Dialisi, Castellamonte riapre. NurSind: ''Ivrea chiusa da sette mesi, silenzio inaccettabile''
Dopo settimane difficili torna operativa Castellamonte, ma resta il nodo Ivrea. Il NurSind incalza Asl TO4 e Regione: "Servono risposte sul futuro del servizio"
di Giuseppe Provinzano
"La riapertura della Dialisi di Castellamonte restituisce un punto di riferimento importante ai pazienti del territorio, ma non chiude una vicenda che continua a lasciare aperti interrogativi pesanti. A sollevarli è il NurSind Torino, che mentre riconosce lo straordinario impegno sostenuto dagli operatori durante l'emergenza torna a puntare i riflettori su Ivrea, dove il servizio di dialisi risulta fermo ormai da sette mesi. Per il sindacato, dopo mesi di attesa, è arrivato il momento di fare chiarezza su tempi, investimenti e soprattutto sul futuro dell'assistenza nefrologica nel territorio".
NurSind: "Castellamonte riapre, Ivrea resta nel limbo"
IVREA, 12/09/2026 - Da lunedì la Dialisi di Castellamonte torna operativa, mettendo fine a settimane particolarmente complesse per pazienti e personale. Una riapertura attesa, sulla quale però il NurSind Torino solleva immediatamente un primo problema: secondo il sindacato, alle organizzazioni sindacali non sarebbe arrivata alcuna comunicazione ufficiale e le informazioni sarebbero state apprese attraverso pazienti, lavoratori e organi di stampa.
Una modalità che riaccende lo scontro sulle relazioni sindacali con l'Asl TO4 e che si intreccia con una questione ancora più delicata: il futuro della Dialisi dell'ospedale di Ivrea.
Il NurSind, attraverso Giuseppe Summa segretario territoriale NurSind Torino e Antonio De Feo, dirigente sindacale NurSind Asl TO4, parte però da un riconoscimento preciso: quello rivolto ai professionisti che hanno garantito l'assistenza durante le settimane di maggiore difficoltà.
"In queste settimane di enorme disagio va riconosciuto agli operatori di essersi fatti in quattro per garantire l'assistenza, arrivando a lavorare fino alle 23, sostenendo turni straordinari e assicurando la propria presenza su più presidi tra Ivrea, Caluso e Ciriè",
sottolineano Summa e De Feo.
Se Castellamonte riparte, su Ivrea resta invece un'incertezza che dura ormai da mesi. La Dialisi è chiusa da sette mesi e il personale era stato trasferito già a marzo. Il NurSind richiama inoltre il progetto di intervento da 3,6 milioni di euro annunciato per la struttura, evidenziando come il relativo cantiere, secondo quanto riferisce il sindacato, non sia ancora partito.
È proprio l'assenza di indicazioni chiare sul futuro del servizio a preoccupare maggiormente la rappresentanza sindacale.
"A oggi non sappiamo più quale sia il vero problema. L'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi tace, la Direzione Generale tace e dalla politica non arrivano risposte. Dopo sette mesi è necessario spiegare chiaramente cosa si intenda fare della Dialisi di Ivrea",
affermano i rappresentanti NurSind.
La questione, per il sindacato, non riguarda soltanto la riapertura del reparto nella sua precedente collocazione. Il NurSind ritiene infatti non più adeguata l'attuale sede al quarto piano dell'ospedale di Ivrea, sia per gli spazi disponibili sia per le caratteristiche impiantistiche.
Il sindacato sostiene di avere già avanzato, durante la precedente Direzione Generale, proposte per individuare all'interno dell'ospedale ambienti differenti e maggiormente compatibili con le esigenze di un servizio dialitico strutturato.
"Lo abbiamo detto chiaramente: nelle condizioni attuali la Dialisi non può continuare a essere collocata al quarto piano. Gli spazi sono ristretti e gli impianti provvisori non possono rappresentare una soluzione definitiva. Avevamo proposto alternative concrete all'interno dell'ospedale, ma non siamo stati ascoltati",
rimarcano Summa e De Feo.
A rendere ancora più pressante la richiesta di chiarimenti c'è poi la prospettiva degli interventi programmati a Castellamonte. Il NurSind richiama infatti il previsto rifacimento dell'impianto di osmosi entro il 2027, investimento considerato necessario ma che, secondo il sindacato, apre inevitabilmente un interrogativo sulla strategia complessiva dell'azienda.
"Bisogna capire se l'investimento su Castellamonte rappresenti di fatto la scelta di mantenere lì la Dialisi fino alla realizzazione del nuovo ospedale e se, di conseguenza, si stia pensando di abbandonare definitivamente Ivrea. Se questa è la prospettiva, deve essere detta con chiarezza",
incalzano i rappresentanti del NurSind Torino.
Lo scontro si sposta infine sul terreno delle relazioni sindacali. Per Summa e De Feo non sarebbe più accettabile apprendere decisioni che riguardano servizi, organizzazione e personale senza un preventivo confronto con le rappresentanze dei lavoratori.
"Non è chiaro se ci troviamo davanti a un'incapacità nella gestione delle relazioni sindacali oppure a una precisa scelta di scavalcare le rappresentanze. In entrambi i casi il risultato è grave. I sindacati esistono e la Direzione Generale dovrà farsene una ragione: non faremo passare sotto silenzio questo modo di procedere",
concludono Giuseppe Summa e Antonio De Feo.
La riapertura di Castellamonte rappresenta dunque una prima risposta per pazienti e operatori, ma non mette la parola fine alla vicenda. Al centro resta Ivrea e, soprattutto, una domanda alla quale il NurSind chiede ora una risposta pubblica e inequivocabile: quale sarà il futuro della Dialisi nell'ospedale eporediese?
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