Cambio turno e vestizione, il Tribunale da' ragione agli infermieri: vittoria NurSind
Avellino, due sentenze riconoscono il diritto alla retribuzione delle ore maturate per vestizione e consegne. Il sindacato delle professioni infermieristiche: «Nessun minuto di lavoro può essere regalato»
di Giuseppe Provinzano
"Ci sono vertenze che superano il semplice aspetto economico e diventano simbolo del riconoscimento professionale. La decisione del Tribunale di Avellino si inserisce in questo solco e richiama un principio troppo spesso trascurato: il lavoro degli infermieri non inizia e non termina con il semplice ingresso o l'uscita dal reparto. Esistono attività indispensabili alla sicurezza delle cure, alla continuità assistenziale e alla tutela dei pazienti che rappresentano a tutti gli effetti tempo di lavoro. Quando questi diritti vengono messi in discussione, il ruolo delle organizzazioni sindacali diventa determinante per ristabilire equilibrio, legalità e dignità professionale".
Il Tribunale di Avellino condanna l'AORN Moscati: le ore di cambio turno vanno pagate
AVELLINO, 05/06/2026 - Una sentenza destinata a far discutere e, probabilmente, a fare scuola in numerose realtà sanitarie italiane. Con le pronunce n. 821 e n. 822 del 4 giugno 2026, il Tribunale di Avellino ha stabilito che i tempi necessari alla vestizione professionale e al passaggio delle consegne tra operatori sanitari devono essere considerati a tutti gli effetti orario di lavoro e, come tali, retribuiti.
La decisione arriva al termine di una lunga vertenza sostenuta dal NurSind, che ha ottenuto un importante riconoscimento per due propri iscritti in servizio presso l'AORN San Giuseppe Moscati di Avellino, un'infermiera dell'Unità Operativa di Neurologia e un infermiere delle Malattie Infettive.
Secondo quanto ricostruito nel corso del giudizio, le ore maturate per le attività di vestizione e per il passaggio di consegne non erano mai state retribuite dall'Azienda e venivano invece destinate a recuperi compensativi imposti unilateralmente.
Una battaglia lunga oltre sei anni
Il risultato ottenuto rappresenta il punto di arrivo di una lunga azione sindacale promossa dal NurSind, che ha seguito la vicenda sin dal 2020.
Da allora centinaia di ore si erano accumulate nei cartellini di infermieri e ostetriche senza trovare un adeguato riconoscimento economico. La situazione è precipitata quando si è prospettata la possibilità di cancellare definitivamente parte delle ore maturate.
È stato in quel momento che il sindacato ha deciso di intensificare l'azione di tutela attraverso diffide, richieste formali di pagamento, messe in mora e infine ricorsi giudiziari patrocinati dagli avvocati Roberto e Luca Coppola.
«Questa sentenza rappresenta una vittoria che va oltre i singoli ricorrenti. Viene affermato un principio fondamentale: il tempo dedicato alla vestizione professionale e alla continuità assistenziale è lavoro e come tale deve essere retribuito.»
La battaglia è stata seguita in prima linea dalla Segretaria Territoriale NurSind Avellino Romina Iannuzzi e dal Segretario Aziendale dell'AORN Moscati Michele Rosapane, che hanno sostenuto l'iniziativa sindacale in tutte le sue fasi.
Nessun recupero forzato può sostituire la retribuzione
Nelle motivazioni emerge con chiarezza che la normativa vigente e la disciplina dell'orario di lavoro non consentono di sostituire automaticamente la retribuzione di queste attività con recuperi orari imposti unilateralmente.
Una posizione che rafforza ulteriormente le tutele dei professionisti sanitari e che potrebbe avere importanti ripercussioni anche in altre aziende del Servizio Sanitario Nazionale.
«Per il NurSind si tratta di una questione di dignità professionale. Anche un solo minuto dedicato alla vestizione, alla sicurezza e alle consegne tra operatori ha un valore e non può essere cancellato né trasformato arbitrariamente in recupero orario.»
Un tema che riguarda tutta la sanità italiana
La vicenda dell'AORN Moscati non rappresenta un caso isolato. Il mancato riconoscimento economico dei tempi di vestizione e delle consegne continua infatti a interessare numerose aziende sanitarie italiane.
Secondo le stime richiamate dal sindacato, il mancato pagamento di queste attività può tradursi in una perdita economica annua significativa per ciascun professionista sanitario.
Per questo motivo il NurSind considera la pronuncia del Tribunale di Avellino non soltanto una vittoria legale, ma un precedente importante nella tutela del lavoro infermieristico.
«Mentre si continua a parlare della necessità di valorizzare infermieri e ostetriche, non è accettabile che si continui a risparmiare proprio sul tempo che garantisce qualità assistenziale, sicurezza delle cure e continuità dei servizi. La nostra azione proseguirà ovunque sia necessario difendere questi diritti.»
Le sentenze emesse dal Tribunale di Avellino riaffermano così un principio tanto semplice quanto essenziale: ogni minuto lavorato ha un valore e ogni minuto lavorato deve essere retribuito.
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