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Aggressione al P.O. di Crotone: NurSind alza la voce sulla sicurezza negli ospedali

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 12/02/2026

CalabriaNurSind dal territorio

Violenza in corsia, il sindacato degli infermieri chiede risposte immediate e strutturali

"La violenza che entra negli ospedali non è mai un fatto isolato. È il segnale più evidente di un sistema che lascia soli i professionisti della salute proprio nei luoghi che dovrebbero garantire cura, tutela e sicurezza. Ancora una volta, un’aggressione a un sanitario riporta l’attenzione su una ferita aperta che riguarda tutti: medici, infermieri, operatori sanitari e cittadini".

Crotone 12/02/2026. Questa volta accade a Crotone, nel presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio”, dove un cardiologo è stato vittima di una vile aggressione durante il servizio. Un episodio grave che ha immediatamente suscitato la reazione del NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che da anni denuncia l’escalation di violenze nelle strutture sanitarie italiane e chiede interventi concreti, non più rinviabili.

L’aggressione al dott. Antonio Sulla non rappresenta un’eccezione, ma l’ennesima conferma di un clima di crescente tensione che trasforma reparti e pronto soccorso in luoghi ad alto rischio. In questo contesto, il NurSind di Crotone prende posizione con forza, riportando il tema della sicurezza sul piano delle responsabilità istituzionali.

"La Segreteria Territoriale NurSind di Crotone esprime la più ferma e sentita solidarietà al dott. Antonio Sulla, vittima di una vile aggressione mentre svolgeva il proprio servizio presso l’U.O. di Cardiologia del P.O. San Giovanni di Dio."

Il sindacato sottolinea come la violenza contro i sanitari non possa più essere archiviata come un evento imprevedibile. È un fenomeno strutturale che nasce da carenze organizzative, assenza di presidi di sicurezza, sovraffollamento e da un progressivo scollamento tra cittadini e sistema sanitario.

"Gli infermieri, così come tutto il personale sanitario, non possono e non devono diventare il bersaglio delle inefficienze del sistema."

Un passaggio chiave che ribadisce un principio spesso dimenticato: chi lavora per garantire il diritto alla salute non può farlo mettendo a rischio la propria incolumità. La sicurezza nei luoghi di lavoro sanitari non è una concessione, ma un obbligo sancito dalla normativa vigente.

Il NurSind richiama con decisione le istituzioni locali, l’Azienda sanitaria e la Prefettura affinché la gestione della sicurezza non resti affidata all’improvvisazione o alla buona volontà dei singoli. Servono scelte strutturali, immediate e visibili, capaci di restituire fiducia a chi ogni giorno entra in corsia.

"Non è più tollerabile che chi garantisce il diritto alla salute dei cittadini lo faccia mettendo a rischio la propria incolumità."

Il messaggio è chiaro: senza sicurezza non esiste assistenza, senza tutela dei professionisti non esiste sanità pubblica. Per questo il sindacato degli infermieri ribadisce la propria disponibilità a intraprendere ogni iniziativa necessaria affinché la sicurezza diventi una priorità reale e non un principio astratto buono solo per i comunicati.

"La violenza non può e non deve entrare negli ospedali."

Un’affermazione netta, che riassume il senso di una battaglia sindacale che riguarda non solo gli operatori sanitari, ma l’intera collettività. Difendere chi cura significa difendere il diritto alla salute di tutti.