Sanità, arriva il bollino PERLA: la relazione con il paziente diventa un indicatore
Il 12 marzo 2026, nell'Aula Pocchiari dell'Istituto Superiore di Sanità, 34 strutture sanitarie hanno ricevuto un riconoscimento inedito nel panorama italiano: il bollino PERLA, la prima certificazione che non misura l'efficacia clinica ma la qualità della relazione e della comunicazione tra operatori sanitari e pazienti. È un segnale importante per chi lavora in corsia o in ambulatorio: la dimensione umana della cura sta diventando oggetto di valutazione sistematica, con metodi rigorosi e istituzionalmente riconosciuti.
L’associazione CuraPerlaPersona e il progetto PERLA
Il progetto PERLA è la prima certificazione dedicata alla qualità della relazione e della comunicazione nei reparti e nei servizi sanitari, e valuta l'esperienza diretta delle persone che hanno ricevuto le cure. Certificazioneperla È promosso dall'associazione CuraPerlaPersona, nata dall'incontro tra Digital Narrative Medicine (DNM Società Benefit) ed Edra SpA, con il contributo metodologico della sociologa Stefania Polvani, tra le fondatrici della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN).
Il Board scientifico del progetto include, tra gli altri, l'Istituto Superiore di Sanità, Agenas, SIMeN, FNOPI (Pietro Giurdanella) e gli ordini dei medici, la Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FIASO), UNIAMO – Federazione italiana delle malattie rare e Cittadinanzattiva. Una composizione che riflette l'ambizione del progetto: costruire un modello condiviso tra istituzioni, professioni sanitarie e mondo dei pazienti.
Il percorso è aperto a tutti i servizi sanitari e socio-sanitari con una relazione diretta con le persone: reparti ospedalieri, ambulatori, unità di assistenza domiciliare e RSA.
Sono i pazienti a certificare
Il meccanismo è semplice ma innovativo. Per la prima volta, sono le persone che hanno avuto un'esperienza di cura a decidere se un reparto o un servizio può essere certificato, attraverso un questionario dedicato, ideato in collaborazione con esperti, istituzioni, società scientifiche e associazioni dei pazienti.
Dal Decalogo PERLA, una guida per orientare reparti e ambulatori nella personalizzazione del percorso assistenziale, è stato sviluppato un questionario testato con la consulta delle associazioni, che consente alle persone che ricevono le cure di esprimere il proprio giudizio su ciascuna delle dimensioni della cura.
La certificazione è strutturata su tre livelli (una, due o tre perle), valida per un anno, al termine del quale la struttura può rinnovare il percorso e misurare i propri progressi. I reparti e i servizi certificati potranno utilizzare per un anno il bollino PERLA ed esporre il Decalogo.
Il Decalogo: un patto narrativo tra professionisti e pazienti
Cuore del progetto è il Decalogo della cura a misura di persona, pensato come una sorta di impegno pubblico che ogni struttura certificata si assume nei confronti delle persone assistite. Il Decalogo è uno strumento che consente a reparti e servizi di costruire un patto narrativo incentrato sull'ascolto, sulla condivisione e sulla valorizzazione del punto di vista della persona assistita. I suoi dieci principi possono essere sintetizzati in altrettanti verbi: accogliere, presentarsi, impegnarsi nella relazione, ascoltare, informare, personalizzare, condividere, coordinarsi, accompagnare, essere attenti alla qualità di vita.
Non si tratta di un'enunciazione astratta: durante la cerimonia, oltre alle targhe di certificazione, alle strutture premiate è stato consegnato il decalogo di principi come patto quotidiano tra paziente e professionista sanitario, pensato per rafforzare la qualità della relazione e dell'assistenza.
I risultati della seconda edizione: i numeri parlano chiaro
La seconda edizione della certificazione PERLA ha raccolto 1.684 valutazioni da parte di persone che hanno ricevuto cure in 9 regioni italiane, coinvolgendo un ampio spettro di specialità cliniche tra cui oncologia, cardiologia, neurologia, ginecologia, gastroenterologia, psichiatria, chirurgia, riabilitazione, RSA e cure palliative.
I risultati sono eloquenti. Il 97,6% delle persone valuta molto positivamente la qualità complessiva dell'assistenza ricevuta, il 97,3% esprime una valutazione molto positiva della comunicazione con il personale sanitario, e il 97% dichiara di essersi sentito accolto come persona, con i propri bisogni e le proprie aspettative. Valutazioni che, come sottolineato dagli organizzatori, emergono in modo costante in tutti i centri certificati e indipendentemente dal tipo di esperienza di cura.
Il Lazio è la regione più rappresentata, con 17 servizi certificati; gli altri centri si distribuiscono in modo abbastanza uniforme tra Friuli-Venezia Giulia, Campania, Puglia, Lombardia, Toscana, Piemonte e Sardegna.
Perché interessa al personale sanitario
Il punto forse più rilevante per chi opera in prima linea è il seguente: PERLA non misura la sensibilità dei singoli, ma la qualità dell'organizzazione. I risultati di questa edizione ci dicono che l'ascolto, la comunicazione, la personalizzazione non dipendono dalla sensibilità individuale dei singoli professionisti, ma sono parte integrante del modello organizzativo.
Questo significa che partecipare al percorso PERLA non è soltanto un atto di visibilità verso l'esterno, ma uno strumento concreto di autovalutazione e miglioramento interno. La relazione di cura, spesso considerata un "valore aggiunto" a margine della prestazione tecnica, viene qui riconosciuta come dimensione clinica e organizzativa a pieno titolo, misurabile, migliorabile e certificabile.
Per il personale sanitario, è anche un'occasione per ricevere un riscontro diretto dall'esperienza dei pazienti su aspetti che raramente emergono nelle valutazioni di qualità tradizionali: il senso di essere ascoltati, la chiarezza delle informazioni, la continuità della presa in carico, l'attenzione alla vita oltre la malattia.
ph credit curaperlapersona.it
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