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Pronto soccorso Ruggi, NurSind: ''Organizzazione al limite, servono risposte immediate''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 18/06/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Turni modificati, sovraffollamento e permanenze prolungate dei pazienti: il NurSind Salerno denuncia un clima sempre più difficile e chiede un confronto urgente con la Direzione strategica.


di Giuseppe Provinzano 

"Ci sono luoghi della sanità in cui il margine d'errore coincide con il tempo di una decisione e il peso della responsabilità si misura in ogni singolo turno di lavoro. Il Pronto soccorso è uno di questi. Quando la pressione assistenziale diventa ordinaria amministrazione e il personale è costretto a lavorare in un equilibrio sempre più fragile, il disagio degli operatori smette di essere una questione interna e diventa un tema che riguarda direttamente la qualità delle cure offerte ai cittadini. La nuova denuncia del NurSind Salerno riporta al centro del dibattito una domanda che il sistema sanitario non può più permettersi di ignorare: fino a quando si potrà chiedere agli operatori di compensare con sacrificio e senso del dovere le criticità organizzative?"


SALERNO, 18/06/2026 - Il Pronto soccorso dell'Azienda ospedaliera universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona" di Salerno continua a vivere una fase di forte pressione organizzativa. A riaccendere i riflettori sulle condizioni di lavoro all'interno del reparto è il NurSind Salerno che, attraverso una nuova nota indirizzata alla Direzione strategica aziendale, denuncia il permanere di problematiche già segnalate in passato e che, secondo il sindacato, si sarebbero ulteriormente aggravate negli ultimi mesi.

Al centro delle preoccupazioni vi sono la gestione dei turni di servizio, il clima lavorativo sempre più teso, il sovraffollamento delle aree assistenziali e le difficoltà generate dalla presenza prolungata di pazienti in attesa di ricovero. Una situazione che, secondo il NurSind, rischia di compromettere non solo il benessere degli operatori, ma anche la qualità e la sicurezza dell'assistenza erogata.

«Da mesi raccogliamo le segnalazioni di infermieri e operatori socio-sanitari che lavorano in Pronto soccorso e il quadro che emerge continua a essere preoccupante. Il personale ci parla di stanchezza, tensione e di una crescente difficoltà a svolgere il proprio lavoro con la serenità necessaria. Non possiamo ignorare questi segnali. Chi opera in un servizio così delicato deve essere messo nelle condizioni migliori per assistere i cittadini», afferma Biagio Tomasco, segretario generale del NurSind Salerno.

Tra le criticità maggiormente segnalate vi sarebbero le frequenti modifiche alla programmazione dei turni, con spostamenti del personale infermieristico e degli operatori socio-sanitari dai servizi notturni a quelli diurni. Una gestione che, oltre a incidere sull'organizzazione del reparto, avrebbe inevitabili ripercussioni sulla vita privata e familiare dei lavoratori.

«Serve una revisione immediata della gestione dei turni. Le scelte organizzative devono essere equilibrate e condivise. Non si può continuare a intervenire senza ascoltare chi ogni giorno vive il reparto. Il confronto con il personale deve diventare una priorità», ribadisce Tomasco.

A rendere ancora più complesso il lavoro degli operatori è il fenomeno, ormai strutturale, dei pazienti costretti a permanere per molte ore o addirittura giorni in Pronto soccorso in attesa della disponibilità di un posto letto nei reparti di degenza. Una condizione che trasforma di fatto l'area dell'emergenza-urgenza in una vera e propria degenza impropria, aumentando il carico assistenziale e moltiplicando le difficoltà organizzative.

«Gli infermieri e gli Oss del Pronto soccorso non assistono soltanto i nuovi accessi, ma spesso si trovano a seguire per giorni persone che attendono un ricovero. Questo comporta un enorme impegno professionale e umano, soprattutto in spazi che non sempre garantiscono condizioni adeguate né per i lavoratori né per i pazienti», sottolinea Domenico Ciro Cristiano, coordinatore NurSind dell'Azienda Ruggi per la provincia di Salerno.

Il sindacato richiama inoltre l'attenzione sulle criticità strutturali denunciate dagli stessi operatori: spazi ritenuti insufficienti, supporti logistici non sempre adeguati e difficoltà quotidiane che finiscono inevitabilmente per riflettersi sull'attività assistenziale.

«Ci vengono riferite situazioni che meritano risposte concrete: spazi insufficienti, carenza di supporti per i pazienti e difficoltà quotidiane che finiscono per incidere sulla qualità dell'assistenza. Chi entra in Pronto soccorso ha diritto a cure dignitose e chi lavora ha diritto a condizioni organizzative adeguate», evidenzia Cristiano.

Per il NurSind Salerno non si tratta di una semplice protesta, ma della richiesta di un'assunzione di responsabilità condivisa. Il sindacato chiede alla Direzione strategica dell'Azienda Ruggi di intervenire con urgenza attraverso una revisione della programmazione dei turni, un maggiore coinvolgimento del personale nelle scelte organizzative, iniziative capaci di ridurre i tempi di attesa per esami e consulenze, misure efficaci per contrastare il sovraffollamento e soluzioni dignitose per garantire ai pazienti condizioni adeguate anche durante la permanenza in Pronto soccorso.

«La nostra non è una denuncia fine a sé stessa. Vogliamo contribuire a costruire soluzioni. Il personale chiede ascolto, rispetto e condivisione. In un momento così delicato servono dialogo e collaborazione, perché il benessere dei lavoratori e la qualità dell'assistenza ai cittadini camminano insieme», concludono Tomasco e Cristiano.

Il messaggio del NurSind è chiaro: difendere le condizioni di lavoro degli operatori significa difendere il diritto dei cittadini a ricevere cure sicure, tempestive e dignitose. Perché un Pronto soccorso lasciato solo a fronteggiare criticità ormai croniche non rappresenta soltanto un problema organizzativo, ma il termometro dello stato di salute dell'intero sistema sanitario.