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Salmonella nel cioccolato, 63 bambini colpiti. Cosa c’è da sapere

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 07/04/2022

Professione e lavoroStudi e analisi

Proprio poche ore fa l’EFSA e l’ECDC hanno mandato un alert relativamente all’allargarsi del focolaio di Salmonella in Europa, che sembra aver colpito, attraverso il cioccolato, almeno 63 bambini, se si contano solo i casi noti.

A riguardo la Kinder, ha ritirato dal commercio alcuni lotti di Kinder Schoko-Bons prodotti nello stabilimento di Arlon, in Belgio

Cos’è la Salmonella

La salmonella è il batterio più comunemente coinvolto in caso di infezioni trasmesse con gli alimenti. La salmonella è presente in natura con più di 2000 varianti (i cosiddetti sierotipi), ma i sierotipi più comuni nell'uomo sono la Salmonella enteritidis e la Salmonella typhimurium.
Le infezioni provocate da salmonella vengono chiamate salmonellosi e si distinguono in:

  • Forme tifoidee,causate dalla Salmonella typhi e dalla Salmonella paratyphi, responsabili della febbre tifoide e della febbre paratifoide), in cui l'uomo è l'unico serbatoio del microrganismo;
  • Forme non tifoidee, causate dalle cosiddette salmonelle minori (come Salmonella typhimurium e la Salmonella enteritidis), responsabili di sintomi a prevalente presentazione gastrointestinale. 

A differenza delle forme non tifoidee, le forme tifoidee sono malattie gravi che possono mettere in pericolo la vita. Le infezioni da Salmonella thyphi e da Salmonella paratyphi sono ormai molto rare in Italia e si verificano soltanto nei viaggiatori che hanno soggiornato in paesi in via di sviluppo. India, Bangladesh e Pakistan sono stati in questi ultimi anni i paesi a maggior rischio.
Le salmonelle non tifoidee sono invece molto diffuse anche nei paesi industrializzati e sono responsabili di oltre il 50% del totale delle infezioni gastrointestinali: sono una delle cause più frequenti di tossinfezione alimentare nel mondo industrializzato.

Come si trasmette

I principali serbatoi dell'infezione da salmonella sono rappresentati dagli animali e dai loro derivati (come carne, uova e latte consumati crudi o non pastorizzati) e dall'ambiente (acque non potabili).
L'infezione si trasmette per via oro-fecale, attraverso l'ingestione di cibi o bevande contaminate oppure per contatto, attraverso la manipolazione di oggetti o piccoli animali in cui siano presenti le salmonelle.
Gli alimenti contaminati rappresentano uno dei veicoli più importanti di diffusione dell'infezione nell'uomo.
In particolare, sono da considerarsi alimenti a rischio:

  • Uova crude (o poco cotte) e derivati a base di uova;
  • Latte crudo e derivati del latte crudo (compreso il latte in polvere);
  • Carne e derivati (specialmente se poco cotti);
  • Salse e condimenti per insalate;
  • Preparati per dolci, creme;
  • Gelato artigianale e commerciale;
  • Frutta e verdura contaminate durante il taglio.

Veicoli dell'infezione sono anche superfici e strumenti e qualsiasi alimento manipolato da persone infette con scarsa attenzione all'igiene personale.

Come si manifesta

Le forme tifoidee (febbre tifoide e febbre paratifoide) si presentano con febbre elevata e debolezza, dolori di stomaco e di panciadiarrea e perdita di appetito. I soggetti non trattati, possono continuare ad avere febbre per settimane o per mesi e possono andare incontro a complicanze come la perforazione intestinale o emorragie interne. Il 10% circa delle persone non curate muore a causa delle complicanze.

Nelle forme non tifoidee i sintomi variano dai semplici disturbi del tratto gastrointestinale (febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea) fino a forme più gravi (batteriemie, setticemie o infezioni ad esempio delle ossa o delle meningi) che si presentano soprattutto in soggetti fragili, bambini e soggetti con deficit del sistema immunitario.

I sintomi della malattia possono comparire tra le 6 e le 72 ore dall’assunzione di alimenti contaminati e proseguono per 4-7 giorni.
Nella maggior parte dei casi la malattia ha un’evoluzione benigna e non richiede l'ospedalizzazione.
Le salmonellosi nel bambino possono causare anche lo stato di portatore cronico asintomatico.
La gravità della malattia è in relazione al sierotipo che ha causato l’infezione.

Come si cura

Nella maggior parte dei casi, l'infezione da salmonella si presenta in forma lieve e guarisce da sola nel giro di pochi giorni. In questi casi il consiglio è di non contrastare la diarrea, poiché è il naturale meccanismo di difesa usato dall'organismo per liberarsi dai germi.
Di norma per la salmonella è sufficiente fare una terapia di supporto, cioè assunzione di liquidi reidratanti (che servono per compensare l'acqua e i sali persi con il vomito e la diarrea), fermenti lattici e probiotici.

Nonostante la salmonella sia un'infezione batterica, il ricorso agli antibiotici viene sconsigliato poiché potrebbe allungare i tempi di permanenza delle salmonelle nelle feci o indurre resistenza.
L'ospedalizzazione e l'uso di antibiotici sono indicati solo nei casi gravi (con sintomi extra intestinali), nei neonati, nei lattanti al di sotto dei 3 mesi di età e in soggetti con malattie cronico-degenerative.