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Allattamento, FNOPO: le mamme non vanno lasciate sole. Più ostetriche dal parto al domicilio

In occasione della Settimana Mondiale dell’Allattamento 2026, la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (FNOPO) lancia un appello a governi, servizi sanitari e comunità: non si tratta solo di promuovere l’allattamento, ma di rendere strutturali e sostenibili nel tempo gli interventi che hanno già dimostrato efficacia. Lo slogan scelto a livello globale, “Allattare per un inizio sostenibile della vita: rafforziamo ciò che funziona”, diventa per la Federazione una bussola per orientare politiche, organizzazione dei servizi e pratiche quotidiane.

 

Il significato dello slogan 2026 e la direzione indicata dalla FNOPO

Paola Lubinu, consigliera FNOPO, sottolinea che lo slogan non è una semplice frase di effetto, ma indica una direzione politica e assistenziale precisa. Secondo Lubinu, i sistemi sanitari sono chiamati a monitorare i risultati, verificare l’efficacia degli interventi e consolidare i percorsi che generano salute, invece di disperdere energie in iniziative frammentarie.

A livello mondiale, i progressi sono tangibili: i tassi di allattamento esclusivo hanno raggiunto il 47 per cento, avvicinandosi all’obiettivo del 50 per cento fissato per il 2025 dall’Assemblea Mondiale della Sanità e aprendo la strada al nuovo traguardo del 60 per cento entro il 2030. Tuttavia, Lubinu ricorda che permangono forti disuguaglianze tra Paesi e che molte famiglie continuano a incontrare ostacoli nell’accesso a un sostegno adeguato in un momento delicato come la nascita di un figlio.

 

In Italia i dati migliorano, ma restano differenze territoriali

Sul fronte nazionale, i segnali sono incoraggianti. Anna Domenica Mignuolli, consigliera FNOPO, richiama i dati della Sorveglianza 0-2 anni sui determinanti di salute, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità: la percentuale di bambini allattati in modo esclusivo tra i 4 e i 5 mesi è salita al 39,3 per cento, rispetto al 30 per cento rilevato nel 2022. Un aumento diffuso su tutto il territorio, pur con differenze tra aree del Paese.

Per Mignuolli, questo risultato conferma il valore degli investimenti fatti negli anni in counseling competente, sostegno alle famiglie e iniziative per rendere i servizi alleati dell’allattamento. Un percorso che oggi trova una nuova collocazione nella programmazione nazionale: nel Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031, la promozione della salute nei primi 1000 giorni non è più un programma libero, ma diventa Programma Predefinito, con una ricaduta diretta sulla stabilità delle risorse e sull’organizzazione dei servizi.

 

I primi 1000 giorni: il cuore della strategia e il ruolo delle ostetriche

Al centro della proposta FNOPO c’è la finestra dei primi 1000 giorni, dal periodo preconcezionale ai primi due anni di vita del bambino. In questa fase, secondo Mignuolli, vanno valorizzate azioni di comprovata efficacia che mettono al centro la professionalità ostetrica. Tra queste, gli incontri di accompagnamento alla nascita (IAN), considerati momenti chiave in gravidanza per informare e orientare scelte consapevoli, e gli ambulatori di Gravidanza a Basso Rischio Ostetrico (BRO), gestiti direttamente dalle ostetriche per garantire continuità assistenziale e salute di prossimità.

La continuità deve però estendersi anche dopo la dimissione ospedaliera. Mignuolli insiste sulla necessità di una presa in carico precoce e di visite domiciliari in puerperio da parte dell’ostetrica di comunità, per accompagnare la donna e la famiglia nelle prime settimane a casa. A questo si aggiunge l’implementazione del modello Ospedali e Comunità Amici dei Bambini e delle Bambine (BFHI/BFCI) secondo gli standard OMS/UNICEF, come leva per creare ambienti favorevoli all’allattamento.

 

Sostenibilità non solo ambientale: salute, equità e tenuta dei servizi

Un altro punto centrale del messaggio FNOPO riguarda il concetto stesso di sostenibilità. Mignuolli ricorda che, secondo OMS e UNICEF, gli interventi a favore dell’allattamento generano benefici sanitari, sociali ed economici insostituibili. La sostenibilità, quindi, non è solo ambientale: riguarda la tenuta dei sistemi sanitari, la protezione sociale e la giustizia nell’accesso ai servizi.

Promuovere, proteggere e sostenere l’allattamento, spiega Mignuolli, non significa semplicemente invitare una donna ad allattare, ma costruire intorno a lei un ecosistema sicuro, in cui possa essere accompagnata in modo competente, continuativo e rispettoso delle sue scelte e dei suoi bisogni. In questa prospettiva, l’allattamento diventa un pilastro della salute materno-infantile e una risorsa cardine per una sostenibilità globale intesa in senso ampio.

 

Le dichiarazioni dei protagonisti: Lubinu, Mignuolli e la presidente Vaccari

Paola Lubinu sintetizza la sfida in questi termini: investire in ciò che funziona significa dare continuità a pratiche come un counseling qualificato, la protezione della maternità, la creazione di ambienti di lavoro favorevoli e reti di supporto comunitario. La SAM 2026, per Lubinu, chiama a raccolta tutti gli attori – professionisti sanitari, istituzioni, comunità e famiglie – per consolidare una rete stabile, integrata e coordinata.

Anna Domenica Mignuolli aggiunge che promuovere l’allattamento significa fare prevenzione primaria, tutelare la salute delle generazioni future e garantire equità nell’accesso alle cure. Per la consigliera FNOPO, il nuovo Programma Predefinito sui primi 1000 giorni nel PNP 2026-2031 rappresenta un’opportunità per rendere strutturali interventi che finora sono dipesi spesso da progettualità locali o temporanee.

Silvia Vaccari, presidente della FNOPO, chiude il cerchio richiamando i diritti fondamentali di mamme e bambini: diritto all’informazione, alla partecipazione, all’accesso equo, alla protezione e alla possibilità di usufruire di un sistema che assicuri continuità, che accompagni e non abbandoni. “Garantire un inizio di vita sostenibile è una responsabilità collettiva”, afferma Vaccari, sottolineando che nessun professionista o servizio può farsi carico da solo di questo compito.

 

Il contesto internazionale e i materiali della campagna SAM 2026

La campagna globale SAM 2026, promossa da WABA (World Alliance for Breastfeeding Action) e declinata in Italia anche dal MAMI – Movimento Allattamento Materno Italiano, si articola attorno a quattro obiettivi: informare, consolidare, allearsi e attivare. I materiali ufficiali invitano governi, sistemi sanitari, luoghi di lavoro, organizzazioni della società civile, comunità e singoli cittadini a identificare e condividere le pratiche che funzionano nei Paesi con buoni risultati in materia di allattamento.

Il logo di quest’anno, a forma di cuore, vuole simboleggiare l’impegno a favore dell’allattamento come fondamento di una nutrizione ottimale, della sicurezza alimentare e della riduzione della povertà; la foglia verde rappresenta un inizio di vita sostenibile. Messaggi chiave, poster e toolkit sono messi a disposizione di chi organizza eventi e iniziative locali, con l’invito a fare rete e amplificare le voci di chi sostiene l’allattamento sul territorio.

 

Cosa chiede concretamente la FNOPO ai decisori e ai servizi

In sintesi, il messaggio FNOPO per la SAM 2026 si traduce in alcune richieste precise:

- rendere strutturali e finanziate in modo stabile le attività di counseling competente sull’allattamento, dalla gravidanza al post-partum;

- garantire continuità assistenziale attraverso ambulatori BRO gestiti da ostetriche, visite domiciliari in puerperio e percorsi integrati tra ospedale e territorio;

- implementare e mantenere nel tempo il modello Ospedali e Comunità Amici dei Bambini e delle Bambine secondo gli standard OMS/UNICEF;

- monitorare sistematicamente i tassi di allattamento esclusivo e le disuguaglianze territoriali, usando i dati per correggere e rafforzare i percorsi;

- coinvolgere istituzioni, datori di lavoro, scuole e comunità locali nella creazione di ambienti favorevoli all’allattamento, anche attraverso politiche di protezione della maternità e di conciliazione vita-lavoro.

In questa visione, l’allattamento non è una scelta individuale isolata, ma il risultato di un ecosistema di cura che la collettività ha la responsabilità di costruire e mantenere. La FNOPO, attraverso le parole delle sue rappresentanti, chiede che questo ecosistema smetta di essere affidato all’iniziativa sporadica e diventi parte ordinaria dell’organizzazione sanitaria e sociale del Paese.