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DDL Professioni sanitarie. Stop a libera professione e e prestazioni infermieristiche nei LEA

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 02/10/2026

AttualitàGovernoParlamento

 

Concluso l’esame delle proposte emendative al DDL Professioni sanitarie AC 2700, tra le proposte segnalate da NurSind passa quella che prevede l’accesso ai dati sanitari per tutti i professionisti coinvolti nel percorso di cura e assistenza. Ritirati, invece, gli emendamenti sul superamento delle incompatibilità per le professioni sanitarie del comparto pubblico e sul riconoscimento delle prestazioni infermieristiche nei LEA. Il provvedimento prosegue comunque il proprio iter parlamentare e le disposizioni non sono ancora legge.

Tre proposte che avrebbero potuto incidere direttamente sul lavoro degli infermieri e delle altre professioni sanitarie, ma con esiti differenti. Nel percorso parlamentare del DDL Professioni sanitarie – AC 2700, dopo l’esame delle proposte emendative, è stata approvata la modifica relativa all’accesso ai dati sanitari da parte dei professionisti coinvolti nel percorso di cura e assistenza, mentre sono stati ritirati gli emendamenti riguardanti il superamento del vincolo di incompatibilità e l’inserimento delle prestazioni infermieristiche nei Livelli essenziali di assistenza.

Si tratta di proposte emendative sostenute da NurSind, che ne ha riepilogato gli esiti al termine dell’esame parlamentare.

Il punto deve però essere chiarito fin dall’inizio: l’approvazione di un emendamento in Commissione non equivale all’entrata in vigore di una nuova norma. Il provvedimento, denominato “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, è il disegno di legge AC 2700, presentato dal Governo il 13 novembre 2025 e assegnato alla XII Commissione Affari sociali della Camera. Alla data del 2 ottobre 2026, la scheda parlamentare ufficiale lo indica ancora in corso di esame in Commissione.

Passa l’accesso ai dati sanitari per tutti i professionisti coinvolti nella cura

Tra le proposte considerate, quella che ha superato l’esame riguarda un tema molto concreto per infermieri e professionisti sanitari: la possibilità di accedere ai dati sanitari necessari all’interno del percorso di cura e assistenza del paziente.

L’emendamento 3.72 Ciocchetti interviene sull’articolo 3 del DDL, nella parte dedicata alla razionalizzazione e alla semplificazione delle attività amministrative che gravano sul personale sanitario e al miglioramento dell’utilizzazione dei tempi di lavoro.

Il testo proposto aggiunge a questo principio il riferimento all’accesso ai dati sanitari da parte di tutti i professionisti sanitari coinvolti nel percorso di cura e assistenza dei pazienti. La documentazione parlamentare conferma inoltre che sullo stesso punto erano stati presentati emendamenti identici da esponenti di altri gruppi parlamentari.

Dati sanitari non più confinati alla singola professione coinvolta nel percorso

Il principio assume particolare interesse in un sistema sanitario nel quale la cura è sempre più multiprofessionale.

Un paziente ricoverato o seguito sul territorio può essere assistito contemporaneamente o in momenti successivi da medici, infermieri, fisioterapisti, ostetriche, tecnici e altri professionisti sanitari. La disponibilità delle informazioni clinico-assistenziali necessarie diventa quindi un elemento essenziale per garantire continuità delle cure e integrazione tra professionisti.

La formulazione approvata parla espressamente di professionisti “coinvolti nel percorso di cura e assistenza dei pazienti”: non introduce quindi un accesso indiscriminato ai dati sanitari, ma collega la possibilità di consultarli alla partecipazione del professionista al percorso assistenziale.

È una distinzione sostanziale, perché l’obiettivo della disposizione deve convivere con le regole sulla protezione e sulla riservatezza dei dati sanitari, senza trasformarsi in un accesso generalizzato alle informazioni cliniche.

Per gli infermieri una questione che riguarda direttamente l’assistenza

Per la professione infermieristica il tema è particolarmente rilevante. Una parte crescente dell’attività passa attraverso cartelle clinico-assistenziali elettroniche, sistemi informativi aziendali, Fascicolo sanitario elettronico, prescrizioni, referti e documentazione condivisa.

Disporre delle informazioni necessarie non è soltanto una questione amministrativa. Significa poter ricostruire il percorso del paziente, conoscere gli elementi utili alla pianificazione assistenziale e garantire continuità tra ospedale, territorio e differenti setting di cura.

L’emendamento non definisce però nel dettaglio quali dati saranno accessibili, attraverso quali sistemi, con quali profili autorizzativi e secondo quali modalità operative. Questi aspetti non possono essere dedotti dalla sola formulazione approvata e dipenderanno dal prosieguo dell’iter normativo e dalla successiva attuazione.

Stop, invece, all’emendamento sul superamento delle incompatibilità

Diverso l’esito della proposta relativa alle incompatibilità professionali.

L’emendamento 3.38 Loizzo, presentato insieme ad altri deputati, proponeva di inserire tra i principi che il Governo avrebbe dovuto seguire nell’esercizio della delega il superamento del vincolo di incompatibilità per il personale non dirigenziale appartenente alle professioni infermieristiche e ostetriche e alle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione del comparto pubblico della sanità.

L’obiettivo era consentire a questi professionisti di svolgere ulteriori prestazioni professionali al di fuori dell’orario di servizio. Il testo dell’emendamento depositato alla Camera conferma espressamente questa formulazione.

La proposta è stata però ritirata nel corso dell’esame.

Libera professione fuori orario: la proposta non entra nel DDL con questo emendamento

La distinzione è importante perché il tema della possibilità per i professionisti sanitari dipendenti pubblici di esercitare attività professionale al di fuori dell’orario di servizio è da tempo al centro del confronto politico, sindacale e professionale.

L’emendamento avrebbe inserito il superamento del vincolo di incompatibilità tra i principi della delega, andando quindi nella direzione di rendere strutturale una maggiore apertura all’attività professionale esterna per il personale sanitario non dirigente.

Il suo ritiro significa invece che quella specifica soluzione normativa non prosegue attraverso l’emendamento 3.38.

Questo non equivale, naturalmente, a cancellare o modificare automaticamente le altre disposizioni già esistenti in materia di attività professionale extraistituzionale. Significa soltanto che la proposta formulata all’interno dell’AC 2700 non è stata approvata.

Ritirato anche l’emendamento sulle prestazioni infermieristiche nei LEA

L’altro passaggio particolarmente significativo per la professione infermieristica riguarda l’emendamento 3.100 Giagoni, anch’esso ritirato.

La proposta mirava a inserire tra i principi e criteri direttivi della delega il riconoscimento delle prestazioni infermieristiche all’interno dei Livelli essenziali di assistenza, prevedendo l’aggiornamento del DPCM 12 gennaio 2017 sui LEA.

L’obiettivo dichiarato era quello di garantire l’universalità dell’accesso alle prestazioni infermieristiche e la loro erogazione omogenea sull’intero territorio nazionale.

Il testo depositato alla Camera conferma che l’emendamento 3.100 proponeva proprio di riconoscere le prestazioni infermieristiche all’interno dei LEA attraverso l’aggiornamento del decreto del 2017.

Anche questa proposta è stata però ritirata e, di conseguenza, non entra nel provvedimento attraverso l’emendamento 3.100.

Cosa avrebbe significato inserire le prestazioni infermieristiche nei LEA

La proposta aveva un peso che andava oltre il semplice riconoscimento formale della professione.

I Livelli essenziali di assistenza individuano infatti le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire ai cittadini secondo le condizioni previste dall'ordinamento. Inserire esplicitamente le prestazioni infermieristiche nel quadro dei LEA, secondo la formulazione proposta, avrebbe significato porre il tema della loro accessibilità uniforme sul territorio nazionale.

L’emendamento collegava espressamente il riconoscimento all’aggiornamento del DPCM del 12 gennaio 2017 e alla necessità di garantire universalità di accesso e omogeneità nell’erogazione.

Il suo ritiro impedisce però di attribuire oggi questi effetti al DDL: la proposta non è stata approvata.

Dei tre temi sostenuti da NurSind, uno supera l’esame emendativo

Il bilancio delle tre proposte indicate da NurSind è quindi molto chiaro.

Sul fronte della condivisione delle informazioni sanitarie, il percorso parlamentare registra l’approvazione della previsione che consente di includere, nell’ambito della semplificazione del lavoro amministrativo, l’accesso ai dati sanitari per tutti i professionisti coinvolti nel percorso di cura e assistenza.

Non hanno invece superato questa fase, perché ritirate, le due proposte che avrebbero inciso in maniera particolarmente significativa sulla professione infermieristica: il superamento delle incompatibilità per consentire attività professionale fuori dall’orario di servizio e il riconoscimento delle prestazioni infermieristiche nei LEA.

Si tratta di tre questioni differenti, ma accomunate da un tema di fondo: il riconoscimento del ruolo delle professioni sanitarie all’interno di un sistema nel quale assistenza, autonomia professionale, accesso alle informazioni e organizzazione del lavoro sono sempre più interdipendenti.

Il DDL Professioni sanitarie non è ancora legge

È infine necessario mantenere una distinzione essenziale per seguire correttamente l’iter parlamentare.

L’AC 2700 è un disegno di legge delega e l’iter non è concluso. La scheda ufficiale della Camera lo indica ancora in esame in Commissione e, di conseguenza, anche le modifiche approvate durante l’esame emendativo non possono essere presentate come nuove norme già applicabili negli ospedali o nei servizi sanitari.

L’approvazione dell’emendamento sui dati sanitari rappresenta quindi un passaggio parlamentare significativo, ma servirà attendere il completamento dell’iter del provvedimento e, trattandosi di una delega al Governo, gli eventuali successivi atti attuativi per conoscere la portata concreta delle nuove disposizioni.

Per infermieri e professionisti sanitari, intanto, il confronto parlamentare lascia un risultato e due questioni ancora aperte: l’accesso alle informazioni necessarie alla cura compie un passo avanti nel testo; il superamento strutturale delle incompatibilità e il riconoscimento delle prestazioni infermieristiche nei LEA, almeno attraverso questi emendamenti, restano fuori.