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Semaglutide contro obesità. Rischio pancreatite, 19 decessi segnalati

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 24/02/2026

Professione e lavoroStudi e analisi

 

I pazienti in terapia con analoghi del Glp-1 devono prestare attenzione ai possibili segnali di una pancreatite acuta e rivolgersi subito al medico ai primi sintomi sospetti. L’avvertimento arriva dal Regno Unito, dove la Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (Mhra) ha aggiornato i foglietti illustrativi dei farmaci utilizzati per il diabete di tipo 2 e, sempre più spesso, per l’obesità.

L’agenzia britannica per la sicurezza dei medicinali ha rafforzato le informazioni di sicurezza dopo nuovi dati emersi dal sistema nazionale di farmacovigilanza. Le segnalazioni indicano un’incidenza minima ma non trascurabile di pancreatiti acute tra i pazienti trattati con agonisti del Glp-1. In una minoranza di casi si sono verificate forme necrotizzanti, più gravi, e alcuni decessi.

Cosa sono e come agiscono

Gli agonisti del Glp-1 sono stati sviluppati inizialmente per migliorare il controllo glicemico nei pazienti con diabete di tipo 2. Successivamente si sono dimostrati efficaci anche nella perdita di peso. Agiscono rallentando lo svuotamento gastrico e aumentando il senso di sazietà.

Proprio questo meccanismo, però, può provocare effetti collaterali gastrointestinali come nausea, vomito e dolore addominale, già noti e riportati nelle schede tecniche. Negli ultimi anni, con l’aumento esponenziale delle prescrizioni, sono emerse anche segnalazioni di gastroparesi, una condizione nota come “paralisi dello stomaco”.

Uno studio pubblicato su JAMA ha evidenziato che l’uso di questi farmaci per la perdita di peso è associato a un aumento del rischio di pancreatite, gastroparesi e ostruzione intestinale rispetto al trattamento con bupropione-naltrexone, mentre non è emerso un incremento delle malattie biliari.

I dati dello studio

L’analisi, condotta su un ampio database assicurativo statunitense (PharMetrics Plus), ha valutato 16 milioni di pazienti. I ricercatori hanno confrontato i nuovi utilizzatori di liraglutide (4.144 pazienti) e semaglutide (613 pazienti) con 654 utilizzatori di bupropione-naltrexone, includendo solo soggetti obesi senza diabete.

I risultati mostrano un rischio aumentato rispetto al farmaco di confronto:

  • +9 volte per la pancreatite

  • +4 volte per l’ostruzione intestinale

  • +3,6 volte per la gastroparesi

In termini assoluti, la pancreatite si è verificata in circa 5 casi su 1.000 utilizzatori di semaglutide e 8 su 1.000 con liraglutide. La gastroparesi in 10 casi su 1.000 con semaglutide e 7 su 1.000 con liraglutide. Le ostruzioni intestinali sono state osservate in 8 casi su 1.000 con liraglutide.

«Dato l’ampio uso di questi farmaci, anche eventi rari devono essere considerati da chi pensa di assumerli per perdere peso», ha spiegato Mohit Sodhi, primo autore dello studio dell’Università della British Columbia. «Le persone sane potrebbero essere meno disposte ad accettare effetti avversi potenzialmente gravi».

L’aumento delle segnalazioni nel 2025

A spingere l’Mhra a rafforzare l’allerta è stato soprattutto l’aumento delle segnalazioni nel sistema Yellow Card. In totale, i casi di pancreatite acuta associati ad analoghi del Glp-1, tra cui tirzepatide, sono stati 1.296. Oltre 900 sono arrivati nel solo 2025.

Secondo quanto riportato da The Guardian, le segnalazioni più recenti riguardano principalmente tirzepatide (807 casi) e semaglutide (166). Complessivamente sono stati registrati 19 decessi e 24 casi di pancreatite necrotizzante.

Numeri che l’agenzia britannica invita comunque a leggere nel contesto di oltre 25 milioni di confezioni dispensate negli ultimi cinque anni.

I sintomi da non sottovalutare

La pancreatite acuta provoca dolore addominale intenso, spesso associato a nausea e vomito. In alcuni casi richiede il ricovero e può avere complicanze severe.

Per questo l’Mhra invita i pazienti a contattare immediatamente il medico in presenza di:

  • dolore addominale acuto e persistente

  • nausea e vomito non spiegabili

  • peggioramento rapido dei sintomi gastrointestinali

In caso di sospetta pancreatite, la raccomandazione è sospendere il trattamento e non riprenderlo se la diagnosi viene confermata.

Ai medici viene chiesto di valutare con particolare attenzione l’uso di questi farmaci nei pazienti con precedenti episodi di pancreatite. L’agenzia ha inoltre avviato uno studio con la UK Biobank per identificare eventuali varianti genetiche associate a un maggior rischio, con l’obiettivo di sviluppare in futuro un test predittivo che guidi le prescrizioni.

Il messaggio delle autorità sanitarie è chiaro: il rischio resta raro, ma la diffusione capillare di questi farmaci impone vigilanza. Anche eventi poco frequenti, su larga scala, possono tradursi in numeri rilevanti.

 
da: Sodhi M et al. Risk of Gastrointestinal Adverse Events Associated With Glucagon-Like Peptide-1 Receptor Agonists for Weight Loss. JAMA.