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Rocca contro Anelli: “Una lobby impedisce agli infermieri di crescere”

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 30/03/2026

Competenze Avanzate - Le prese di posizione

Il presidente della Regione Lazio scende in campo alla III Conferenza Internazionale di Management e Leadership infermieristico e attacca senza veli il presidente dei medici italiani. Una svolta politica che riapre il grande dibattito sulla sanità del futuro.

È raro che un presidente di regione salga su un palco infermieristico e picchi il pugno sul tavolo. Ancora più raro che lo faccia nominando esplicitamente il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e accusandolo di frenare il futuro della sanità italiana. Eppure è accaduto il 27 marzo 2026, a Roma, durante la III Conferenza Internazionale di Management e Leadership nei contesti di cura, organizzata dall'OPI Roma. Francesco Rocca ha trasformato quello che poteva essere un saluto istituzionale in un atto politico di rottura e le sue parole stanno circolando in tutta la comunità sanitaria italiana.

L'occasione era tutt'altro che casuale. La Regione Lazio aveva appena approvato la delibera che integra il PAI (Piano Assistenziale Individualizzato) nella cartella clinica digitale regionale, un passo concreto che consacra un linguaggio scientifico infermieristico condiviso basato sulle classificazioni NANDA e che fa del Lazio la prima regione italianaad adottare questo strumento in modo sistematico. Era il contesto giusto perché Rocca ribadisse la sua visione. Ma il discorso è andato molto oltre.

 

La scintilla: Anelli e il caso Monaldi

Sullo sfondo c'è la vicenda del Monaldi di Napoli, dove la morte di un bambino durante un trapianto aveva riacceso il dibattito sulle competenze infermieristiche. In quel contesto Filippo Anelli, presidente della FNOMCeO, aveva pronunciato parole che la comunità infermieristica, la presidente FNOPI Mangiacavalli e  NurSind con Andrea Bottega

aveva respinto duramente. Rocca ha scelto di non far finta di nulla.

“Una frase del genere in quel contesto non è una frase che scappa a caso al presidente Anelli. La frase rimane lì, pesante come una pietra.” Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio.

Non si è scusato”, ha aggiunto il governatore, leggendo quella vicenda non come uno scivolone isolato ma come il segnale di una resistenza più profonda e organizzata contro l'evoluzione del ruolo infermieristico.

 

La lobby contro l'empowerment: un'accusa diretta

Rocca non si è fermato alle frecciate personali. Ha costruito un ragionamento politico preciso, denunciando l'esistenza di pressioni organizzate contro il rafforzamento del ruolo infermieristico.
“C'è un'intera lobby potentissima che si sta schierando e sta lavorando dietro le quinte perché non vi sia il passaggio di competenze” ha proseguito Rocca.

Una denuncia che ha il peso specifico di chi governa una regione da 5,8 milioni di abitanti e che deve fare i conti, ogni giorno, con le conseguenze pratiche di un sistema sanitario che arranca. Rocca ha spiegato che il Lazio ha già fatto scelte precise in questa direzione: l'avvio del percorso formativo per infermieri di famiglia e di comunità, l'inserimento di un dirigente infermieristico in ogni distretto sanitario e ora il PAI nella cartella clinica digitale. Non sono promesse, sono fatti compiuti.

Il messaggio alla platea è stato netto: gli infermieri non sono esecutori di decisioni altrui, ma protagonisti dell'organizzazione della cura. “Questa è casa vostra”, ha detto Rocca, usando una formula semplice ma carica di significato simbolico in un momento in cui la professione infermieristica si batte per essere riconosciuta non solo sul piano operativo, ma su quello culturale e istituzionale.

 

Plaudono Andrea Bottega e il NurSind

Andrea Bottega, segretario nazionale del NurSind, ha commentato l'intervento di Rocca con un post su Facebook che vale più di mille comunicati ufficiali.
“Un pensiero condivisibile. Fa piacere sentirlo dal presidente di una regione così importante.”

Poche parole, ma dense di significato: il più grande sindacato infermieristico italiano riconosce nel governatore del Lazio un interlocutore autentico e coerente. Bottega ha da tempo definito la resistenza dei medici all'evoluzione delle competenze infermieristiche come una posizione “antistorica e corporativa”, e nella presa di campo di Rocca vede la conferma che il vento sta cambiando.

Stefano Barone, Segretario NurSind Lazio, conferma il percorso con Rocca

e ha affidato a Facebook questa valutazione: “durante il suo mandato, il Presidente Francesco Rocca ha dimostrato attenzione concreta verso la professione infermieristica. Non solo parole, ma scelte precise che rimettono al centro gli infermieri nel sistema sanitario regionale. L'ultimo accordo sull'indennità di Pronto soccorso è un segnale importante: un risultato che porta finalmente a un riconoscimento reale del lavoro svolto ogni giorno, con un incremento che arriva fino a circa 6.750 euro annui in busta paga. Un passo che dà valore a chi è in prima linea e che rafforza l'idea di una sanità che riparte dalle competenze e dalla responsabilità degli infermieri. Si può e si deve continuare su questa strada”.

Una testimonianza diretta che sposta il giudizio dal piano retorico a quello dei risultati concreti.

 

Il DM 77 e la sfida culturale

Il ragionamento di Rocca va oltre la polemica con Anelli: è una visione di sistema. Le Case della Comunità e il nuovo modello territoriale disegnato dal DM 77 non possono funzionare senza infermieri dotati di reale autonomia.
“la presa in carico è una parola vuota se non passa attraverso un reale empowerment dell'infermiere”.

E con una franchezza rara nella politica sanitaria italiana:
“il sistema sanitario, così come è congegnato oggi, non regge
“bisogna abbandonare gli interessi corporativi per mettere al centro il paziente”.

Parole rese credibili da atti concreti:

  • PAI nella cartella digitale regionale
  • corsi per infermieri di famiglia e di comunità
  • dirigenti infermieristici in ogni distretto
  • accordo sull'indennità di Pronto soccorso

Non promesse, ma fatti.

La sfida che Rocca ha posto alla platea dell'OPI Roma è politica, culturale e istituzionale. La domanda aperta è se altre regioni e il governo nazionale avranno il coraggio di seguirlo su questa strada.

L'intervento di Rocca si inserisce in un panorama nazionale complesso. Sul fronte sindacale, il NurSind è impegnato su più fronti:

  • retribuzioni allineate agli standard europei
  • professione usurante
  • ruolo prescrittivo degli infermieri specialistici
  • percorsi di carriera strutturati

Il segretario Bottega ha denunciato che il SSN non regge senza infermieri adeguatamente valorizzati, posizione che oggi trova una sponda politica significativa.

Lo scontro con la FNOMCeO entra in una fase più acuta. Le tre nuove lauree magistrali cliniche riconoscono agli infermieri la facoltà di prescrivere presidi sanitari e ausili.
Per i medici: invasione di campo
Per gli infermieri: evoluzione necessaria e inevitabile

La battaglia culturale non è retorica.

È la ridefinizione di:

  • competenze
  • responsabilità
  • ruoli nel sistema sanitario

Un sistema che ha bisogno di:

  • autonomia decisionale
  • gestione della cronicità
  • percorsi assistenziali complessi

È il modello già presente in paesi come Regno Unito, Australia, Olanda, Canada, dove l'Advanced Practice Nurse è realtà.

Rocca ha indicato la direzione.

La domanda resta:

? altre regioni e governo avranno il coraggio di seguirlo?