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118 Caserta, il NurSind vince in Tribunale: illegittimi i trasferimenti nel 118

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 18/06/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Il Tribunale di Salerno reintegra quattro autisti-soccorritori nelle sedi originarie. Il NurSind Caserta, attraverso l'azione legale dell'avvocato Michele Marra, ottiene una sentenza destinata a fare giurisprudenza nel sistema dell'emergenza territoriale.


di Giuseppe Provinzano

"Nel mondo della sanità ci sono vittorie che non si misurano soltanto con un dispositivo favorevole. Sono quelle che restituiscono dignità ai lavoratori e ricordano alle organizzazioni che esistono limiti invalicabili anche nell'esercizio del potere datoriale. La sentenza pronunciata dal Tribunale di Salerno sui trasferimenti nel servizio 118 dell'ASL Caserta appartiene a questa categoria.

Perché non riguarda soltanto quattro operatori. Riguarda tutti coloro che ogni giorno garantiscono soccorso ai cittadini e che troppo spesso vengono considerati numeri, risorse intercambiabili, pedine da spostare secondo esigenze dichiarate ma non dimostrate. Quando, invece, dietro ogni postazione ci sono persone, famiglie, sacrifici e professionalità costruite negli anni.

Ed è proprio in queste circostanze che il ruolo del sindacato trova la sua espressione più autentica: non limitarsi alla denuncia, ma accompagnare concretamente i lavoratori nella difesa dei loro diritti".


CASERTA, 17/06/2026 - Una sentenza che potrebbe segnare un punto di svolta per tutto il sistema dell'emergenza territoriale. Il Tribunale di Salerno, con la sentenza n. 1143/2026 depositata il 16 giugno scorso, ha dichiarato illegittimi i trasferimenti disposti dalla Croce Bianca Onlus nei confronti di quattro autisti-soccorritori impegnati nel servizio 118 dell'ASL Caserta.

Ma questa non è soltanto la storia di un contenzioso conclusosi favorevolmente. È anche il racconto di una tutela sindacale che si è tradotta in un risultato concreto.

L'azione giudiziaria è stata infatti sostenuta dal NurSind Caserta, che ha scelto di affiancare i lavoratori nel percorso di difesa dei propri diritti, affidando la tutela legale allo Studio dell'avvocato Michele Marra.

I ricorrenti, Luca Williams Carannante, Michele Zampella, Luciano Bosone e Vincenzo Esposito, erano stabilmente assegnati alle postazioni operative del 118 di Castel Volturno, Succivo e Mondragone. Con una comunicazione del 6 dicembre 2025, la Croce Bianca dispose il loro spostamento, giustificandolo con generiche esigenze di riequilibrio dovute a presunte carenze di personale.

Secondo il Giudice del Lavoro, tuttavia, quella che veniva presentata come una semplice riorganizzazione interna costituiva in realtà un vero e proprio trasferimento, adottato in assenza di comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.

Dall'analisi della documentazione prodotta in giudizio è emerso infatti che il numero degli operatori assegnati alle diverse postazioni non aveva subito alcuna variazione sostanziale. Non c'era stato alcun incremento di personale né alcuna riduzione degli organici.

Era cambiata soltanto la collocazione dei quattro lavoratori interessati.

Un vero e proprio "giro di valzer" tra sedi operative differenti.

Il Tribunale ha inoltre evidenziato che le postazioni del 118 non possono essere considerate meri luoghi di attesa delle chiamate della centrale operativa. Al contrario, rappresentano articolazioni stabili dell'organizzazione aziendale, caratterizzate da specifiche esigenze territoriali, turnazioni consolidate e relazioni professionali costruite nel tempo.

Ne consegue che il mutamento stabile della postazione integra a tutti gli effetti un trasferimento soggetto alle tutele previste dall'articolo 2103 del Codice Civile.

Un principio di assoluto rilievo per tutto il personale impiegato nei servizi di emergenza-urgenza.

Il Giudice ha sottolineato come la formula utilizzata dall'azienda fosse identica per tutti i dipendenti coinvolti e del tutto priva di elementi concreti: nessuna indicazione sulle reali criticità organizzative, nessuna spiegazione sulle presunte carenze, nessun criterio oggettivo adottato nella scelta dei lavoratori da trasferire.

Non basta invocare esigenze organizzative astratte per modificare radicalmente l'equilibrio di vita di un lavoratore. Le motivazioni devono essere reali, specifiche e dimostrabili.

Particolarmente significativa anche la valutazione effettuata rispetto alla posizione di uno dei ricorrenti, beneficiario delle tutele previste dalla Legge 104/1992 per assistere il padre disabile.

Secondo il Tribunale, la resistente non ha dimostrato di aver tenuto conto di tale situazione nella scelta del trasferimento né di aver valutato soluzioni organizzative alternative meno gravose.

Una circostanza che integra una violazione dei principi di correttezza e buona fede che devono sempre orientare l'esercizio del potere datoriale.

Sul fronte della presunta natura ritorsiva dei provvedimenti, pur riconoscendo che gli spostamenti erano intervenuti in un contesto caratterizzato da rivendicazioni relative al pagamento di retribuzioni arretrate e dalle prime interlocuzioni sindacali, il Giudice ha ritenuto non raggiunta la prova che la finalità esclusiva dei trasferimenti fosse quella di colpire i lavoratori.

Resta però fermo il principio più importante affermato nella sentenza.

L'organizzazione del lavoro non può trasformarsi in uno strumento discrezionale capace di incidere arbitrariamente sulla vita personale e familiare dei professionisti.

Il Tribunale ha quindi disposto il reintegro di Michele Zampella, Luciano Bosone e Vincenzo Esposito nelle rispettive sedi originarie, con il mantenimento delle medesime mansioni, dell'inquadramento e dell'orario precedentemente svolti.

Per Luca Williams Carannante è stato disposto il ripristino della posizione originaria nei limiti di compatibilità con gli effetti di un distinto giudizio relativo a un successivo licenziamento disciplinare.

La Croce Bianca Onlus è stata inoltre condannata al pagamento delle spese legali del giudizio.

"Questa sentenza rappresenta il risultato di una battaglia che il NurSind Caserta ha scelto di sostenere fino in fondo, schierandosi al fianco dei lavoratori e affidando la loro tutela all'avvocato Michele Marra. È la dimostrazione che il sindacato, quando esercita pienamente il proprio ruolo, può trasformare le rivendicazioni in risultati concreti."

"Nessun operatore del 118 può essere considerato una semplice pedina da spostare senza criteri oggettivi e motivazioni reali. Dietro ogni postazione ci sono persone, famiglie e professionalità costruite nel tempo. Questa sentenza riafferma che l'organizzazione del lavoro deve sempre rispettare dignità, correttezza e diritti."

"Il NurSind continuerà a garantire tutela ai professionisti dell'emergenza-urgenza ogni volta che sarà necessario, perché difendere chi presta soccorso significa difendere anche la qualità e la sicurezza del servizio reso ai cittadini."

Per il NurSind Caserta, la pronuncia del Tribunale di Salerno assume un significato che va ben oltre il singolo contenzioso.

È la dimostrazione che la tutela sindacale, quando si accompagna ad una competente azione legale e ad una visione chiara della difesa dei diritti dei lavoratori, può incidere concretamente nelle dinamiche organizzative dei servizi sanitari.

Non è soltanto la vittoria di quattro professionisti.

È un messaggio rivolto a tutti gli operatori dell'emergenza territoriale: chi garantisce il soccorso non può essere trattato come una pedina da spostare a piacimento.

Perché il rispetto dei diritti dei lavoratori non ostacola l'efficienza del sistema.

Ne rappresenta il fondamento.