Servizio Sanitario Nazionale 2.0 titolo allettante progetto da costruire
La necessità di discutere di un aggiornamento del Servizio Sanitario Nazionale era emersa da tempo e da tutti richiesta; oggi la discussione ha prodotto un primo passo avanti anche se nulla di concreto è ancora sul tavolo.
Cosa è stato approvato
Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera l'11 gennaio 2026 alla legge delega per riformare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), un passo atteso che mira a ridisegnare il servizio sanitario italiano di fronte a sfide come l'invecchiamento della popolazione e l'aumento delle malattie croniche. L’obbiettivo è pensare ad un SSN più moderno e vicino alle persone: il Ministro Orazio Schillaci ha proposto lo strumento della delega che abilita il Governo a varare decreti attuativi entro un anno, intrecciando le risorse del PNRR per rendere le cure più efficienti e uniformi tra Nord e Sud. Ora il testo è in Parlamento, pronto a un dibattito che coinvolgerà anche le professioni sanitarie nella costruzione del nuovo "SSN 2.0" equo e digitale.
Organizzazione rete ospedaliere
Bisogna ripensare la funzione degli ospedali pensandola come una rete più intelligente; è in questa chiave che nascono i poli di terzo livello, veri hub nazionali per casi complessi come trapianti o tumori avanzati, che tagliano la mobilità dei pazienti e concentrano le migliori competenze riducendo sprechi. Accanto a loro, gli ospedali elettivi si dedicano agli interventi programmabili non urgenti, mentre gli ospedali di comunità fungono da ponte per cure intermedie, aggiornando vecchie regole come il DM 70/2015 con standard chiari su letti e personale.
Potenziamento Territoriale
Ancora una volta il vero cambiamento sta nel portare le cure a casa: l'assistenza domiciliare per anziani non autosufficienti e malati cronici diventa centrale, con medici di famiglia e pediatri che guidano team integrati, budget dedicati e accesso facilitato a farmaci innovativi. Si potenziano cure palliative, salute mentale e telemedicina nelle case della comunità, trasformando il territorio da semplice supporto a vera prima linea dell'assistenza. Come questo sarà possibile considerati i dati drammatici riguardo la realizzazione degli obbiettivi del pnrr (case della salute, ospedali di comunità), non è dato sapere.
Principi e Implicazioni
Al centro di tutto c'è la persona e l’attenzione a principi bioetici che umanizzano le cure e garantiscono equità, supportati da sistemi digitali per tracciare ogni percorso assistenziale con continuità clinica e documentale. Per infermieri e operatori, significa più formazione su cronicità e tecnologie, ma anche la necessità di un dialogo con sindacati e FNOPI per evitare carenze di personale, in linea con le risorse della Legge di Bilancio 2026.
La posizione di FNOPI
In questo contesto preme sottolineare la posizione di FNOPI che ha accolto con favore il via libera del Consiglio dei Ministri al disegno di legge delega sulla riforma del Servizio Sanitario Nazionale, pur sottolineando la necessità di un impegno netto: la centralità dell’assistenza infermieristica territoriale va sancita fin dalle prime fasi di definizione del provvedimento, perchè i servizi infermieristici sul territorio costituiscono un nodo strategico per intercettare precocemente i bisogni dei pazienti, promuovendo la salute e gestendo le cronicità in linea con i principi di equità e continuità delineati nella delega, “Governo e Parlamento hanno ora l’opportunità di valorizzare definitivamente il ruolo dell’assistenza infermieristica territoriale, pilastro indispensabile per cure più eque, umanizzate e appropriate” ha commentato la Presidente Mangiacavalli chiosando il Ministro Schillaci che tra le altre dichiarazioni, ha ricordato come la media di infermieri per mille abitanti in Italia sia ben al di sotto di quella europea.
Posto che di risorse non se ne parla, c’è da capire come dalle buone intenzioni si riuscirà a passare ai fatti e soprattutto come si potrà arginare l’emorragia di professionisti infermieri di cui il servizio sanitario è vittima a causa dell’organizzazione del lavoro, del carico, della violenza, del riconoscimento economico e della carenza, nell’anno orribilis della formazione che non è riuscita a coprire i posti disponibili.
Andrea Tirotto
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