Iscriviti alla newsletter

Infermieri senza mensa nei turni notturni e festivi: il Tribunale condanna il Meyer

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 06/03/2026

NurSind dal territorioToscana

A Firenze riconosciuto il diritto al servizio mensa o ai buoni pasto per turni oltre sei ore. Il NurSind: “Non si può andare in tribunale per diritti già previsti dalla legge”.

di Giuseppe Provizano

Una sentenza destinata a far discutere e a creare un precedente importante nel panorama sanitario italiano. Il Tribunale del lavoro di Firenze ha riconosciuto il diritto di alcuni infermieri dell’ospedale pediatrico Meyer alla fruizione del servizio mensa o di un servizio sostitutivo durante i turni notturni e festivi di durata superiore alle sei ore. Una decisione che rafforza una battaglia portata avanti dal NurSind, da tempo impegnato nella tutela concreta delle condizioni di lavoro degli operatori sanitari.


Il lavoro degli infermieri si svolge spesso in condizioni complesse, tra turnazioni h24, carichi assistenziali crescenti e servizi essenziali che non possono mai fermarsi. Proprio per questo le norme contrattuali e legislative prevedono strumenti di tutela anche nelle condizioni di lavoro più gravose, tra cui il diritto alla fruizione del servizio mensa o di un servizio sostitutivo durante i turni più lunghi.

Una recente decisione del Tribunale di Firenze interviene proprio su questo tema, riconoscendo il diritto di alcuni infermieri dell’ospedale pediatrico Meyer a beneficiare del servizio mensa – o di modalità alternative come i buoni pasto – durante i turni di lavoro più impegnativi. La vicenda nasce dal ricorso presentato da un gruppo di professionisti assistiti dall’avvocato Domenico De Angelis.

Il giudice del lavoro Carlo Chiriaco ha stabilito che gli infermieri hanno diritto alla fruizione della mensa o di un servizio sostitutivo per ogni turno di lavoro superiore alle sei ore effettuato durante la notte, così come per i turni svolti il sabato, la domenica e nei giorni festivi con durata superiore alle sei ore e con conclusione dopo le ore 14.

La decisione ha quindi sancito un principio chiaro: anche nei turni notturni e festivi il diritto al pasto deve essere garantito, attraverso il servizio mensa o tramite strumenti equivalenti.

Il NurSind, che ha seguito da vicino la vicenda sindacale, accoglie con soddisfazione la pronuncia del Tribunale, sottolineando come si tratti del riconoscimento di un diritto già previsto dalle norme.

“È incredibile che i lavoratori siano costretti a ricorrere al giudice per ottenere ciò che la legge già prevede chiaramente” – afferma Gabriella Diani, segretaria aziendale NurSind.
“Questa sentenza dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale la presenza di un sindacato attento alle esigenze reali del personale sanitario. Il NurSind continuerà a sostenere tutti i professionisti che chiedono tutela e rispetto dei propri diritti.”

La questione, tuttavia, non riguarda soltanto una singola azienda sanitaria. Per il sindacato si tratta di un tema che investe l’intero sistema sanitario regionale e che merita una risposta strutturale.

“Rivolgiamo un appello a tutte le aziende sanitarie della Toscana” – sottolinea Giampaolo Giannoni, segretario regionale NurSind.
“È necessario affrontare il problema in modo serio, avviando un confronto con la Regione per trovare una soluzione definitiva. Non è accettabile che un diritto elementare per chi lavora in turni pesanti venga messo in discussione.”

La sentenza del Tribunale di Firenze potrebbe ora aprire la strada ad altre iniziative analoghe da parte del personale sanitario, qualora situazioni simili fossero presenti in altre strutture. Per il NurSind il messaggio è chiaro: il rispetto delle condizioni di lavoro degli infermieri non è un privilegio, ma un diritto che deve essere garantito ovunque.