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Infermieri aggrediti, dalla prevenzione ai diritti: 22,4 crediti con corso FAD NurSind gratuito

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 05/11/2026

FormazioneProfessione e lavoro

 

Un percorso di formazione a distanza di 18 ore, realizzato da Pegaso Lavoro nell'ambito della convenzione con NurSind e CGS, affronta il rischio di violenza nei luoghi di cura, gli obblighi delle aziende sanitarie, le conseguenze psicofisiche delle aggressioni e le tutele INAIL. Relatrice la psicologa e psicoterapeuta Flavia Centurrino.

Le aggressioni contro infermieri e operatori sanitari non rappresentano soltanto episodi di violenza da affrontare nel momento in cui si verificano, ma un rischio professionale che deve essere riconosciuto, valutato e prevenuto attraverso misure organizzative, strutturali e formative adeguate. È da questa prospettiva che nasce il corso FAD ECM «Violenza in sanità: dal rischio alla tutela. Prevenzione delle aggressioni, sicurezza organizzativa e riconoscimento dei danni alla salute», promosso nell'ambito della convenzione riservata agli iscritti NurSind e CGS e realizzato dal provider Pegaso Lavoro Soc. Coop.

Il percorso, della durata di 18 ore, consente di acquisire 22,4 crediti ECM ed è erogato in modalità FAD asincrona, permettendo ai partecipanti di seguire i contenuti a distanza. La relatrice è la dottoressa Flavia Centurrino, psicologa e psicoterapeuta, che accompagnerà i professionisti sanitari nell'analisi delle condizioni che favoriscono gli episodi di violenza, delle modalità di gestione delle situazioni critiche e delle conseguenze che le aggressioni possono determinare sulla salute fisica e psicologica degli operatori.

L'iniziativa si distingue per un'impostazione che non limita il problema alla capacità individuale del professionista di contenere una persona aggressiva, ma affronta anche le responsabilità dell'organizzazione sanitaria. La prevenzione della violenza, infatti, non può dipendere esclusivamente dalla preparazione del singolo infermiere, soprattutto quando le condizioni di lavoro, gli ambienti e le risorse disponibili non garantiscono un livello adeguato di sicurezza.

Dalla gestione dell'aggressione alla prevenzione del rischio

Il corso approfondisce i diversi fattori che possono favorire comportamenti aggressivi nei luoghi di cura, prendendo in considerazione non soltanto gli aspetti relazionali, ma anche le condizioni ambientali, organizzative e situazionali nelle quali si svolge l'assistenza. L'obiettivo è fornire ai professionisti strumenti utili per riconoscere precocemente i segnali di escalation, individuare le situazioni potenzialmente pericolose e adottare comportamenti coerenti con le procedure di protezione previste.

Una parte del percorso è dedicata alla gestione delle situazioni critiche e alle tecniche di de-escalation, frequentemente richiamate nei programmi di prevenzione della violenza. Il corso, tuttavia, ne affronta anche i limiti, sottolineando che le competenze comunicative, per quanto importanti, non possono sostituire le misure di sicurezza necessarie quando l'organizzazione presenta carenze strutturali o operative.

È un passaggio particolarmente significativo per il personale infermieristico, che in numerosi contesti assistenziali si trova a gestire situazioni caratterizzate da elevata tensione emotiva, imprevedibilità dei comportamenti e necessità di interventi rapidi. La capacità di riconoscere un rischio e di gestire correttamente una situazione difficile deve essere accompagnata dalla disponibilità di procedure, risorse e protezioni adeguate, senza trasferire sul singolo lavoratore l'intera responsabilità di prevenire l'aggressione.

L'approccio proposto invita quindi a considerare la violenza non soltanto come un evento da affrontare, ma anche come un indicatore delle condizioni di sicurezza presenti all'interno dell'organizzazione.

Gli obblighi delle aziende sanitarie e le responsabilità dei diversi livelli organizzativi

Uno degli aspetti centrali del programma riguarda la valutazione dei rischi ai sensi del decreto legislativo 81/2008, con particolare attenzione agli obblighi di prevenzione che interessano le aziende sanitarie. Il corso analizza le responsabilità del datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti, chiarendo come la tutela degli operatori debba essere sostenuta da un sistema organizzativo nel quale siano individuati compiti, procedure e strumenti di verifica.

Vengono inoltre approfondite le funzioni del Servizio di prevenzione e protezione, del medico competente e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS), insieme al ruolo delle organizzazioni sindacali nella tutela collettiva. La finalità è permettere ai partecipanti di comprendere come i diversi soggetti possano concorrere alla prevenzione e quali strumenti siano disponibili per segnalare criticità e richiedere interventi correttivi.

Il programma affronta anche la valutazione dell'adeguatezza delle misure organizzative e strutturali, invitando a distinguere gli interventi realmente capaci di ridurre il rischio da quelli che si limitano a gestire le conseguenze di un episodio già verificatosi.

Formare gli operatori è necessario, ma non esaurisce gli obblighi di prevenzione dell'azienda sanitaria. La disponibilità di personale adeguato, l'organizzazione degli spazi, le procedure di intervento e la gestione delle segnalazioni costituiscono elementi che devono essere considerati nella valutazione complessiva del rischio. È proprio su questo rapporto tra competenze individuali e responsabilità organizzative che il percorso formativo propone una riflessione particolarmente attuale.

Aggressioni e danni alla salute: stress, burnout e possibili conseguenze post-traumatiche

La violenza nei luoghi di cura può produrre conseguenze che non si esauriscono nelle eventuali lesioni fisiche. Minacce, aggressioni e situazioni di forte tensione possono incidere anche sull'equilibrio psicologico degli operatori, soprattutto quando gli episodi si ripetono o si inseriscono in contesti caratterizzati da criticità organizzative persistenti.

Per questo, il corso dedica un approfondimento alle conseguenze fisiche e psicologiche della violenza, esaminando lo stress lavoro-correlato, il burnout e i possibili disturbi post-traumatici. L'obiettivo non è considerare queste condizioni come effetti inevitabili di ogni aggressione, ma fornire strumenti per comprenderne le caratteristiche, riconoscere i possibili segnali di sofferenza e distinguere le diverse situazioni che possono richiedere attenzione clinica, organizzativa o assicurativa.

Un ulteriore approfondimento riguarda le procedure di tutela previste dall'ordinamento, con particolare riferimento alla distinzione tra infortunio sul lavoro e malattia professionale e alle modalità di riconoscimento da parte dell'INAIL.

Si tratta di un tema importante perché il riconoscimento assicurativo di un danno e gli obblighi aziendali di prevenzione operano su piani differenti. La possibilità di ottenere una tutela INAIL non sostituisce il dovere dell'organizzazione di prevenire il rischio, così come l'esistenza di misure preventive non esclude la necessità di valutare correttamente le conseguenze di un evento lesivo.

Il percorso intende quindi rafforzare la conoscenza dei diritti e delle procedure, aiutando i professionisti a comprendere quali elementi documentare e quali percorsi attivare quando un episodio di violenza determina conseguenze sulla salute.

Segnalazioni, near miss e sette esercitazioni per analizzare i casi concreti

Un elemento caratterizzante del corso è la presenza di sette esercitazioni guidate, pensate per collegare i contenuti teorici alla realtà dei servizi sanitari. Le attività affrontano l'identificazione dei fattori di rischio, la definizione delle priorità durante un'aggressione, l'analisi documentale degli episodi, la segnalazione dei near miss, la valutazione delle condizioni organizzative associate al burnout e la predisposizione di misure correttive.

Le esercitazioni comprendono anche il confronto tra differenti risposte aziendali e invitano i partecipanti a ragionare non soltanto su ciò che è accaduto, ma su quali interventi avrebbero potuto ridurre il rischio e quali azioni siano necessarie per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.

Una parte specifica del programma è dedicata inoltre all'approfondimento di episodi verificatisi in un servizio psichiatrico ospedaliero, utilizzati come casi didattici per analizzare le circostanze degli eventi e le possibili criticità organizzative.

L'attenzione ai near miss, ossia agli eventi che avrebbero potuto provocare un danno senza determinarlo, rappresenta un altro aspetto rilevante dell'impostazione formativa. La segnalazione di questi episodi può contribuire a individuare condizioni di rischio prima che si verifichi un'aggressione con conseguenze per la salute degli operatori.

Il corso propone inoltre un metodo per formulare misure correttive che non rimangano dichiarazioni generiche, ma siano accompagnate dall'individuazione di responsabilità, scadenze, evidenze documentali e indicatori di verifica. L'obiettivo è favorire una lettura della sicurezza come processo organizzativo da monitorare nel tempo.

Le sette esercitazioni non costituiscono il test ECM finale, ma sono parte integrante del percorso FAD e offrono strumenti di analisi e riflessione utili alla crescita professionale. Gli elaborati compilati possono essere condivisi con il provider attraverso l'indirizzo dedicato fad@pegasolavoro.it.

Formazione ECM: 18 ore e 22,4 crediti

Il corso «Violenza in sanità: dal rischio alla tutela» è realizzato dal provider Pegaso Lavoro Soc. Coop., accreditato ECM con il numero 3174, nell'ambito della convenzione per gli iscritti NurSind e CGS.

La formazione si svolge in modalità FAD asincrona, ha una durata di 18 ore e attribuisce 22,4 crediti ECM. L'attività è collegata all'obiettivo Agenas n. 20, relativo alle tematiche speciali del Servizio sanitario nazionale e dei Servizi sanitari regionali.

La relatrice è la dottoressa Flavia Centurrino, psicologa e psicoterapeuta. 

 

La prevenzione delle aggressioni non può essere ridotta alla capacità del singolo professionista di reagire correttamente davanti a una minaccia. Richiede una valutazione del rischio, misure di protezione, responsabilità organizzative definite e attenzione alle conseguenze che gli episodi di violenza possono lasciare sulla salute dei lavoratori.

È su questa visione complessiva che si sviluppa il corso promosso nell'ambito della convenzione NurSind e CGS: dalla prevenzione del rischio alla tutela del professionista sanitario, passando per la sicurezza dell'organizzazione nella quale opera.