Aggressioni in sanità, il NurSind ad Ascoli Piceno alza il livello dell’attenzione
Il sindacato degli infermieri chiede un confronto con il Questore: lavorare nella paura non è più accettabile
Ascoli Piceno, 17/01/2026. La violenza contro il personale sanitario continua a crescere, ma troppo spesso resta confinata dentro le mura degli ospedali. Ad Ascoli Piceno il NurSind ha deciso di rompere questo silenzio, scegliendo la strada del confronto istituzionale e rivolgendosi direttamente al Questore per affrontare un’emergenza che riguarda non solo chi lavora in corsia, ma l’intero sistema sanitario.
Negli ospedali e nei servizi dell’AST di Ascoli Piceno la tensione è ormai una costante. Turni gravosi, ambienti sovraffollati e situazioni ad alta complessità rendono il lavoro degli infermieri, degli OSS e degli altri operatori sempre più esposto a episodi di aggressività. Un clima che negli ultimi mesi si è fatto più pesante, lasciando nei professionisti un senso diffuso di insicurezza che non può più essere ignorato.
“Chi lavora ogni giorno a contatto con la sofferenza e l’urgenza non può farlo sentendosi vulnerabile e privo di tutela. Le aggressioni, verbali e fisiche, non sono più eventi isolati ma una realtà con cui gli operatori convivono quotidianamente.”
Il NurSind parla con la voce di chi è in prima linea. Le segnalazioni raccolte raccontano episodi che incidono profondamente non solo sull’attività professionale, ma anche sulla sfera personale degli operatori, minando serenità, motivazione e qualità dell’assistenza. Un problema che non può essere derubricato a fatalità o a semplice disagio sociale.
“La sanità non può continuare a reggersi sul senso di responsabilità di chi, pur sotto pressione e in condizioni difficili, garantisce comunque l’assistenza ai cittadini.”
La presa di posizione del NurSind non è una denuncia sterile. Il sindacato rivendica un ruolo attivo e propositivo, chiedendo un confronto con le istituzioni per individuare soluzioni concrete e sostenibili. Rafforzare la sicurezza non significa stravolgere l’organizzazione sanitaria, ma riconoscere che esistono strumenti e modelli già adottati altrove che possono essere adattati anche al territorio ascolano.
“Difendere chi lavora in sanità significa difendere il diritto alla cura della comunità. Non esiste continuità assistenziale senza sicurezza per gli operatori.”
Il messaggio che arriva dal NurSind è chiaro e non ammette ambiguità: la tutela di infermieri, OSS e professionisti sanitari non è una concessione, ma una responsabilità istituzionale. Portare il tema delle aggressioni all’attenzione del Questore rappresenta un passo di civiltà e di rispetto verso chi ogni giorno sostiene il sistema sanitario, spesso in silenzio.
Ora si attende il confronto richiesto. Perché la sicurezza non può essere affidata al caso, né alla buona volontà di chi continua a lavorare nonostante tutto.
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