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Perché gli infermieri se ne vanno? Uno studio in 42 Paesi indica cosa li spinge ad abbandonare

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 18/09/2026

Professione e lavoroSocietà scientificheStudi e analisi

La carenza infermieristica globale non si risolve con le sole campagne di reclutamento, ma richiede politiche strutturali sul lavoro: è quanto emerge da un nuovo studio del Global Nursing Workforce Centre, iniziativa congiunta dell'International Council of Nurses (ICN) e di TruMerit, diffuso il 9 settembre 2026 da Philadelphia, sede statunitense di TruMerit. La ricerca, condotta in 42 paesi e intitolata "The Attractiveness of Nursing for Prospective and Current Nursing Students", mostra che i fattori che spingono una persona a scegliere la professione infermieristica sono spesso gli stessi che ne determinano l'abbandono: condizioni di lavoro, retribuzione, rispetto professionale, possibilità di crescita, esperienze sul posto di lavoro e qualità dell'assistenza erogata.

Peter Preziosi, presidente e CEO di TruMerit, ha collegato questi dati ai grandi cambiamenti in atto a livello globale, spiegando che fenomeni come le trasformazioni demografiche, gli spostamenti di popolazione, i cambiamenti climatici, l'instabilità geopolitica e la trasformazione digitale stanno modificando i bisogni della forza lavoro sanitaria, e che la professione infermieristica non fa eccezione. Secondo Preziosi, lo studio offre indicazioni concrete su cosa attiri le persone verso la professione e cosa le convinca a restarci, e il messaggio per i responsabili politici è chiaro: servono politiche basate sull'evidenza che sostengano la crescita professionale, il benessere e la capacità dei professionisti di offrire cure di qualità.

Ancora più diretto il CEO dell'ICN, Howard Catton, secondo cui il senso di vocazione può portare le persone verso la professione infermieristica, ma non basta a garantire loro un reddito né a proteggerle dal burnout. Catton ha descritto una professione schiacciata da due lati: da un lato le nuove generazioni che chiedono legittimamente retribuzioni eque, flessibilità e possibilità di carriera, dall'altro i professionisti più esperti che vengono spinti ad abbandonare da pressioni insostenibili. Ha inoltre sottolineato che, trattandosi di una professione a prevalenza femminile, il nursing deve garantire condizioni di lavoro dignitose e reali opportunità per le donne, criticando i governi che per troppo tempo hanno fatto affidamento sul senso di vocazione dei professionisti invece che investire in politiche sostenibili.

Lo studio evidenzia quattro elementi principali:

  • aiutare gli altri resta la motivazione più forte nella scelta della professione;

  • le condizioni di lavoro, tra cui burnout, carenza di personale e carichi eccessivi, scoraggiano sia l'ingresso che la permanenza nella professione;

  • la retribuzione, il rispetto professionale e la percezione pubblica del nursing incidono in modo significativo sulle scelte di carriera;

  • le nuove generazioni attribuiscono sempre più importanza alla flessibilità, all'equilibrio tra vita privata e lavoro e alle opportunità di crescita.

Il messaggio complessivo dello studio è che attrarre nuove persone verso la professione avrà un impatto limitato se i sistemi sanitari non affronteranno anche le condizioni che spingono gli infermieri ad andarsene. Il documento è stato sviluppato in linea con la missione del Global Nursing Workforce Centre, che punta a trasformare la ricerca globale sulla forza lavoro infermieristica in indicazioni pratiche e basate sull'evidenza a supporto della pianificazione della forza lavoro, dello sviluppo delle politiche e della sostenibilità dei sistemi sanitari.

Nella nota diffusa da TruMerit viene inoltre precisato il profilo dell'organizzazione: si tratta di una realtà attiva da quasi 50 anni nello sviluppo della forza lavoro sanitaria a livello mondiale, che supporta la mobilità di infermieri e altri professionisti della salute. Conosciuta in precedenza come CGFNS International, TruMerit convalida la formazione, l'addestramento e l'esperienza professionale dei professionisti sanitari formati all'estero che intendono ottenere l'autorizzazione a esercitare negli Stati Uniti e in altri paesi. Attraverso la propria missione allargata e il Global Health Workforce Development Institute, l'organizzazione porta avanti attività di ricerca, definizione di standard e certificazioni volte a rafforzare la forza lavoro sanitaria globale e a promuovere una mobilità professionale equa e sostenibile.