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Sanità privata, stipendi fermi al 2018. NurSind proclama lo stato di agitazione

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 20/10/2026

Contratto Nazionale

Contratto bloccato, inflazione e infermieri in fuga. Il NurSind avvia le procedure di conciliazione. Iannuzzi e Bottega: «Basta rinvii, servono salari dignitosi».


di Giuseppe Provinzano

"Otto anni senza un rinnovo contrattuale. Otto anni durante i quali il costo della vita è aumentato, mentre gli stipendi degli infermieri della sanità privata sono rimasti ancorati al 2018. Eppure, nelle strutture accreditate, le responsabilità assistenziali non sono diminuite. Anzi.

È il paradosso di un sistema sanitario che considera il privato accreditato una componente essenziale del Servizio Sanitario Nazionale, ma continua a tollerare profonde differenze retributive tra professionisti chiamati a garantire la stessa qualità delle cure.

Adesso il NurSind rompe gli indugi e proclama lo stato di agitazione nazionale, portando al centro del confronto istituzionale una questione che riguarda salari, dignità professionale e futuro dell'assistenza".


Il NurSind proclama lo stato di agitazione: contratto fermo e trattative al palo

ROMA, 20 OTTOBRE 2026 – La pazienza degli infermieri della sanità privata è arrivata al limite. Il NurSind ha proclamato lo stato di agitazione del personale del settore, avviando le procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla normativa vigente.

La decisione arriva dopo il mancato sblocco del rinnovo contrattuale e il silenzio seguito all'incontro del 4 marzo scorso al Ministero della Salute, dal quale, secondo il sindacato, non sarebbero emersi successivi sviluppi concreti.

A denunciare la situazione sono Romina Iannuzzi, Responsabile Nazionale NurSind per la Sanità Privata, e Andrea Bottega, Segretario Nazionale NurSind, che richiamano l'attenzione sul progressivo impoverimento economico dei professionisti e sulle conseguenze per il sistema assistenziale.

«Non è più tempo di rinvii o di tatticismi aziendali. I lavoratori della sanità privata operano con contratti e stipendi congelati inaccettabilmente al 2018. Nel frattempo, l'inflazione, l'aumento del costo della vita e i rincari del carburante hanno eroso pesantemente il potere d'acquisto delle loro buste paga».

Infermieri in fuga, il rischio di impoverire l'assistenza

Il mancato rinnovo contrattuale non rappresenta soltanto una questione economica. Secondo il NurSind, la distanza retributiva rispetto alla sanità pubblica sta contribuendo ad alimentare l'abbandono delle strutture private da parte dei professionisti.

«Assistiamo a una vera e propria emorragia di professionisti che abbandonano le strutture private per fuggire verso il pubblico o, peggio, lasciare definitivamente la professione».

Una situazione che rischia di aggravare le carenze di personale, aumentando i carichi di lavoro per chi rimane e mettendo sotto pressione la continuità assistenziale.

Sanità privata fondamentale per il SSN, ma stipendi ancora penalizzati

Il sindacato evidenzia una contraddizione: mentre viene riconosciuto il ruolo strategico delle strutture private accreditate, il personale continua a subire un trattamento economico distante da quello dei colleghi del pubblico.

Iannuzzi e Bottega richiamano anche il tema delle risorse economiche già previste nei provvedimenti di bilancio.

«Nello scorso bilancio sono state stanziate ingenti somme e da tutti i tavoli istituzionali è emerso con chiarezza che la sanità privata è un pilastro fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale. Non è tollerabile che a un servizio pubblico svolto quotidianamente a tutela dei cittadini corrisponda una disparità di salario e di diritti così profonda».

Per il NurSind, non è più accettabile riconoscere l'importanza della sanità privata senza valorizzare adeguatamente i professionisti che ne garantiscono il funzionamento.

Trattativa immediata con AIOP e ARIS: il NurSind chiama in causa i Ministeri

Con la proclamazione dello stato di agitazione, il NurSind sollecita il Ministero della Salute, il Ministero del Lavoro e le associazioni datoriali AIOP e ARIS ad assumere impegni concreti.

La richiesta è quella di riaprire immediatamente il tavolo per il rinnovo del contratto collettivo, garantire risorse adeguate all'aggiornamento delle retribuzioni e individuare soluzioni per contrastare la fuga del personale sanitario.

Non bastano nuove convocazioni o dichiarazioni d'intenti: servono risorse, tempi certi e risultati verificabili.

Il NurSind avverte: senza risposte, mobilitazione nelle strutture private

L'avvio delle procedure di conciliazione rappresenta l'ultimo tentativo di trovare una soluzione attraverso il confronto istituzionale. In caso di esito negativo, il sindacato è pronto a intensificare la protesta.

«Se la conciliazione presso il Ministero dovesse dare esito negativo, saremo pronti ad azionare tutte le forme di mobilitazione e di protesta in ogni struttura privata. Chi cura i cittadini ha diritto a risposte reali e a un salario dignitoso».

La proclamazione dello stato di agitazione non costituisce ancora uno sciopero, ma segna un passaggio decisivo nella vertenza.

Il messaggio del NurSind è chiaro: non si può continuare a chiedere agli infermieri responsabilità sempre maggiori, lasciando le loro retribuzioni ferme al 2018.