La sicurezza negli ospedali torna al centro del dibattito, ma il tono del NurSind, il sindacato degli infermieri, è netto e senza concessioni. “La sicurezza degli operatori sanitari non è uno slogan da comunicato stampa, ma una responsabilità concreta”, dichiara Ylenia Catania Cerro, segretaria regionale NurSind, puntando il dito contro quella che definisce una gestione ancora troppo distante dalla realtà operativa.
Negli ultimi giorni, infatti, sono stati annunciati nuovi strumenti e protocolli di sicurezza per contrastare il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario. Misure presentate come risposte strutturate, ma che secondo il NurSind mostrano “evidenti criticità sul piano operativo”.
“Un protocollo sulla sicurezza non si costruisce sui giornali o sui social”, sottolinea Ylenia Catania Cerro. “Si costruisce coinvolgendo fin dall’inizio tutti i soggetti chiamati a renderlo operativo, a partire dalle forze dell’ordine”.
È proprio su questo punto che emergono le principali perplessità. “Se chi deve intervenire sul campo non è stato ancora pienamente informato, formato o coinvolto, significa che non siamo di fronte a uno strumento già operativo, ma a un progetto incompleto. E questo non può lasciarci tranquilli”, afferma.
Il NurSind richiama quindi l’attenzione sulle reali necessità di chi lavora ogni giorno in prima linea: “Gli infermieri, gli operatori sociosanitari, il personale del 118 e della pubblica assistenza non hanno bisogno di annunci”. Servono invece, spiega, “procedure chiare e immediatamente applicabili, collegamenti reali con le forze dell’ordine, organici adeguati, formazione specifica e tempi di intervento certi e verificabili”.
Secondo il sindacato, il rischio è che la comunicazione anticipi i fatti, generando aspettative destinate a ricadere ancora una volta sugli operatori. “Continuare a comunicare soluzioni prima che siano realmente condivise e operative rischia solo di creare illusioni”, avverte.
Il messaggio finale è un richiamo alla concretezza: “La sicurezza non si costruisce con l’immagine, ma con il lavoro quotidiano, con il coordinamento tra istituzioni e con investimenti veri”.
Da qui la richiesta di un cambio di passo immediato: “Chiediamo che venga fatta chiarezza sul reale stato di attuazione del protocollo annunciato e che si apra un confronto serio con tutte le parti coinvolte. Su questo tema non è più accettabile procedere per annunci: è il momento di passare ai fatti”.