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Arriva l'indennità contrattuale. Come cambia la busta paga da aprile

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 26/03/2025

AttualitàGoverno

 

A partire dal mese di aprile, le buste paga dei dipendenti pubblici si arricchiranno grazie all’introduzione dell’indennità di vacanza contrattuale. Si tratta di una misura ponte pensata per compensare il ritardo nei rinnovi dei contratti collettivi nazionali, con l’obiettivo di tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori in attesa di un nuovo accordo.

Gli importi: aumenti fino a 78 euro

L’indennità sarà erogata mensilmente e varierà in base al comparto e al livello professionale. Da aprile a giugno, l’incremento sarà pari allo 0,6% dello stipendio tabellare, per poi salire all’1% da luglio.

Ecco alcuni esempi degli aumenti previsti:

  • Funzioni centrali:

    • Dirigenti di prima fascia: fino a 46,23 euro al mese

    • Elevate professionalità: 28,86 euro

    • Funzionari: 21,14 euro

    • Assistenti: poco più di 17 euro

    • Operatori: 16,54 euro

  • Settore sanitario:

    • Dirigenti medici: fino a 36,17 euro

    • Infermieri: circa 22 euro

    • Personale tecnico e riabilitativo: 18–21 euro

    • Assistenti: 17,86 euro

    • Operatori: 16,75 euro

    • Dirigenti sanitari non medici: aumenti simili ai colleghi medici

  • Scuola, università e ricerca:

    • Scuola: da 13,69 a 36,17 euro

    • Università: da 16,64 a 36,17 euro

    • Enti di ricerca: i dirigenti potranno ricevere fino a 78,54 euro

Contratti in ritardo, tensione tra sindacati e governo

L’attivazione dell’indennità arriva mentre il rinnovo dei contratti pubblici per il triennio 2022-2024 è ancora in corso. L’unico comparto già coperto da un nuovo accordo è quello delle funzioni centrali, firmato a gennaio. Intanto, la Ragioneria Generale dello Stato ha già definito gli importi validi per il successivo triennio 2025-2027, sebbene le trattative non siano ancora partite.

Secondo i dati dell’Aran, gli aumenti salariali introdotti dai rinnovi finora sottoscritti hanno in parte contenuto l’erosione causata dall’inflazione, ma il confronto con il costo della vita resta uno dei nodi centrali al tavolo delle trattative.