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Tra penalizzazioni e tempi lunghi: tutti I modi per andare in pensione nel 2024

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 02/01/2024

Previdenza

Con l'approvazione della Legge di Bilancio 2024, il percorso per raggiungere la pensione in Italia si fa sempre più difficile e tortuoso. Le nuove disposizioni introdotte nell'ambito previdenziale hanno portato ad un allungamento dei tempi e a penalizzazioni significative per chi sta per avviare il proprio periodo di quiescenza.

Vediamo insieme tutte le vie che i lavoratori possono percorrere per assicurarsi una transizione pensionistica il più agevole possibile.

 

Pensione di vecchiaia

I parametri della pensione di vecchiaia non cambiano, restano quelli stabiliti dalla Fornero: 67 anni e 20 anni di contributi. La Legge di Bilancio interviene sull’importo minimo mensile necessario per accedere al pensionamento: per la vecchiaia sarà pari all’assegno sociale (nel 2024 circa 534 euro lordi al mese) invece dell’attuale 1,5 volte.

 

Pensione anticipata

L’anzianità contributiva richiesta deve raggiungere i 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini, mentre le lavoratrici, anche in questo caso a prescindere dal settore e analogamente dall’età anagrafica, devono raggiungere i 41 anni e dieci mesi di contributi.

 

Quota 103

Anche per il 2024 rimane valida Quota 103 ma con diverse penalizzazioni. I lavoratori privati e pubblici, potranno andare in pensione con almeno 62 anni di età e 41 di contributi anche nel 2024. Ma l’intero assegno sarà calcolato con il sistema contributivo e non più con il sistema misto, con un taglio dell’importo che può arrivare anche al 20 per cento. In secondo luogo, la misura del trattamento non potrà superare i 2.272 euro lordi mensili (quattro volte il trattamento minimo Inps) sino al compimento dell’età di 67 anni. 

Ma non sono penalizzazioni economiche, ma anche allungamento dei tempi, infatti le finestre mobili (il lasso di tempo tra la maturazione dei requisiti, 62 anni e 41 anni di contributi, e la percezione del primo assegno) sono allungate a sette mesi per i lavoratori privati e a nove mesi per quelli pubblici rispetto agli attuali tre e sei.

 

Ape sociale

Cambiano i parametri dell’Ape sociale che riguarda i disoccupati, coloro che assistono familiari disabili, persone con invalidità pari almeno al 74% e chi, con 36 anni (o con 30) di contributi, svolge lavori gravosi (come, per esempio, operai edili, autisti di mezzi pesanti, badanti, infermiere, maestre d’asilo, macchinisti, addetti alle pulizie). L’età per accedere all’APE sociale non sarà più di 63 anni a ma di 63 anni e 5 mesi.

 

Opzione donna

Possono utilizzare la via di uscita (uscita anticipata ma pensione ricalcolata con il metodo contributivo, con una penalizzazione tra il 20 e il 25 per cento) le donne dipendenti e autonome con almeno 59 anni (se con due figli), 60 (se con un figlio) e 61 (senza figli) al 31 dicembre 2023, purché abbiano anche almeno 35 anni di contributi e rientrino in una delle seguenti categorie: invalide, caregiver, disoccupate. Restano ferme le finestre mobili di 12 e 18 mesi per lavoratrici dipendenti e autonome