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Casa di Cura Villa Angela, NurSind: ''Infermieri demansionati. Pronti a rivolgerci alle autorità''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 06/08/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Il sindacato denuncia l’assenza degli OSS nei turni notturni e solleva dubbi sulla videosorveglianza. Esposito (NurSind): "Dignità degli infermieri e sicurezza dei pazienti non sono negoziabili"


di Giuseppe Provinzano

"Quando un infermiere viene distolto dall’assistenza per sopperire sistematicamente alla mancanza di altre figure professionali, il problema non riguarda soltanto l’organizzazione del lavoro. A essere chiamate in causa sono la valorizzazione delle competenze, la dignità professionale e, soprattutto, la sicurezza dell’assistenza.

È su questi temi che NurSind Napoli alza il livello dello scontro con la Casa di Cura Villa Angela, dopo due comunicazioni che, secondo il sindacato, sarebbero rimaste senza risposta. Sul tavolo ci sono il presunto demansionamento degli infermieri durante i turni notturni e la richiesta di chiarimenti sull’impianto di videosorveglianza presente nella struttura".


NurSind: "DUE NOTE. ZERO RISPOSTE. ORA BASTA".

NAPOLI, 06/08/2026 - Infermieri costretti a sopperire alla mancanza di OSS durante la notte e richieste sindacali rimaste senza riscontro. È il quadro denunciato dalla Segreteria Territoriale NurSind di Napoli alla Casa di Cura Villa Angela.

La vertenza parte da lontano. Già il 27 aprile il sindacato aveva formalmente rappresentato alla Direzione sanitaria la mancanza di personale OSS nei turni notturni, sostenendo che questa situazione finirebbe per trasferire sugli infermieri attività non riconducibili al loro profilo professionale.

Per NurSind non si tratta di una semplice questione di distribuzione dei carichi di lavoro. Il punto centrale è il rischio che l’infermiere, impegnato in mansioni improprie, venga sottratto alle attività assistenziali e alla sorveglianza clinica dei pazienti.

«Un infermiere impegnato in mansioni improprie è un professionista sottratto alla sorveglianza clinica dei pazienti. Il problema riguarda quindi tanto la dignità professionale quanto la sicurezza delle cure».

Nella stessa comunicazione il sindacato aveva chiesto un incontro con la Direzione per affrontare le criticità organizzative e individuare possibili soluzioni. Un confronto che, secondo NurSind, non si sarebbe mai concretizzato.

Ma alla questione organizzativa si è successivamente aggiunto un secondo fronte.

Con una nuova nota del 19 giugno, trasmessa per conoscenza anche all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Napoli e ai NAS dei Carabinieri, NurSind ha chiesto chiarimenti sulla videosorveglianza presente nella struttura, domandando l’esibizione delle relative autorizzazioni.

Secondo quanto rappresentato dal sindacato, infatti, i campi di ripresa interesserebbero anche alcune aree nelle quali opera il personale sanitario. Da qui la richiesta di verificare la piena conformità dell’impianto alla normativa che disciplina i controlli a distanza dei lavoratori e la protezione dei dati personali.

Anche questa seconda richiesta, sostiene la Segreteria territoriale, non avrebbe ottenuto risposta.

Ed è proprio il silenzio attribuito alla Direzione ad avere irrigidito ulteriormente la posizione del sindacato.

«Il silenzio della Direzione è un fatto di particolare gravità», commenta il segretario territoriale NurSind Napoli, Marco Esposito.

«Non è soltanto una scortesia istituzionale verso un’Organizzazione Sindacale: è una profonda mancanza di rispetto nei confronti degli infermieri che ogni giorno tengono in piedi quella struttura, spesso in condizioni che nessuno dovrebbe considerare normali».

Per Esposito, non dare seguito neppure alla richiesta di un incontro significa lasciare senza ascolto le istanze dei professionisti che quotidianamente garantiscono l’assistenza ai pazienti.

A questo punto NurSind Napoli annuncia un possibile ulteriore passo avanti nella vertenza. Se dovesse perdurare l’assenza di riscontro, il sindacato fa sapere di essere pronto a presentare nuove segnalazioni agli organismi competenti, chiamando in causa l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, i NAS dei Carabinieri, il Garante per la protezione dei dati personali e gli altri eventuali organi di vigilanza.

La vicenda potrebbe arrivare anche all’Ordine delle Professioni Infermieristiche, al quale NurSind intende rappresentare le condizioni nelle quali, secondo quanto denunciato, gli infermieri sarebbero chiamati a svolgere la propria attività professionale.

La linea tracciata dalla Segreteria territoriale è quindi quella di non lasciare cadere la questione e di spostare il confronto nelle sedi istituzionali qualora non dovessero arrivare risposte dalla struttura.

«Dopo mesi di dialogo cercato invano e accolto solo dal silenzio, per questa struttura il confronto si preannuncia complesso», conclude Esposito.

«Chi ha scelto di ignorare un’Organizzazione Sindacale dovrà ora rendere conto alle Autorità di vigilanza e all’Ordine professionale. La dignità degli infermieri e la sicurezza dei pazienti non sono negoziabili».

Una posizione che trasforma la vertenza di Villa Angela in una questione più ampia: gli infermieri non possono diventare la figura chiamata sistematicamente a compensare ogni carenza organizzativa, soprattutto quando a essere sottratto è tempo destinato all’assistenza e alla vigilanza clinica dei pazienti.