Campus universitario al Morelli: NurSind rilancia la sfida per il futuro della sanità di montagna
Il sindacato delle professioni infermieristiche chiede ai sindaci di valutare la fattibilità di un progetto strategico per formazione, territorio e occupazione
"C’è un modo concreto per trasformare una criticità storica in un’opportunità strutturale, duratura, capace di incidere davvero sul futuro della sanità pubblica e dei territori più fragili. Il NurSind sceglie di guardare lontano e di farlo con una proposta che unisce formazione universitaria, programmazione sanitaria e sviluppo locale. Il Morelli di Sondalo, con i suoi spazi e la sua storia, torna al centro del dibattito istituzionale non come simbolo del passato, ma come leva strategica per il domani".
Sondrio, 23/02/2026. Il sindacato delle professioni infermieristiche ha formalmente richiesto alla Conferenza dei Sindaci dell’Asst Valtellina e Alto Lario di avviare uno studio di fattibilità per un progetto pluriennale che possa dare risposte concrete alla cronica carenza di personale infermieristico, tecnico e riabilitativo, una criticità che da tempo mette sotto pressione i servizi sanitari delle aree montane.
La richiesta è stata indirizzata al presidente della Conferenza dei Sindaci, ai componenti del consiglio di rappresentanza, alla direzione strategica dell’Asst e a quella dell’Ats della Montagna. Un passaggio tutt’altro che simbolico, che punta a riportare la programmazione sanitaria al centro del confronto istituzionale.
"La nostra proposta è coerente con quanto già discusso con il comitato ristretto della Conferenza dei Sindaci e con quanto più volte dichiarato sull’ipotesi di un campus universitario delle professioni sanitarie presso il presidio di Sondalo, anche alla luce del documento della Comunità Montana di Tirano e delle numerose sollecitazioni provenienti dai cittadini", sottolinea il NurSind.
Il cuore del progetto è ambizioso ma realistico: trasformare il Morelli in una vera e propria cittadella della formazione sanitaria, in stretta sinergia con la sede universitaria di Faedo e con l’Università di Milano-Bicocca. Un modello che guarda alle esperienze consolidate dei campus universitari, dove didattica, ricerca, vita studentesca e servizi convivono in un unico contesto.
"Gli impegni socio-sanitari della sanità di montagna non consentono ulteriori rinvii. Il campus universitario che proponiamo è perfettamente compatibile con un’area che ospita aule, laboratori, biblioteche e uffici, immersi in un contesto verde e integrati con alloggi, mense e spazi di socializzazione", evidenzia il sindacato.
Il Morelli, con i suoi padiglioni e le vaste aree verdi, rappresenta un luogo ideale per ospitare una progettualità di questo tipo, capace di attrarre studenti, creare legami con il territorio e favorire, nel tempo, anche la stabilizzazione dei professionisti formati.
"Parliamo di una vera cittadella dedicata alla vita accademica, formativa e comunitaria, che va oltre le aule e diventa presidio di futuro per tutta l’area", rimarca il NurSind, ribadendo come la proposta dovrà essere deliberata all’unanimità dalla Conferenza dei Sindaci, previo confronto con le organizzazioni sindacali, e successivamente trasmessa a Regione Lombardia e all’Università per gli atti conseguenti.
All’interno del progetto trova spazio anche una misura concreta di sostegno agli studenti, con la previsione di borse di studio annuali comprese tra i 700 e gli 800 euro, destinate a coprire le spese di vitto e alloggio. Un segnale chiaro della volontà di rendere realmente accessibile la formazione universitaria anche in un contesto territoriale complesso come quello montano.
di