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AORN Caserta, NurSind: ''Pazienti critici costretti a percorsi non protetti''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 23/06/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Dalla Terapia Intensiva Cardiovascolare alla Radiologia attraversando aree comuni e ambulatori. Antonio Eliseo lancia l'allarme: «Così aumentano i rischi per i pazienti più fragili»


di Giuseppe Provinzano

"La sicurezza del paziente non dipende soltanto dalla qualità delle cure erogate all'interno di un reparto. In un ospedale moderno, ogni fase del percorso assistenziale deve essere progettata per ridurre i rischi e garantire la massima protezione ai malati più vulnerabili. Anche uno spostamento per un esame diagnostico può trasformarsi in un momento critico se effettuato lungo percorsi non adeguatamente protetti. È su questo tema che il NurSind Caserta richiama l'attenzione, chiedendo una riflessione sull'organizzazione dei trasporti intraospedalieri all'AORN Sant'Anna e San Sebastiano".


AORN Caserta, NurSind: «Pazienti critici costretti a percorsi non protetti»

CASERTA – Pazienti intubati, ventilati meccanicamente o supportati da ECMO costretti ad attraversare corridoi frequentati quotidianamente da utenti, accompagnatori e personale esterno per raggiungere gli esami diagnostici. È la situazione denunciata dal NurSind Caserta, che accende i riflettori sui percorsi intraospedalieri riservati ai degenti della Terapia Intensiva Cardiovascolare dell'AORN Sant'Anna e San Sebastiano.

Secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, il problema riguarda in particolare i pazienti ricoverati nelle aree ad alta intensità assistenziale, come la Terapia Intensiva e la Cardiochirurgia, che devono essere trasferiti presso la Radiologia e la TAC dedicate al Pronto Soccorso per l'esecuzione di esami strumentali indispensabili al percorso di cura.

Il tragitto, tuttavia, si svilupperebbe attraverso gli edifici C, D, F e N dell'ospedale, in aree caratterizzate da un intenso passaggio di persone e da una continua promiscuità di flussi.

«Dalla Terapia Intensiva Cardiovascolare dell'Edificio C, piano terra, si attraversano i corridoi degli edifici C, D, F e N tra persone in attesa fuori dagli ambulatori, utenti del Pronto Soccorso, operai impegnati nei lavori e altre presenze che nulla hanno a che vedere con il percorso assistenziale del paziente critico. Questo è il tragitto che compiono pazienti intubati o supportati da ECMO per raggiungere la Radiologia e la TAC del Pronto Soccorso.» Antonio Eliseo, Segretario Territoriale NurSind Caserta

Per il NurSind, si tratta di una situazione che merita un'attenta valutazione sotto il profilo della sicurezza clinica e del controllo del rischio infettivo.

Ogni trasferimento fuori dalle aree protette di cura comporta infatti un aumento dell'esposizione a potenziali fonti di contaminazione, soprattutto quando riguarda pazienti particolarmente fragili, immunocompromessi o sottoposti a trattamenti invasivi.

Il sindacato sottolinea come il rischio infettivo correlato ai trasporti intraospedalieri rappresenti una problematica spesso sottovalutata, nonostante sia riconosciuta tra i fattori che possono contribuire all'insorgenza delle infezioni correlate all'assistenza.

«Più passaggi, più contatti, maggiore esposizione. Il rischio infettivo correlato ai trasporti intraospedalieri continua a essere sottovalutato, ma rappresenta una delle principali criticità per i pazienti più fragili. Ogni spostamento fuori dall'area protetta di cura aumenta inevitabilmente il rischio di esposizione a microrganismi e agenti contaminanti.» Antonio Eliseo, Segretario Territoriale NurSind Caserta

Per affrontare la criticità, il NurSind propone una revisione dei percorsi dedicati ai pazienti critici, con l'obiettivo di limitare al minimo indispensabile i trasferimenti al di fuori delle aree ad alta intensità di cura e garantire tragitti maggiormente protetti e separati dai percorsi ambulatoriali.

Secondo il sindacato, risulta inoltre fondamentale rafforzare le procedure di sanificazione prima, durante e dopo ogni trasferimento, migliorare il coordinamento tra reparti e servizi e investire in formazione, organizzazione e protocolli specifici per la gestione dei trasporti intraospedalieri.

«La sicurezza del paziente è un diritto. La prevenzione è un dovere. Non si tratta di sostenere costi aggiuntivi, ma di investire nella qualità delle cure e nella tutela della salute di chi si cura e di chi lavora. La sicurezza del paziente è anche la sicurezza degli operatori sanitari.» Antonio Eliseo, Segretario Territoriale NurSind Caserta

L'appello del NurSind è rivolto alla Direzione aziendale affinché venga avviata una riflessione concreta sull'organizzazione dei percorsi interni e sulle possibili soluzioni in grado di ridurre il rischio clinico e infettivo per i pazienti più vulnerabili.

Per il sindacato, la qualità dell'assistenza passa anche dalla capacità di garantire ambienti sicuri, percorsi adeguati e condizioni organizzative che mettano realmente al centro la tutela della persona assistita.

Meno rischi, più sicurezza, migliore assistenza.