresentanti delle società scientifiche, delle Regioni e Province Autonome e del Ministero della Salute. L’obiettivo dichiarato è integrare competenze cliniche, scientifiche e istituzionali, per leggere i bisogni di cura in chiave condivisa e multidisciplinare.

Il supporto tecnico-scientifico è affidato alla UOS “Reti cliniche ospedaliere e Monitoraggio DM 70/2015” di Agenas, coordinata dalla Dott.ssa Manuela Tamburo De Bella. Secondo ricostruzioni giornalistiche, il responsabile scientifico è Gino Gobber, già presidente della Società Italiana di Cure Palliative.

 

Il ruolo dell’infermieristica bolognese

La presenza di Fabrizio Moggia assume un valore particolare perché porta nell’Osservatorio la prospettiva dell’assistenza infermieristica e dell’organizzazione territoriale. Nella Rete delle Cure Palliative dell’Azienda USL di Bologna è indicato come Referente Assistenziale, accanto alla responsabile di rete Danila Valenti.

Moggia è dirigente delle professioni sanitarie dell’Azienda USL di Bologna e vanta esperienza nel management dell’integrazione socio-sanitaria e delle cure palliative; nell’aprile 2026 è stato nominato Direttore del Distretto di Committenza e Garanzia Città di Bologna. Il suo curriculum professionale documenta inoltre un ruolo di coordinamento nell’integrazione socio-sanitaria e nella Rete Cure Palliative adulta e pediatrica, con responsabilità anche per l’area oncologica.

 

Perché conta la voce infermieristica

Le cure palliative si giocano in larga parte nella relazione quotidiana con pazienti e famiglie: gestione dei sintomi, continuità assistenziale, comunicazione, cura della dignità e coordinamento tra domicilio, ospedale e hospice. In questo scenario, la presenza di un referente infermieristico in un organo nazionale di monitoraggio può contribuire a valutare non solo gli indicatori amministrativi, ma anche la qualità concreta dell’assistenza erogata sul territorio.

Per Bologna, la nomina rappresenta inoltre un riconoscimento dell’esperienza maturata dalla rete locale, chiamata a confrontarsi con una sfida nazionale: rendere effettivi, ovunque, i diritti alle cure palliative e alla terapia del dolore previsti dalla normativa.