Incarichi, cambia tutto dal 2027: per gli infermieri la fascia base arriva a 3.500 euro
Il sistema degli incarichi viene ridefinito con una maggiore graduazione in base alla complessità, nuove possibilità di valorizzazione economica e una gerarchia più chiara tra posizione, funzione organizzativa e funzione professionale. Per l’area dei Professionisti della salute e dei funzionari l’incarico professionale di base potrà arrivare fino a 3.500 euro annui. Le nuove regole sostituiranno l’attuale disciplina dal 1° gennaio 2027.
Gli incarichi non saranno più soltanto un riconoscimento formale legato alla posizione ricoperta, ma dovranno diventare sempre più uno strumento per distinguere responsabilità, complessità, competenze e reale impegno professionale.
È uno dei passaggi centrali della nuova disciplina prevista dal CCNL Comparto Sanità 2025-2027, che interviene sul sistema degli incarichi ridefinendone tipologie, graduazione e valorizzazione economica.
Il principio di fondo è esplicito: il sistema deve essere caratterizzato da trasparenza, oggettività e imparzialità nelle scelte, accompagnate dalla verifica delle competenze, e rappresenta una componente fondamentale del sistema di classificazione del personale.
La nuova disciplina entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027, data dalla quale sarà disapplicato e sostituito l’articolo 24 del CCNL del 2 novembre 2022.
Cosa sono gli incarichi nel nuovo contratto
Il contratto chiarisce innanzitutto la funzione stessa dell’incarico.
Il sistema si fonda sui principi di maggiore responsabilità, impegno realmente profuso, valorizzazione del merito e della prestazione professionale, mantenendo comunque ferma la sovraordinazione del dirigente nell’ambito dell’organizzazione aziendale.
L’obiettivo non è soltanto economico.
Gli incarichi devono contribuire a rendere più efficace l’organizzazione aziendale, sostenere il raggiungimento degli obiettivi di salute previsti dalla programmazione sanitaria nazionale e regionale e promuovere lo sviluppo professionale attraverso il riconoscimento dell’autonomia operativa.
Non basta quindi semplicemente appartenere a un determinato profilo.
L’incarico presuppone lo svolgimento di funzioni aggiuntive e/o maggiormente complesse rispetto a quelle normalmente previste dal profilo professionale.
Tre grandi tipologie di incarico
Il nuovo sistema distingue tre categorie.
La prima è l’incarico di posizione, riservato esclusivamente al personale dell’area di Elevata qualificazione.
La seconda è l’incarico di funzione organizzativa, attribuibile al personale dell’area dei Professionisti della salute e dei funzionari.
La terza è l’incarico di funzione professionale, che può riguardare non soltanto i Professionisti della salute e i funzionari, ma anche il personale delle aree degli Assistenti e degli Operatori.
La distinzione non è soltanto nominale.
Per gli incarichi di posizione è prevista l’assunzione diretta di responsabilità.
Per gli incarichi di funzione organizzativa e professionale sono invece richieste significative competenze organizzative e/o professionali, superiori o comunque ulteriori rispetto a quelle normalmente proprie del profilo posseduto.
Un solo incarico alla volta
Il nuovo contratto stabilisce anche un principio netto: non è possibile attribuire contemporaneamente più incarichi alla stessa persona.
L’unica eccezione è rappresentata dall’incarico di sostituzione.
Ed è proprio questa una delle novità terminologiche e organizzative rispetto al precedente sistema: viene previsto l’incarico di sostituzione al posto dell’incarico di interim.
La logica resta quella di garantire continuità nelle funzioni quando il titolare di un incarico non può esercitarle, ma la nuova disciplina ridefinisce lo strumento utilizzato.
Chi è sovraordinato a chi
Il contratto costruisce anche una gerarchia esplicita tra le diverse tipologie.
Gli incarichi di posizione sono sovraordinati agli incarichi di funzione organizzativa.
Gli incarichi di funzione organizzativa sono a loro volta sovraordinati agli incarichi di funzione professionale.
Ma la graduazione non si esaurisce qui.
Anche all’interno della stessa tipologia di incarico, infatti, il livello gerarchico e la valorizzazione possono variare in funzione della complessità dell’incarico e del modello organizzativo adottato dall’Azienda o dall’Ente.
Più complessità, maggiore valorizzazione economica
È uno dei punti più importanti per i lavoratori.
Il contratto prevede che alla maggiore complessità dell’incarico corrisponda una proporzionale differenziazione del trattamento economico.
Non significa però che incarichi diversi per natura debbano necessariamente avere importi completamente differenti.
Il testo precisa infatti che tipologie differenti, pur avendo attribuzioni diverse, possono raggiungere una corrispondente valorizzazione economica, sulla base della graduazione stabilita a livello aziendale.
Il valore economico diventa quindi collegato non soltanto al nome dell’incarico, ma anche al suo peso concreto nell’organizzazione.
Elevata qualificazione: da 10.000 a 20.000 euro
Per il personale dell’area di Elevata qualificazione, l’incarico di posizione prevede un valore complessivo, tra parte fissa e variabile, compreso tra 10.000 e 20.000 euro annui.
Si tratta della fascia economicamente più elevata del sistema.
Professionisti della salute e funzionari: cosa cambia
Per l’area dei Professionisti della salute e dei funzionari, nella quale rientra anche il personale infermieristico interessato dagli incarichi previsti dal sistema classificatorio, la disciplina distingue tra funzione organizzativa e funzione professionale.
Per gli incarichi di funzione organizzativa, la fascia di media complessità è valorizzata da 4.000 a 9.500 euro annui, mentre quella di elevata complessità va da 9.501 a 13.500 euro.
Per gli incarichi di funzione professionale sono invece previste tre fasce.
L’incarico di base può valere da 1.000 a 3.500 euro annui.
La fascia di media complessità va da 4.000 a 9.500 euro.
Quella di elevata complessità va da 9.501 a 13.500 euro.
Ed è proprio sulla fascia base che si registra una delle novità più concrete.
L’incarico professionale di base può arrivare a 3.500 euro
Nel nuovo impianto viene prevista la possibilità di aumentare l’incarico di base per l’area dei Professionisti della salute e dei funzionari fino a 3.500 euro annui.
Non si tratta quindi di un valore necessariamente uguale per tutti.
La fascia prevista va da 1.000 a 3.500 euro e lascia spazio a una diversa valorizzazione dell’incarico a seconda delle caratteristiche concrete attribuite dall’Azienda.
Questo apre anche a un’altra possibilità prevista dalla nuova disciplina: differenziare l’incarico di base in relazione all’Unità operativa o al servizio di appartenenza.
In pratica, due incarichi formalmente collocati nella stessa fascia potrebbero non avere necessariamente la stessa valorizzazione se caratterizzati da livelli differenti di complessità, responsabilità o impegno.
Gli incarichi possono cambiare valore in base alla UO o al servizio
Questa è una delle innovazioni potenzialmente più significative.
La possibilità di graduare l’incarico in relazione alla struttura organizzativa di assegnazione consente infatti alle Aziende di tenere maggiormente conto delle differenze esistenti tra reparti, servizi e contesti operativi.
Il principio è coerente con la previsione contrattuale secondo cui la sovraordinazione e la graduazione interna degli incarichi devono essere determinate in relazione al livello di complessità e al modello organizzativo presente nell’Azienda o nell’Ente.
La valorizzazione, quindi, dovrebbe diventare più aderente alle funzioni effettivamente esercitate.
Assistenti e operatori: quanto valgono gli incarichi
Il nuovo sistema riguarda anche le altre aree.
Per gli Assistenti, l’incarico di funzione professionale prevede:
930 euro per la complessità di base,
1.800 euro per la complessità media,
3.000 euro per quella elevata.
Per gli Operatori, invece, i valori sono:
700 euro per la fascia base,
1.500 euro per quella media,
2.000 euro per quella elevata.
In questi casi gli importi sono indicati direttamente per ciascun livello di complessità.
Mobilità prima del bando per alcuni incarichi di coordinamento
Un altro elemento previsto riguarda il personale titolare di incarichi di funzione di coordinamento.
La nuova disciplina introduce la possibilità di effettuare una mobilità prima di mettere a bando il posto vacante.
La misura può incidere sulla gestione interna degli incarichi, consentendo una diversa soluzione organizzativa prima di procedere con una nuova procedura di assegnazione del posto.
Il significato concreto dipenderà però dalle modalità applicative e dalle procedure aziendali che verranno adottate.
Straordinario pagabile anche per gli incarichi sopra i 5.000 euro
Tra gli elementi di rilievo compare anche la possibilità di prevedere un plafond di ore di lavoro straordinario pagabili anche per i titolari di incarichi con valore superiore a 5.000 euro.
È un punto importante perché affronta il rapporto tra indennità di incarico e riconoscimento dell’attività aggiuntiva effettivamente prestata.
Non viene quindi automaticamente esclusa la possibilità di compensare determinate ore di straordinario soltanto perché il lavoratore percepisce un incarico economicamente significativo.
Anche in questo caso, l’applicazione concreta dovrà essere definita nell’ambito delle regole organizzative e delle risorse disponibili.
Gli incarichi non possono cancellare il diritto al riposo
Il contratto inserisce poi un richiamo esplicito al D.Lgs. 66/2003, precisando che gli incarichi devono essere svolti nel rispetto delle norme sul riposo giornaliero e settimanale e sull’orario massimo di lavoro.
È un passaggio tutt’altro che formale.
Avere un incarico di funzione, anche con maggiori responsabilità organizzative o professionali, non significa infatti essere sottratti ai limiti previsti dalla normativa sull’orario di lavoro.
La maggiore responsabilità non può trasformarsi in una disponibilità senza limiti.
Il punto centrale: più responsabilità deve significare più riconoscimento
Il nuovo sistema prova quindi a collegare in maniera più stretta funzioni, complessità e remunerazione.
La novità più visibile è certamente l’ampliamento della fascia economica dell’incarico professionale di base per l’area dei Professionisti della salute e dei funzionari, che può arrivare fino a 3.500 euro annui.
Ma altrettanto importante è la possibilità di differenziare gli incarichi in funzione della realtà organizzativa nella quale vengono esercitati.
Il principio, almeno sulla carta, è chiaro: non tutti gli incarichi hanno lo stesso peso e non tutti devono necessariamente avere lo stesso valore economico.
Perché questo principio produca effetti reali, però, sarà decisivo il livello aziendale.
Saranno infatti le Aziende e gli Enti a dover costruire sistemi di graduazione realmente trasparenti, coerenti e verificabili, evitando che la differenziazione prevista dal contratto si trasformi in una distribuzione discrezionale degli incarichi.
Ed è probabilmente questo il passaggio più delicato: il contratto costruisce lo strumento, ma la sua efficacia dipenderà da come verranno definiti criteri, pesi, responsabilità e valori economici nelle singole realtà aziendali.
Dal 1° gennaio 2027, quindi, non cambierà soltanto il nome di alcuni incarichi.
Cambierà il modo in cui il sistema contrattuale prova a misurare e remunerare responsabilità, competenze e complessità professionale.
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