118 L’Aquila, NurSind: ''Più di 3,4 milioni ai volontari. Si potevano assumere 100 infermieri''
Il sindacato delle Professioni Infermieristiche contesta la scelta dell’Asl 1 Abruzzo: "Compensi quasi raddoppiati mentre c’è una graduatoria con 820 idonei"
di Giuseppe Provinzano
"Oltre 3,4 milioni di euro l’anno per sostenere la copertura infermieristica delle postazioni del 118 attraverso le associazioni di volontariato. È sulla scelta economica e organizzativa dell’Asl 1 Abruzzo che il NurSind L’Aquila torna all’attacco, mettendo a confronto le risorse destinate all’esterno con la possibilità, sostenuta dal sindacato, di assumere direttamente oltre cento infermieri. Al centro della contestazione anche una graduatoria concorsuale con 820 candidati idonei, approvata dalla stessa Azienda sanitaria".
NurSind: "118, 3,4 milioni agli esterni mentre ci sono 820 idonei in graduatoria"
L'AQUILA, 20/08/2026 - La gestione del servizio di Emergenza-Urgenza 118 nell’Asl 1 Abruzzo torna al centro dello scontro sindacale.
A sollevare nuovamente il caso è la Segreteria Territoriale NurSind L’Aquila, guidata da Antonio Santilli, che nel comunicato del 19 agosto concentra l’attenzione sulla deliberazione aziendale n. 2127 del 13 agosto 2026.
Il punto contestato riguarda le risorse riconosciute alle associazioni di volontariato per garantire la presenza infermieristica sulle postazioni del 118. Secondo i calcoli riportati dal NurSind, il compenso mensile riferito a ciascun turno di dodici ore sarebbe passato da 4.600 a 8.600 euro. Il sindacato calcola così un incremento annuale di 1.584.000 euro, che porterebbe la spesa complessiva da 1.821.600 a 3.405.600 euro l’anno.
Per il NurSind, tuttavia, la questione non è soltanto economica. Il vero interrogativo riguarda il modello scelto per garantire gli infermieri al sistema territoriale dell’emergenza.
"Con quella stessa somma si potrebbero assumere in ruolo oltre 100 infermieri, coprendo tutte le postazioni dell’Emergenza e lasciando anche risorse professionali da destinare ai reparti ospedalieri".
È questa, in sintesi, la tesi sostenuta dal sindacato. Il NurSind mette infatti sul tavolo un elemento che considera decisivo: l’Asl disporrebbe già di una graduatoria con 820 candidati idonei, approvata con deliberazione n. 664 del 17 marzo 2026.
Il nodo della graduatoria con 820 idonei
È proprio l’esistenza della graduatoria a rendere ancora più dura la posizione della Segreteria provinciale. Secondo il NurSind, di fronte alla necessità di reperire infermieri per le ambulanze del 118, sarebbe necessario spiegare perché non si scelga di rafforzare direttamente gli organici dell’Azienda sanitaria.
La contrapposizione delineata dal sindacato è netta: da una parte l'utilizzo di risorse per garantire personale attraverso soggetti esterni; dall’altra la possibilità di assumere professionisti tramite concorso pubblico, costruendo una dotazione stabile non soltanto per l’emergenza territoriale, ma potenzialmente utile anche agli ospedali.
"Perché finanziare soggetti esterni per reperire infermieri a chiamata diretta, invece di rendere disponibili per un servizio salva-vita professionisti assunti attraverso un regolare concorso pubblico?"
Nel documento, il NurSind sostiene inoltre che il ricorso alle associazioni per l’assunzione degli infermieri sarebbe in contrasto con le direttive regionali. Si tratta della posizione espressa dal sindacato nel comunicato e sulla quale viene chiamata in causa direttamente la governance aziendale.
NurSind: "Una scelta che deve essere spiegata"
La Segreteria provinciale chiede quindi di comprendere quale sia la convenienza, non soltanto economica ma anche organizzativa, di una soluzione che secondo i propri calcoli comporterebbe oltre un milione e mezzo di euro di spesa aggiuntiva all’anno.
Il tema diventa ancora più rilevante alla luce delle difficoltà di organico che interessano non solo il 118, ma anche le unità operative ospedaliere. Per il sindacato, un piano di assunzioni strutturali potrebbe dunque produrre un doppio risultato: assicurare personale stabile alle postazioni dell’emergenza territoriale e contemporaneamente offrire maggiore respiro ai reparti.
"Con queste risorse si potrebbero coprire tutte le postazioni dell’Emergenza e avere ancora personale da destinare a reparti ospedalieri ormai in forte sofferenza".
Il ragionamento del NurSind parte dal costo di un infermiere neoassunto, comprensivo delle indennità legate al lavoro notturno. Su questa base, il sindacato sostiene che le risorse in questione consentirebbero oltre cento assunzioni in ruolo.
Nel mirino anche il silenzio della Regione
La contestazione non si ferma ai vertici dell’Asl. Nel finale del documento, il NurSind L’Aquila chiama in causa anche l’Assessorato regionale alla Sanità, al quale rimprovera il mancato intervento nonostante, secondo il sindacato, fosse stato informato della vicenda.
La questione posta dal NurSind assume quindi una dimensione più ampia: quale modello si vuole costruire per il 118? Un sistema che continui a ricorrere a soluzioni esterne per garantire la presenza infermieristica oppure un servizio sostenuto da professionisti stabilmente inseriti nell’organico pubblico?
Per la Segreteria provinciale la risposta è chiara: davanti a una graduatoria di centinaia di idonei e a risorse economiche di questa portata, la priorità dovrebbe essere rafforzare strutturalmente il personale del servizio sanitario pubblico.
Il confronto, a questo punto, si sposta sui numeri. E sono proprio quei numeri – 3,4 milioni di euro, oltre 100 potenziali assunzioni e 820 idonei in graduatoria – sui quali il NurSind chiede risposte all’Asl e alla Regione.
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