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Dimissioni o licenziamento? Il CCNL 2022/24 chiarisce tempi e costi del preavviso

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 24/02/2026

Contratto Nazionale

 

Il nuovo CCNL Comparto Sanità 2022-2024 mette ordine su un tema spesso fonte di contenziosi: i termini di preavviso in caso di cessazione del rapporto di lavoro. L’articolo 53 definisce in modo puntuale tempi, modalità di decorrenza e conseguenze economiche, introducendo criteri chiari sia per le aziende sanitarie sia per i lavoratori.

Quanto dura il preavviso

La durata varia in base all’anzianità di servizio maturata presso l’Azienda o l’Ente in cui avviene la risoluzione del rapporto:

  • 2 mesi per chi ha fino a 5 anni di servizio

  • 3 mesi per chi ha fino a 10 anni

  • 4 mesi per chi supera i 10 anni

L’anzianità considerata è quella maturata nella singola amministrazione. Fa eccezione il personale transitato tramite mobilità diretta ai sensi dell’articolo 30 del decreto legislativo 165/2001, per il quale valgono regole specifiche.

In caso di dimissioni volontarie, i termini si riducono della metà. Questo significa, ad esempio, che un infermiere con 12 anni di servizio dovrà rispettare due mesi di preavviso, non quattro.

Quando decorre il preavviso

Il contratto stabilisce anche un criterio temporale preciso: il preavviso decorre dal primo o dal sedicesimo giorno di ciascun mese. Una regola che evita interpretazioni divergenti e consente una programmazione più ordinata delle sostituzioni.

Mancato preavviso: cosa succede

Chi interrompe il rapporto senza rispettare i termini è tenuto a pagare un’indennità sostitutiva pari alla retribuzione corrispondente al periodo non lavorato.

Nel caso in cui sia il dipendente a non rispettare il preavviso, l’Azienda può trattenere le somme dovute fino a coprire l’importo corrispondente. Resta salvo il diritto a ulteriori azioni per il recupero del credito.

È però prevista una via d’uscita consensuale: la parte che riceve la comunicazione può accettare la cessazione immediata del rapporto, sia all’inizio sia durante il periodo di preavviso. In questo caso, l’indennità non si applica.

Ferie e anzianità: cosa viene riconosciuto

Durante il periodo di preavviso è possibile fruire delle ferie, compatibilmente con le esigenze organizzative. Un punto non secondario in un comparto dove la carenza di personale incide spesso sulla gestione dei turni.

Importante anche la previsione secondo cui il periodo di preavviso è computato nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, con ricadute su progressioni economiche e altri istituti contrattuali.

Decesso o inidoneità permanente

L’articolo disciplina infine i casi più delicati. In caso di decesso del dipendente o di accertata inidoneità permanente e assoluta, l’Azienda corrisponde agli aventi diritto l’indennità sostitutiva del preavviso, secondo quanto previsto dall’articolo 2122 del Codice civile.

Ove consentito, viene inoltre riconosciuto il pagamento delle ferie maturate e non godute.

L’indennità sostitutiva è calcolata includendo la retribuzione fissa e le stesse voci accessorie previste in caso di ricovero ospedaliero per malattia.