Medicina Nucleare Battipaglia, NurSind: ''Riaprire sì, ma il pubblico resti protagonista''
Oltre 30 milioni per il partenariato pubblico-privato. Il NurSind Salerno chiede all’Asl conti, personale e garanzie sul futuro del servizio.
di Giuseppe Provinzano
"La Medicina Nucleare di Battipaglia deve tornare operativa, ma la riapertura non può trasformarsi in una progressiva dipendenza dal privato. È questo il punto sul quale il NurSind Salerno accende i riflettori, chiedendo trasparenza su un’operazione da oltre 30 milioni di euro e soprattutto un confronto tra il modello di partenariato scelto dall’Asl e l’alternativa di una gestione interamente pubblica. Una questione che va oltre i numeri: in gioco ci sono personale, competenze, investimenti già sostenuti con risorse pubbliche e autonomia futura del servizio sanitario".
NurSind incalza l’Asl: "Quanto costerebbe gestirla direttamente?"
BATTIPAGLIA, 15/09/2026 – Riaprire la Medicina Nucleare del “Santa Maria della Speranza” il prima possibile, ma farlo senza indebolire il ruolo dell’Asl e senza costruire un servizio pubblico destinato a dipendere strutturalmente da un soggetto privato.
È la posizione del NurSind Salerno, che interviene sul progetto di riattivazione della Medicina Nucleare attraverso un Partenariato Pubblico-Privato e chiede alla Direzione strategica dell’Asl Salerno di mettere sul tavolo numeri, costi e prospettive dell’operazione.
Il sindacato non mette in discussione la necessità di restituire al territorio un servizio considerato strategico. Al contrario, ne sostiene la riapertura, anche per rafforzare la diagnostica pubblica, ridurre le liste d’attesa e contenere il ricorso alle prestazioni acquistate dalle strutture private accreditate. Ma proprio la rilevanza del progetto, secondo il NurSind, impone di capire perché sia stato scelto il partenariato invece di un investimento diretto dell’Azienda su tecnologie, strutture e personale.
"Siamo favorevoli alla riattivazione della Medicina Nucleare di Battipaglia e vogliamo che il servizio riparta al più presto. Ma proprio perché parliamo di una funzione sanitaria strategica e di un investimento di enorme rilievo, chiediamo che sia dimostrato con chiarezza perché il partenariato rappresenti la soluzione più conveniente per la sanità pubblica",
afferma Biagio Tomasco, segretario territoriale del NurSind Salerno.
La procedura indicata negli atti richiamati dal sindacato ha un valore di 30.862.536 euro, Iva esclusa, ed è finalizzata alla riattivazione e alla gestione integrativa dell’Unità operativa. Per il NurSind, quindi, non si tratta semplicemente di acquistare nuove apparecchiature o realizzare interventi strutturali, ma di una scelta destinata a incidere nel tempo sull'organizzazione di un servizio dell’Asl.
Ed è proprio sulla convenienza economica che il sindacato insiste. La richiesta è quella di conoscere il confronto tra i costi e i benefici del PPP e quelli che l’Azienda avrebbe sostenuto scegliendo la strada della gestione pubblica diretta.
"La domanda è molto semplice: quanto sarebbe costato all’Asl acquistare direttamente le tecnologie, organizzare il servizio e assumere i professionisti necessari? Se il partenariato è realmente la soluzione più vantaggiosa, deve essere possibile dimostrarlo numeri alla mano", prosegue Tomasco.
Nel documento il NurSind richiama infatti la necessità che la scelta del partenariato sia accompagnata da una valutazione di convenienza e fattibilità e da un confronto con l’alternativa pubblica lungo un periodo equivalente.
Tecnologie già installate: il nodo degli investimenti pubblici
A rendere ancora più delicata la vicenda è la presenza, nella Medicina Nucleare di Battipaglia, di importanti apparecchiature già installate. Il NurSind richiama in particolare una TAC-Gamma Camera integrata GE Medical Systems NM/CT 870 DR e una Gamma Camera GE Medical Systems NM 830, entrambe indicate come installate il 25 marzo 2026.
Da qui la richiesta di distinguere chiaramente ciò che è stato già finanziato con risorse pubbliche da ciò che sarà effettivamente fornito nell’ambito del partenariato, chiarendo anche il destino e il valore residuo delle apparecchiature al termine del rapporto.
"Il pubblico non può rischiare di pagare due volte. Vogliamo sapere quali investimenti siano già stati sostenuti dall’Asl, quali saranno realmente a carico del soggetto privato e che cosa resterà definitivamente nella disponibilità dell’Azienda",
sottolinea il segretario territoriale.
Personale, la questione decisiva per il NurSind
Ma è soprattutto sul personale che il sindacato pone una linea netta. Nel luglio scorso l’Asl Salerno ha pubblicato un avviso interno per l’incarico di responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale di Medicina Nucleare del presidio di Battipaglia. Per il NurSind, il riconoscimento di una struttura aziendale rende ancora più urgente stabilire quanti medici, tecnici sanitari di radiologia medica, infermieri, OSS, fisici sanitari e amministrativi dell’Asl saranno effettivamente impiegati nel servizio e quale quota di attività sarà invece assicurata dal concessionario.
"Non possiamo arrivare ad avere una struttura pubblica soltanto sulla carta, mentre personale, competenze e capacità produttiva vengono progressivamente trasferiti all’esterno. Il privato può integrare il pubblico quando necessario e conveniente, ma non può sostituirlo in maniera permanente", afferma Tomasco.
Il rischio indicato dal NurSind guarda soprattutto al futuro: alla conclusione del partenariato, l’Asl potrebbe ritrovarsi con strutture e tecnologie, ma senza avere sviluppato al proprio interno il personale e il know-how necessari a gestire autonomamente la Medicina Nucleare.
Per questo il sindacato chiede che la riattivazione sia accompagnata da un piano aziendale di reclutamento e formazione del personale pubblico, capace di rendere progressivamente autonoma la struttura di Battipaglia.
NurSind: "Riaprire sì, privatizzare no"
Il messaggio che arriva dalla Segreteria territoriale è dunque chiaro: nessun ostacolo alla riapertura, ma la carenza di personale non può diventare la porta attraverso cui trasformare una soluzione integrativa in un modello strutturale di esternalizzazione.
"La Medicina Nucleare deve riaprire e deve farlo rapidamente. Ma vogliamo costruire un servizio pubblico non soltanto nel nome e nella proprietà dei locali: deve essere pubblico anche nelle professionalità, nelle competenze e nella capacità di produrre assistenza. La sanità pubblica si rafforza investendo nel pubblico", conclude Biagio Tomasco.
Il NurSind Salerno ha quindi chiesto un incontro urgente con la Direzione strategica dell’Asl per approfondire il modello economico, organizzativo e professionale previsto. La richiesta sindacale punta ad acquisire la documentazione economico-gestionale dell’operazione, compresi valutazione di convenienza, piano economico-finanziario, distribuzione dei rischi, investimenti, dotazioni tecnologiche, personale previsto e modalità di controllo dell’Asl sull’esecuzione del contratto.
La posizione finale consegnata dal sindacato alla Direzione aziendale non lascia spazio a equivoci: riattivare il servizio, ma costruire contemporaneamente le condizioni perché l’Asl possa sviluppare e mantenere al proprio interno professionalità, competenze e autonomia gestionale.
di