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Pordenone, NurSind: ''Emergenza infermieri, organici al limite. Servono assunzioni fuori regione''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 20/07/2026

Friuli Venezia GiuliaNurSind dal territorio

Il sindacato denuncia carenze in reparti, pronto soccorso e sale operatorie. Altavilla: «Così cresce il rischio di perdere altri professionisti».


di Giuseppe Provinzano

"La carenza di infermieri continua a rappresentare una delle principali emergenze della sanità italiana. Non riguarda più soltanto le regioni storicamente in difficoltà, ma coinvolge anche realtà che hanno investito in incentivi economici e nuove assunzioni. Quando il personale non basta, aumentano i carichi di lavoro, cresce il rischio di burnout e diventa sempre più complicato garantire un'assistenza sicura e di qualità. È in questo contesto che il NurSind torna ad accendere i riflettori sulla situazione dell'ospedale di Pordenone, chiedendo interventi concreti per fermare una crisi che rischia di diventare strutturale".


NurSind: "Un infermiere ogni 13 pazienti è insostenibile"

PORDENONE, 20/07/2026 - Il NurSind torna a denunciare la grave carenza di personale infermieristico che interessa l'ospedale cittadino, una situazione che coinvolge numerosi reparti e che, secondo il sindacato, rischia di compromettere l'organizzazione dei servizi e la qualità dell'assistenza ai pazienti.

A descrivere il quadro è il segretario territoriale Gianluca Altavilla, che parla di una pressione ormai costante sugli operatori sanitari e di organici non più adeguati ai bisogni assistenziali.

«La situazione più critica riguarda oggi l'area di Ortopedia e delle specialità chirurgiche collegate. Il rapporto è arrivato a un infermiere ogni tredici pazienti, quando dovrebbe essere almeno uno ogni nove. È una condizione che costringe il personale a lavorare costantemente in emergenza.»

Secondo il NurSind, la criticità non riguarda un solo reparto ma interessa gran parte dell'ospedale. Nell'area chirurgica mancherebbero circa quattordici infermieri, nelle medicine almeno quindici e altri sette sarebbero necessari per garantire una dotazione adeguata nel Pronto Soccorso. Anche la Cardiologia e l'Unità Coronarica risentirebbero della stessa carenza di personale.

La situazione diventa ancora più delicata durante il periodo estivo, quando ferie e assenze programmate riducono ulteriormente gli organici disponibili, costringendo gli infermieri presenti a sostenere carichi di lavoro sempre più pesanti.

Il sindacato richiama l'attenzione anche sulle sale operatorie, dove la disponibilità di infermieri anestesisti sarebbe ormai insufficiente rispetto alle necessità assistenziali.

«Gli infermieri anestesisti dovrebbero essere sedici, ma oggi sono soltanto undici. Devono garantire la guardia attiva, gestire le urgenze e assicurare contemporaneamente il supporto all'ostetricia. Anche in chirurgia generale i professionisti sono chiamati a coprire più attività nello stesso turno. Sono condizioni che, nel tempo, rischiano di favorire la fuga dal servizio sanitario.»

Per il NurSind, il problema non dipende esclusivamente dalla capacità dell'Azienda sanitaria di assumere nuovo personale. Il sindacato riconosce infatti che l'ASFO ha manifestato disponibilità a incrementare gli organici, ma evidenzia come il vero nodo sia la difficoltà nel reperire infermieri disponibili a trasferirsi e a lavorare nel territorio.

Da qui la proposta avanzata dalla segreteria provinciale: rafforzare il reclutamento di professionisti provenienti da altre regioni, affiancando alle assunzioni strumenti capaci di rendere realmente attrattiva la destinazione.

Tra le ipotesi indicate vi è anche la possibilità di utilizzare le foresterie previste dalla Regione Friuli Venezia Giulia per il personale sanitario, offrendo un supporto abitativo a chi sceglie di trasferirsi.

«Oggi è necessario rendere il Friuli Venezia Giulia ancora più competitivo. Se un infermiere trova un alloggio e condizioni economiche favorevoli sarà certamente più incentivato a trasferirsi. Diversamente continueremo a rincorrere una carenza di personale che rischia di aggravarsi anno dopo anno.»

Il NurSind sottolinea inoltre come la Regione abbia già introdotto incentivi economici che rendono il trattamento degli infermieri particolarmente competitivo rispetto ad altre realtà confinanti. Le indennità aggiuntive consentono infatti di ottenere compensi sensibilmente più elevati rispetto a quelli riconosciuti in altre regioni limitrofe, senza che ciò sia però sufficiente ad attirare un numero adeguato di professionisti.

Secondo il sindacato, il problema è ormai nazionale e richiede politiche strutturali. La diminuzione dei nuovi laureati, l'elevato livello di stress lavorativo e la crescente difficoltà nel conciliare vita privata e professionale stanno rendendo sempre meno attrattivo il lavoro ospedaliero.

«I colleghi hanno bisogno di recuperare una qualità di vita che oggi viene messa a dura prova da turni pesanti, reperibilità continue e organici insufficienti. Se non si interviene rapidamente, il rischio è quello di assistere a una progressiva perdita di professionisti proprio mentre aumenta il bisogno di assistenza sanitaria.»

Per il NurSind Pordenone la soluzione passa quindi attraverso un piano straordinario di reclutamento, accompagnato da misure concrete di accoglienza e valorizzazione economica del personale. Solo così, conclude il sindacato, sarà possibile rafforzare gli organici, alleggerire i carichi di lavoro e garantire ai cittadini un'assistenza sicura e di qualità.