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La sanità isolata: il ruolo dell’infermiere nelle isole minori d’Italia

Vincenzo Rauccidi
Vincenzo Raucci
Pubblicato il: 21/08/2026

Professione e lavoroStudi e analisi

In questo torrido mese di agosto abbiamo voluto dedicare quattro articoli a colleghe e colleghi che operano in luoghi estremi o, comunque, non consueti quali la spiaggia, la montagna, le isole e la campagna.
Di seguito, i 4 link agli articoli:

1) L’infermiere di spiaggia: primo soccorso e prevenzione sotto l'ombrellone

2) Sanità d’alta quota: il ruolo dell’infermiere nelle comunità montane

3) La sanità isolata: il ruolo dell’infermiere nelle isole minori d’Italia

4) Sanità tra i campi: il ruolo dell’infermiere nelle comunità agricole e rurali isolate (di prossima pubblicazione)

 

La sanità isolata: il ruolo dell’infermiere nelle isole minori d’Italia
Garantire l’assistenza sanitaria nelle piccole isole italiane - dalle Eolie alle Egadi, dal Pelagie alle Tremiti, fino alle isole dell’Arcipelago Toscano e Campano - rappresenta una delle sfide più estreme di continuità assistenziale e medicina d’urgenza. L’insularità geografica impone dinamiche sanitarie uniche: stagionalità turistica travolgente, isolamento meteorologico che può bloccare collegamenti marittimi e aerei per giorni e una popolazione residente prevalentemente anziana con patologie croniche.

In questo scenario di “frontiera”, l’infermiere non è soltanto un operatore sanitario, ma un vero e proprio presidio di salute pubblica, riferimento comunitario e snodo critico dell’emergenza.

  1. Il presidio territoriale di prossimità e la cronicità

Nelle isole prive di un presidio ospedaliero strutturato, l’assistenza poggia sui Presidi Sanitari Territoriali (PST), sui Punti Territoriali di Assistenza (PTA) o sulle Centrali Operative di Continuità Assistenziale.

  • Autonomia e multiskilling: l’infermiere insulare opera spesso con elevati livelli di autonomia professionale, gestendo in prima persona il triage di prossimità, le medicazioni complesse, la gestione di presidi (cateteri, stomie, accessi vascolari) e la somministrazione di terapie domiciliari.
  • Presa in carico dell’anziano fragile: nei mesi invernali, quando le isole tornano alle dimensioni demografiche ordinarie, l’Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC) diventa indispensabile per il monitoraggio dei pazienti affetti da diabete, scompensati o cardiopatici, prevenendo le riacutizzazioni che richiederebbero un difficile trasferimento sulla terraferma.
  • Telemedicina e diagnostica decentrata: grazie all’implementazione della sanità digitale, l’infermiere esegue elettrocardiogrammi (ECG), emogasanalisi e refertazioni POCT (Point-of-Care Testing) in costante collegamento con le cardiologie e i centri specialistici di riferimento del continente o della regione di appartenenza.
  1. Gestione dell’Emergenza-Urgenza e il rischio di isolamento

L’aspetto più critico del lavoro infermieristico nelle isole minori emerge di fronte alle urgenze tempo-dipendenti (ictus, infarto miocardico acuto, traumi gravi, complicazioni ostetriche).

  • Stabilizzazione e attesa del soccorso avanzato: in assenza del medico a bordo del mezzo o in caso di concomitanza di più emergenze, l’infermiere applica protocolli internazionali di Advanced Life Support (ALS) e Trauma Care per stabilizzare il paziente critico, in attesa dell’arrivo dell'elisoccorso (HEMS) o delle motovedette dedicate della Guardia Costiera.
  • L'impatto delle condizioni meteo-marine: quando il mare è forza 6 o la nebbia/vento impediscono il volo dell’elicottero, il presidio insulare si trasforma in un’unità di terapia intensiva d’emergenza temporanea, dove l’équipe infermieristica deve mantenere in vita il paziente per ore con le risorse strumentali e farmacologiche a disposizione.
  1. L’esplosione demografica estiva

Durante la stagione estiva, la popolazione di isole come Lampedusa, Ponza, Giglio o Favignana moltiplica fino a dieci volte la propria densità abitativa.

  • L’iper-afflusso turistico causa un’impennata di traumi minori, colpi di calore, malori in mare e congestioni. La risposta infermieristica è: attivazione di Guardia Medica Turistica e potenziamento dei turni di Pronto Soccorso locale.
  • Tra le emergenze in mare si possono registrare annegamenti, traumi da elica, intossicazioni da punture marine. La risposta infermieristica è: soccorso integrato con Capitaneria di Porto e primo intervento sulla battigia/molo.
  • Nella gestione dei flussi migratori (ad es.: Pelagie) ci possono essere i primi screening sanitari, gestione delle ipotermie e disidratazioni nei moli d’approdo. La risposta infermieristica è: presidio medico-infermieristico avanzato presso i Punti di Primo Soccorso e Accoglienza (PPSA).

 

Fonti e riferimenti bibliografici