Aggressioni in ospedale, il NurSind lancia l’allarme dopo il caso Empoli
Dopo i momenti di tensione nel reparto di Psichiatria dell’ospedale toscano il NurSind chiede l’attivazione immediata dei protocolli di sicurezza previsti dalla legge e un confronto con Prefettura e Questura.
di Giuseppe Provinzano
"La sicurezza nei reparti ospedalieri torna al centro del dibattito nazionale. L’ennesimo episodio di violenza avvenuto all’interno di una struttura sanitaria riaccende i riflettori su un fenomeno che, negli ultimi anni, ha assunto dimensioni sempre più preoccupanti. A denunciare con forza la situazione è il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, che chiede interventi concreti e l’immediata applicazione delle norme già esistenti per tutelare chi lavora ogni giorno in prima linea".
Empoli, 06/03/2026. Ancora tensione in corsia. Questa volta a far scattare l’allarme è quanto accaduto nel reparto di Psichiatria dell’ospedale di Empoli, dove nei giorni scorsi un paziente ha distrutto arredi e generato momenti di forte agitazione tra operatori sanitari e presenti. Un episodio che ha scosso il personale e che, secondo il NurSind, rappresenta solo l’ennesimo segnale di una situazione che negli ospedali italiani sta diventando sempre più difficile da gestire.
A denunciare con fermezza il problema è Gianni Piccini, segretario del NurSind USL Toscana Centro – Area Empolese Valdelsa, che parla apertamente di un contesto ormai critico soprattutto nei servizi di emergenza.
"La situazione è drammatica, in particolare nei pronto soccorso. Aggressioni fisiche e verbali sono ormai una realtà quotidiana. Non basta aumentare la presenza di personale di vigilanza: è necessario applicare davvero la normativa sulla tutela degli operatori sanitari, altrimenti resterà solo una previsione sulla carta".
Per il NurSind, la risposta non può limitarsi alla gestione delle singole emergenze. Serve un intervento istituzionale strutturato capace di garantire maggiore protezione nei reparti e una collaborazione più efficace tra sanità e forze dell’ordine.
"Chiederemo formalmente un incontro urgente tra organizzazioni sindacali, Questura e Prefettura. L’attivazione dei protocolli previsti dalla legge consentirebbe di rendere più rapido e incisivo anche l’intervento delle forze dell’ordine quando si verificano situazioni critiche".
Nel reparto interessato dall’episodio operano oltre venti professionisti tra infermieri e operatori socio-sanitari, impegnati quotidianamente nella gestione di pazienti con condizioni particolarmente delicate. Dopo quanto accaduto, la priorità non riguarda soltanto la stima dei danni materiali ma soprattutto le conseguenze sul personale.
"Gli operatori sono comprensibilmente scossi. In quella situazione sia il personale sia i pazienti presenti hanno corso rischi reali".
Il NurSind sottolinea inoltre come la necessità di sicurezza non debba mai entrare in contrasto con l’attenzione e il rispetto dovuti alle persone con fragilità psichiatriche.
"Serve rispetto per chi soffre di disturbi psichiatrici, ma è indispensabile garantire anche la sicurezza di chi lavora nei reparti".
Il fenomeno delle aggressioni non riguarda però soltanto i servizi di Psichiatria. Sempre più spesso gli episodi di violenza si verificano anche nei pronto soccorso, dove le tensioni sociali e le difficoltà del sistema sanitario finiscono per scaricarsi sugli operatori.
"Riceviamo continuamente segnalazioni di intrusioni e aggressioni. Viviamo in un contesto sociale complesso, con molte fragilità. Le violenze non sono solo fisiche ma anche verbali, e colpiscono quotidianamente gli operatori sanitari".
All’interno delle strutture ospedaliere è già presente personale di vigilanza privata, il cui contributo è considerato importante dal sindacato. Tuttavia, secondo il NurSind, da solo non può essere sufficiente a fronteggiare situazioni improvvise e particolarmente critiche.
"Le guardie giurate svolgono un lavoro prezioso, ma episodi improvvisi come quello accaduto a Empoli sono difficili da contenere nell’immediato".
Per questo motivo il sindacato torna a chiedere con forza l’attuazione concreta delle norme già previste dall’ordinamento.
"La legge 113 del 2022 stabilisce protocolli chiari tra aziende sanitarie e forze dell’ordine per la tutela degli operatori. La norma esiste, ora deve essere applicata davvero".
Un messaggio chiaro, quello lanciato dal NurSind, che riporta al centro dell’attenzione una questione ormai nazionale: la sicurezza di chi ogni giorno garantisce assistenza e cura nei reparti ospedalieri.
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