Infermieri al centro: Nursind chiede risorse mirate nel nuovo CCNL
Nella prima giornata di confronto per il rinnovo del CCNL Sanità 2025–2027, il dibattito si è subito concentrato su priorità, risorse e tempistiche. A intervenire con una linea chiara è stato Andrea Bottega, che ha posto l’accento sulla necessità di evitare una distribuzione indistinta dei fondi e di puntare invece su interventi selettivi e strategici.
Secondo il segretario del NurSind, il rischio principale è quello di “spalmare” le risorse disponibili per soddisfare tutte le categorie senza una visione complessiva. Una scelta che, ha sottolineato, finirebbe per indebolire l’efficacia del rinnovo contrattuale. La priorità, invece, deve essere quella di valorizzare le professioni più carenti nel mercato del lavoro sanitario, anche alla luce delle criticità strutturali che da anni interessano il Servizio sanitario pubblico.
Bottega ha richiamato la necessità di un approccio “onesto e realistico”, capace di tenere insieme sostenibilità economica e rilancio del sistema. In questo quadro, la leva della valorizzazione professionale diventa centrale, soprattutto per quelle figure che risultano più difficili da reperire e trattenere.
Altro nodo cruciale emerso durante il confronto è quello dei tempi. Le richieste avanzate dalle diverse organizzazioni sindacali sono numerose e articolate, e difficilmente potranno essere tutte soddisfatte nel breve periodo. Per questo, il leader NurSind ha invitato a una selezione delle priorità: se il fattore tempo è determinante, sarà inevitabile concentrarsi sugli interventi ritenuti più urgenti.
Nel suo intervento, Bottega ha inoltre evidenziato il crescente livello di mobilitazione interna alle categorie professionali. Non si tratta più soltanto di segnalazioni formali o documenti scritti: la partecipazione diretta ai tavoli negoziali da parte di più sigle sindacali dimostra un disagio diffuso e strutturato. Un segnale che, secondo il sindacato, non può essere ignorato né disatteso.
Sul piano tecnico, apertura è stata espressa rispetto alla revisione del sistema degli incarichi, a partire da quelli di base, considerati un elemento chiave per la valorizzazione delle competenze. Parallelamente, è stata indicata come prioritaria anche una riforma del sistema indennitario, spesso affrontato solo nella fase finale della programmazione, quando le risorse residue risultano limitate.
L’obiettivo indicato è duplice: da un lato aggiornare gli importi, dall’altro semplificare l’impianto complessivo. Una razionalizzazione delle indennità, infatti, potrebbe facilitare l’integrazione con altri strumenti contrattuali, rendendo più efficace l’intero sistema di riconoscimento economico.
La giornata si chiude quindi con posizioni ancora distanti ma con alcune direttrici già tracciate: selettività negli interventi, attenzione alle professioni più in difficoltà e necessità di scelte rapide. Il negoziato entra ora nel vivo, con la consapevolezza che le risorse non basteranno per tutto e che le decisioni da prendere avranno un impatto diretto sulla tenuta del sistema sanitario pubblico nei prossimi anni.
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