Servizio 118, NurSind: ''Basta appalti milionari, il servizio deve tornare pubblico''
Antonio Eliseo denuncia costi record, precarietà e criticità nella gestione dell'emergenza: "È il momento di internalizzare il 118 e investire sul personale"
di Giuseppe Provinzano
"L'emergenza territoriale è il primo volto della sanità che incontra il cittadino nel momento del bisogno. Per questo non può essere governata esclusivamente dalla logica degli appalti. Dietro i numeri ci sono professionisti che lavorano in condizioni spesso difficili, diritti da tutelare e risorse pubbliche che meritano la massima trasparenza. Da tempo il NurSind denuncia le distorsioni del sistema e torna oggi a chiedere una riforma profonda: riportare il servizio 118 sotto la gestione diretta del Servizio sanitario pubblico".
NurSind: "Milioni agli appalti, ora il servizio torni pubblico"
CASERTA 20/07/2026 – Appalti milionari, lavoratori precari, ritardi negli stipendi e un sistema che, secondo il NurSind, necessita di una profonda revisione. Sono questi i temi al centro della nuova presa di posizione del sindacato delle professioni infermieristiche, che rilancia la richiesta di internalizzare il servizio di emergenza territoriale 118, ritenendo non più sostenibile l'attuale modello fondato sull'affidamento a soggetti esterni.
Per il NurSind, la gestione dell'emergenza-urgenza rappresenta una funzione strategica della sanità pubblica e dovrebbe essere garantita direttamente dal Servizio sanitario regionale, con personale assunto e pienamente tutelato.
A ribadire la posizione del sindacato è Antonio Eliseo, segretario regionale del NurSind Campania e segretario territoriale del NurSind Caserta, che richiama anche quanto previsto dall'organizzazione del sistema dei trasporti sanitari.
"Il terzo settore nasce per svolgere il trasporto sanitario secondario, cioè quello programmato e non urgente. Il soccorso di emergenza, invece, dovrebbe essere assicurato direttamente dal servizio pubblico. Oggi assistiamo a un modello che si è progressivamente allontanato da questa impostazione".
A preoccupare il NurSind sono anche i costi sostenuti dalle aziende sanitarie campane.
Secondo i dati riportati dal sindacato, l'Asl Caserta ha affidato il servizio per un valore di 32 milioni di euro nell'arco di due anni. La spesa raggiunge circa 25 milioni nell'Asl Napoli 1 Centro, 40 milioni nell'Asl Salerno, 42 milioni nell'Asl Avellino e 17 milioni nell'Asl Benevento.
Numeri che, secondo il NurSind, impongono una riflessione sull'opportunità di continuare a investire ingenti risorse negli appalti anziché rafforzare direttamente il sistema pubblico dell'emergenza territoriale.
La questione è stata recentemente portata anche all'attenzione della Regione Campania.
Lo scorso 8 luglio, le organizzazioni sindacali hanno rappresentato le proprie osservazioni al presidente della Regione Roberto Fico, che avrebbe espresso l'intenzione di valutare un percorso finalizzato all'internalizzazione del servizio.
Per il NurSind si tratta di un primo segnale positivo, che dovrà però tradursi in atti concreti.
Il sindacato sottolinea come, negli ultimi anni, le criticità non abbiano riguardato soltanto i costi degli appalti, ma anche la gestione del personale impiegato nel servizio.
Tra le problematiche segnalate figurano ritardi nel pagamento degli stipendi degli autisti soccorritori, carenze nelle dotazioni di protezione individuale, episodi di demansionamento e numerose difficoltà organizzative denunciate dagli operatori.
Parallelamente, la magistratura continua ad approfondire alcune vicende legate agli affidamenti del servizio di emergenza territoriale, con indagini che interessano sia gli appalti sia le modalità di impiego del personale da parte di organizzazioni di volontariato e cooperative.
Secondo il NurSind, particolare attenzione merita anche il fenomeno del cosiddetto falso volontariato, con il rischio che lavoratori dipendenti vengano impiegati sotto forme contrattuali non coerenti con la normativa vigente.
"Si parla di volontariato, ma troppo spesso dietro questa definizione troviamo ben altro. Esistono situazioni di precarietà e casi che rischiano di sconfinare nel lavoro nero. Per questo chiediamo il rigoroso rispetto delle norme sul lavoro e maggiori controlli su tutto il sistema".
A conferma delle criticità denunciate, il NurSind ricorda anche il risultato ottenuto davanti al Tribunale di Salerno, che ha riconosciuto le ragioni del sindacato nella vertenza riguardante l'illegittimo trasferimento di autisti soccorritori.
Una decisione che, secondo il sindacato, conferma la necessità di rafforzare le tutele dei professionisti impegnati nel sistema dell'emergenza territoriale.
Tra le vicende simbolo richiamate da Antonio Eliseo c'è anche quella dell'infermiera Lucia Treglia, dipendente della Croce Bianca di Salerno, licenziata dopo aver denunciato una presunta aggressione subita durante un'ispezione presso una postazione del 118 di Mondragone.
Una storia che Infermieristicamente ha seguito sin dall'inizio, raccontando prima il licenziamento dell'infermiera e successivamente raccogliendo la sua testimonianza diretta, nella quale denunciava di essere stata allontanata dal lavoro dopo avere segnalato quanto accaduto.
Per il NurSind, quella vicenda rappresenta uno dei casi più emblematici delle criticità che possono emergere nella gestione esternalizzata del servizio.
"Chi denuncia un'aggressione o segnala situazioni che ritiene irregolari deve sentirsi protetto, non rischiare di perdere il proprio posto di lavoro. Il caso di Lucia Treglia dimostra quanto sia necessario rafforzare le tutele dei professionisti e garantire il pieno rispetto dei diritti dei lavoratori".
Lo sguardo del sindacato va però oltre il servizio 118.
Per Antonio Eliseo, infatti, la riforma della medicina territoriale prevista dal DM 77 non potrà mai essere completata senza un deciso investimento sulle professioni sanitarie.
Le future Case della Comunità, osserva il segretario regionale del NurSind Campania, dovranno diventare strutture realmente operative e non semplici contenitori.
"Vogliamo che le Case della Comunità siano autentici luoghi di cura, con tutte le prerogative assistenziali previste dalla riforma. Per riuscirci serve personale. Oggi in Campania mancano circa 6.000 infermieri. È necessario costruire un patto tra istituzioni, politica, organizzazioni sindacali e cittadini per cambiare davvero il paradigma della sanità".
Per il NurSind, il dibattito sul futuro del 118 non riguarda soltanto la gestione degli appalti.
Si tratta di scegliere quale modello di sanità pubblica costruire per i prossimi anni: una sanità che investa sul personale, valorizzi le competenze, garantisca trasparenza nell'utilizzo delle risorse pubbliche e restituisca al Servizio sanitario regionale la gestione diretta di un settore strategico come l'emergenza territoriale.
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