Pronto soccorso Toscana, i sindacati: ''Risposte subito sulle indennità''
Unità tra le sigle del comparto sanità: arretrati, carenze e fuga di personale al centro dello scontro con la Regione
di Giuseppe Provinzano
Quando i sindacati si muovono compatti, il segnale è chiaro: il problema è serio. In Toscana, sulla questione dei Pronto Soccorso, non ci sono più margini per rinviare. E il NurSind, dentro un fronte unitario, continua a rappresentare una voce determinante nella tutela dei professionisti.
Firenze, 18/04/2026. Una presa di posizione netta, condivisa e non più rinviabile. In Toscana, tutte le organizzazioni sindacali firmatarie del Contratto Sanità 2022–2024 tornano a sollecitare la Regione affinché vengano fornite risposte serie, puntuali e concrete ai professionisti dei Pronto Soccorso.
Al centro della vertenza resta la questione delle indennità, con particolare riferimento agli arretrati relativi agli anni 2023 e 2024, ancora non corrisposti, e alla necessità di garantire tempi certi per il pagamento delle spettanze del 2025, oltre a una stabilizzazione strutturale per il 2026.
“Non è una questione tecnica. È una questione di rispetto verso chi ogni giorno opera in prima linea nei Pronto Soccorso.”
Una posizione condivisa da tutte le sigle, tra cui il NurSind, che continua a mantenere alta l’attenzione sul riconoscimento del lavoro infermieristico nell’emergenza-urgenza, uno degli ambiti più critici dell’intero sistema sanitario.
Il fronte sindacale unitario ha formalmente richiesto l’apertura urgente di un tavolo istituzionale con la Regione Toscana, con l’obiettivo di avviare un confronto reale su una serie di temi strategici che vanno ben oltre la sola indennità.
“Serve un confronto strutturato e continuo per affrontare tutte le criticità del sistema sanitario regionale.”
Sul tavolo, infatti, ci sono questioni centrali come le progressioni economiche, i fondi contrattuali, le condizioni di lavoro, la mobilità del personale e l’utilizzo delle risorse legate al PNRR. Tutti elementi che incidono direttamente sulla qualità dell’assistenza e sulla tenuta del sistema.
Ma è il contesto generale a preoccupare maggiormente. Le organizzazioni sindacali denunciano una crescente fuga di professionisti dal servizio sanitario pubblico verso il settore privato o la libera professione, con conseguenze sempre più evidenti sulla capacità di risposta delle strutture sanitarie.
“Assistiamo a una preoccupante emorragia di personale sanitario, che rischia di compromettere la qualità dell’assistenza.”
Una criticità destinata ad aggravarsi con l’avvicinarsi del periodo estivo, quando la carenza di operatori si traduce inevitabilmente in un aumento dei carichi di lavoro e in condizioni operative sempre più difficili per chi resta in servizio.
In questo scenario, anche le strategie di riorganizzazione territoriale, come l’apertura delle Case di comunità, appaiono ancora insufficienti. Secondo i sindacati, queste strutture risultano ad oggi sottodimensionate e prive del personale necessario per incidere realmente sulla riduzione degli accessi impropri ai Pronto Soccorso.
Il messaggio alla Regione è chiaro e condiviso: non è più tempo di attese. Serve un cambio di passo immediato, fondato su confronto, investimenti e riconoscimento del lavoro sanitario.
E all’interno di questo fronte compatto, il NurSind continua a rappresentare un punto di riferimento nella difesa quotidiana degli infermieri, mantenendo alta la pressione affinché alle parole seguano finalmente i fatti.
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