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118 Caserta, la Regione certifica gravi violazioni: il NurSind aveva denunciato tutto

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 28/02/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Servizio di emergenza Lotto 2, paghe, contratti e sicurezza: la vertenza esplode e chiama in causa ASL e affidatario

"Quando una vertenza sindacale smette di essere solo una denuncia e diventa un atto istituzionale, significa che qualcuno aveva visto giusto. Significa che dietro quelle segnalazioni c’erano fatti, documenti e responsabilità precise. Sul servizio 118 dell’ASL di Caserta, Lotto 2, quel passaggio è ormai compiuto: le parole del segretario regionale NurSind Campania trovano oggi riscontro negli atti ufficiali della Regione". 

Caserta, 28/02/2026. Le criticità denunciate dal NurSind Campania sul servizio di emergenza-urgenza 118 dell’ASL di Caserta non erano allarmismi. La Direzione Generale per la Tutela della Salute della Regione Campania ha formalmente preso atto di gravi inadempienze, chiedendo chiarimenti immediati alla Direzione Generale dell’ASL. Un passaggio che certifica la fondatezza delle denunce sindacali e porta la vertenza su un piano di piena responsabilità istituzionale.


Il caso riguarda il Lotto 2 del servizio 118, affidato alla Croce Bianca Salerno e operativo in un’area strategica della provincia di Caserta. Secondo quanto emerso, la gestione del servizio presenta mancati riconoscimenti stipendiali, una mancata e non corretta applicazione del contratto collettivo, criticità legate alla sicurezza sui luoghi di lavoro e gravi discrasie nella turnazione, con orari che supererebbero i limiti consentiti.

Una situazione che il NurSind Campania, guidato dal Segretario Regionale Antonio Eliseo, aveva segnalato da tempo agli organi competenti, arrivando fino alla proclamazione dello stato di agitazione del personale, dopo il fallimento di ogni tentativo di confronto.

"Sin dall’inizio della convenzione si sono registrate inadempienze gravi nei confronti dei lavoratori, tali da ledere la dignità di donne e uomini impegnati in un servizio pubblico essenziale come il 118", dichiara Antonio Eliseo, Segretario Regionale del NurSind Campania. "Non si può garantire l’emergenza-urgenza lasciando chi lavora senza certezze economiche e contrattuali".

La Regione Campania, nella sua comunicazione ufficiale, ha chiesto alla Direzione Generale dell’ASL di Caserta di riferire sulle determinazioni adottate. Un atto che richiama direttamente la responsabilità della stazione appaltante, chiamata a vigilare sul corretto svolgimento del servizio e sulla tutela dei lavoratori.

"Parliamo di stipendi non riconosciuti, di contratti disattesi e di condizioni di lavoro che mettono a rischio non solo gli operatori, ma anche la sicurezza del servizio", prosegue Eliseo. "Nel 118 non può essere tollerata alcuna zona grigia".

Tra i punti centrali della denuncia NurSind c’è il richiamo alla normativa sugli appalti pubblici, che impone l’intervento sostitutivo della stazione appaltante in caso di ritardi nel pagamento delle retribuzioni.

"La legge è chiara: quando un appaltatore non paga i lavoratori, l’ente pubblico deve intervenire", sottolinea il Segretario Regionale. "Non è una facoltà, è un obbligo giuridico".

La vertenza ha ormai assunto una dimensione istituzionale. Anche la Prefettura di Caserta ha richiesto aggiornamenti ufficiali sulla gestione del Lotto 2 del 118, confermando la gravità del quadro emerso.


La crisi del 118 esternalizzato dell’ASL di Caserta è stata seguita passo dopo passo da Infermieristicamente.it. Dalle prime denunce del NurSind Campania sui ritardi stipendiali e sui rischi per la sicurezza dei soccorsi, passando per la battaglia sul rispetto dei diritti contrattuali e gli interventi dell’Ispettorato del Lavoro, fino ai pagamenti arrivati solo sotto pressione e alle richieste di trasparenza rimaste senza risposte concrete. Un percorso di denuncia coerente e documentato che oggi trova una conferma formale negli atti della Regione Campania.


"Abbiamo fatto tutto il possibile per aprire un confronto, ma davanti al silenzio siamo stati costretti a tutelare i lavoratori con tutti gli strumenti previsti", conclude Eliseo. "Il NurSind continuerà a vigilare finché non saranno garantiti diritti, sicurezza e dignità a chi ogni giorno soccorre i cittadini".

Questa vicenda segna un punto fermo: le denunce del NurSind erano fondate. Ora la responsabilità passa alle istituzioni, chiamate a ristabilire legalità e correttezza in uno dei servizi più delicati della sanità pubblica.