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Infermiere accoltellato al Cardarelli, il NurSind: ''La sicurezza non è negoziabile''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 07/05/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Napoli, infermiere ferito nel parcheggio dell’ospedale. Marco Esposito denuncia: “Servono fatti”


di Giuseppe Provinzano

Ci sono episodi che vanno oltre la cronaca e diventano il simbolo di una professione sempre più esposta, fragile e spesso lasciata sola. Non dentro un pronto soccorso in emergenza, non durante una notte difficile in reparto, ma nel parcheggio di un ospedale, al termine di un turno di lavoro.

È lì che si è consumata l’ennesima aggressione ai danni di un infermiere, un fatto gravissimo che riaccende con forza il tema della sicurezza degli operatori sanitari italiani.

A riportare l’attenzione sulla vicenda è il NurSind, che attraverso il segretario territoriale di Napoli, Marco Esposito, denuncia ancora una volta la totale insufficienza delle misure di protezione per chi ogni giorno garantisce assistenza e cure ai cittadini.


Un infermiere sessantenne in servizio presso l’Ospedale Antonio Cardarelli è stato accoltellato nelle prime ore della mattina all’interno dell’area parcheggio della struttura sanitaria napoletana.

Secondo la ricostruzione fornita agli investigatori, il professionista sanitario aveva appena terminato il turno di lavoro e si stava dirigendo verso il proprio motociclo quando si è accorto di non aver inserito l’antifurto. Tornato indietro per bloccare il mezzo, sarebbe stato improvvisamente accerchiato da tre persone che gli avrebbero intimato di consegnare il portafogli.

Al rifiuto dell’infermiere, uno degli aggressori avrebbe estratto un coltello colpendolo con diversi fendenti all’addome.

Nonostante le ferite e il forte stato di shock, il sanitario è riuscito a raggiungere autonomamente il pronto soccorso dello stesso ospedale, dove è stato immediatamente soccorso dai colleghi.

Le sue condizioni, fortunatamente, non sarebbero gravi e non risulterebbe in pericolo di vita.


Sulla vicenda indagano gli agenti del Commissariato Arenella di Napoli, mentre gli investigatori stanno analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area dell’aggressione.

Durissima la presa di posizione del NurSind che, attraverso le parole di Marco Esposito, torna a denunciare l’escalation di violenza che coinvolge il personale sanitario.

“Apprendiamo con sgomento dell'aggressione subita da un nostro collega infermiere nel parcheggio dell'ospedale Cardarelli. Al termine del proprio turno di servizio stava semplicemente andando a casa quando è stato accoltellato da tre persone.”

“Per fortuna non è in pericolo di vita, ma questo non rende meno grave ciò che è accaduto. Esprimiamo come organizzazione sindacale la più sincera vicinanza a lui e alla sua famiglia, con l'auspicio di una pronta guarigione.”


Il segretario territoriale del NurSind Napoli punta il dito contro una situazione che, secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, non può più essere affrontata con interventi temporanei o semplici rassicurazioni istituzionali.

“Lavorare in ospedale non dovrebbe significare rischiare l’incolumità anche in un parcheggio. Eppure siamo ancora qui a denunciare l’ennesimo episodio di violenza e questa volta di particolare gravità.”

“Chiediamo alle istituzioni preposte e alla Direzione generale del Cardarelli fatti concreti e non semplici rassicurazioni. È necessario rafforzare la vigilanza nelle aree esterne, soprattutto nelle ore notturne e durante i cambi turno, andando oltre la sola videosorveglianza.”

“La sicurezza di chi cura non è negoziabile. Saremo sempre vicini al collega aggredito e continueremo a batterci affinché episodi del genere non si ripetano mai più.”


L’episodio riapre con forza il tema della sicurezza negli ospedali italiani, una problematica che il NurSind denuncia da anni e che continua a coinvolgere infermieri, operatori sanitari e professionisti spesso lasciati soli ad affrontare situazioni di crescente tensione e violenza.

Non si tratta più soltanto di aggressioni nei pronto soccorso o nei reparti ad alta intensità assistenziale. Oggi la paura accompagna i professionisti sanitari anche all’esterno delle strutture, nei parcheggi, nei percorsi di accesso e nei cambi turno.

Ed è proprio questo il punto che il NurSind intende riportare con forza al centro del dibattito nazionale:

chi lavora per salvare vite non può diventare bersaglio della criminalità e dell’insicurezza.