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Addio a Manrico Mologni, la voce che cantò il cuore e il coraggio degli infermieri

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La Redazione
Pubblicato il: 20/07/2026

AttualitàCronache sanitarie

 

di Roberto Amerio, Nursind Verbania

 

Il mondo della musica e della solidarietà piange la scomparsa di Manrico Mologni, cantautore e artista poliedrico che ha saputo attraversare il panorama musicale italiano con innata sensibilità e profonda umanità. Dai primi passi con l'RCA alle collaborazioni prestigiose – tra cui si annoverano binomi indimenticabili come quello con Mina (per cui firmò brani intensi) e vicinanze artistiche a giganti come Lucio Dalla e i Nomadi – Mologni non è mai stato un semplice esecutore, ma un narratore di anime.

La sua vita, segnata da sfide personali importanti e da una costante spinta verso l'impegno sociale, si rifletteva in una produzione artistica mai banale, rintracciabile anche attraverso la testimonianza del suo sito ufficiale (www.manricomologni.it), specchio di una carriera devota alla bellezza e al sostegno del prossimo.

"Io infermiere": l'inno a chi si prende cura

Tra le tappe più significative ed emozionanti degli ultimi anni della sua produzione c'è senza dubbio il brano "Io infermiere", un vero e proprio manifesto in musica nato nel 2019. Ispirato dall'incontro con il sindacalista del Nursind Roberto Amerio, il pezzo è stato scritto e musicato da Mologni per accendere un faro su una categoria troppo spesso dimenticata o, peggio, vittima di episodi di cronaca e violenze nelle corsie.

Con questa canzone, presentata durante un toccante concerto di beneficenza al Teatro Belloni di Barlassina, Mologni ha voluto sancire e celebrare il "patto con il cittadino" che ogni infermiere stringe ogni giorno. Non si trattava di un semplice omaggio formale, ma di un grido di vicinanza per sostenere l'importanza cruciale di questi professionisti della salute.

"La cura non è solo un atto medico, è il 'prendersi cura' della persona."

Questo era il messaggio profondo che Manrico ha voluto veicolare con la forza di penetrazione che solo la musica possiede. In un'epoca complessa per il sistema sanitario, le sue note hanno dato voce alla dedizione, all'umanità e al sacrificio silenzioso di chi lavora giorno e notte negli ospedali.

Un'eredità di note e solidarietà

La scomparsa di Manrico Mologni lascia un vuoto non solo nella discografia e nella memoria dei colleghi che ne hanno sempre stimato il talento e la purezza d'animo (come gli amici dell'Associazione Augusto per la Vita, che lo ricordano tra i primissimi storici sostenitori), ma anche nei cuori di migliaia di operatori sanitari che in quel brano si sono sentiti, per la prima volta, compresi e protetti.

Mologni se ne va lasciandoci una lezione preziosa: la musica ha il dovere di guardare dove gli altri voltano le spalle. E ogni volta che risuoneranno le note di "Io infermiere", il suo modo di ringraziare chi soffre e chi cura continuerà a vivere, forte e immortale, tra le corsie della nostra memoria.