Cardiochirurgia Caserta, NurSind denuncia: sicurezza a rischio nel blocco operatorio
Turni massacranti, carenze di personale e silenzio aziendale: il NurSind alza il livello dello scontro e chiede interventi immediati
di Giuseppe Provinzano
C’è un limite oltre il quale l’organizzazione sanitaria smette di essere una questione gestionale e diventa un problema di sicurezza. Quando a pagarne il prezzo sono gli operatori e, di riflesso, i pazienti, il silenzio istituzionale non è più tollerabile. È in questo scenario che si inserisce la dura presa di posizione del NurSind, che torna a denunciare una situazione ormai fuori controllo.
Caserta, 22/04/2026. Il NurSind, attraverso la propria segreteria territoriale, torna a puntare i riflettori sulle gravi criticità che interessano il blocco operatorio di Cardiochirurgia e Chirurgia Vascolare dell’A.O.R.N. Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. Una situazione già segnalata in passato e che, ad oggi, non ha trovato alcuna risposta concreta da parte dell’Azienda.
Secondo il sindacato, il modello organizzativo attuale appare ormai strutturalmente inadeguato. Le attività vengono garantite in condizioni di evidente squilibrio tra risorse disponibili e carichi di lavoro, con una cronica carenza di personale che costringe a soluzioni tampone divenute routine.
L’utilizzo della pronta disponibilità, nato per far fronte a situazioni emergenziali, si è trasformato in uno strumento ordinario di gestione. A questo si aggiungono turnazioni continuamente rimodulate, orari di servizio che si protraggono ben oltre i limiti fisiologici e il ricorso a personale proveniente da altre unità operative per coprire le lacune strutturali.
Il risultato è un contesto lavorativo segnato da un progressivo deterioramento delle condizioni operative. Il personale si trova a operare in uno stato di affaticamento costante, con un recupero psico-fisico compromesso e un inevitabile aumento del rischio clinico e assistenziale.
“Siamo di fronte a condizioni lavorative non più sostenibili né compatibili con standard di sicurezza adeguati. Il personale è esposto a un livello di stress e affaticamento che mette a rischio non solo la propria salute, ma anche la sicurezza dei pazienti”
Il NurSind evidenzia inoltre come questa organizzazione possa configurare violazioni delle normative vigenti, richiamando esplicitamente il rispetto del Decreto Legislativo 81/2008 e del Decreto Legislativo 66/2003.
Secondo il sindacato, l’assenza di una pianificazione strutturata e il ricorso sistematico a strumenti emergenziali rappresentano una gestione non conforme ai principi di prevenzione e tutela della salute dei lavoratori.
A rendere il quadro ancora più critico è la totale assenza di risposte da parte dell’Azienda, accusata di immobilismo nonostante la gravità delle segnalazioni.
“Nonostante le ripetute comunicazioni, registriamo una totale inerzia aziendale. Nessun intervento strutturale è stato avviato per risolvere criticità ormai note e documentate”
Di fronte a questo scenario, il NurSind annuncia un’escalation di azioni. La questione sarà portata ai tavoli regionali competenti, con particolare attenzione al tema della sicurezza sul lavoro. Non si esclude il coinvolgimento degli organi di vigilanza e la diffusione della problematica presso tutte le sedi istituzionali.
Parallelamente, il sindacato ha richiesto con carattere d’urgenza la convocazione di un incontro con la Direzione e tutti i soggetti coinvolti, fissando un termine preciso: sette giorni.
L’obiettivo è chiaro: aprire un confronto immediato per individuare soluzioni concrete e ristabilire condizioni operative compatibili con la sicurezza assistenziale.
“La continuità del servizio non può essere garantita attraverso modelli emergenziali diventati ordinari, soprattutto quando ciò avviene in potenziale violazione delle norme sulla sicurezza”
Il messaggio del NurSind è netto e privo di ambiguità: serve un cambio di rotta immediato. L’adeguamento degli organici, una riorganizzazione strutturata dei turni e il superamento del ricorso sistematico alla pronta disponibilità non sono più rinviabili.
In caso contrario, il sindacato avverte che ogni responsabilità legata al perdurare di questa situazione ricadrà direttamente sull’Azienda, anche sotto il profilo della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.
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