Buoni pasto ai turnisti: nuova condanna per il Papardo, il NurSind incalza
La Corte d’Appello di Messina ribadisce il diritto al ticket per il personale sanitario che non può sospendere il servizio. Il NurSind denuncia anni di contenziosi e spreco di risorse pubbliche.
di Giuseppe Provinzano
"Ancora una pronuncia della magistratura che riafferma un principio ormai consolidato nel comparto sanitario: il diritto ai buoni pasto per il personale turnista che non può interrompere l’attività lavorativa. La vicenda riguarda nuovamente l’Azienda ospedaliera Papardo di Messina, dove una recente decisione della Corte d’Appello rafforza una linea giurisprudenziale già tracciata in numerosi tribunali italiani.
Al centro della battaglia legale, sostenuta dal NurSind, vi è il riconoscimento concreto di un diritto contrattuale spesso disatteso nella pratica quotidiana dei reparti".
Buoni pasto e turni ospedalieri: la Corte d’Appello ribadisce il principio
Messina, 10/04/2026. Un nuovo capitolo giudiziario si chiude con una pronuncia che rafforza ulteriormente i diritti del personale sanitario impegnato nei turni ospedalieri. La Corte d’Appello di Messina ha stabilito che il diritto ai buoni pasto non viene meno neppure quando l’azienda mette a disposizione una mensa o prevede il cosiddetto “cestino notturno”, se le condizioni di lavoro non consentono al dipendente di interrompere effettivamente l’attività dopo sei ore di servizio.
Il punto centrale della decisione è chiaro: quando il turno non permette una reale pausa con sospensione dell’attività lavorativa, il lavoratore ha diritto alla prestazione sostitutiva del pasto. Un principio che negli ultimi anni è stato più volte confermato dalla giurisprudenza, anche in sede di Cassazione.
La vicenda nasce dal ricorso di un’infermiera messinese che ha deciso di far valere i propri diritti davanti alla giustizia. La professionista, sostenuta dal NurSind e assistita dagli avvocati Salvatore Lincoln e Francesca Ferro, ha ottenuto il riconoscimento delle proprie ragioni. L’Azienda ospedaliera Papardo è stata così condannata a risarcire circa mille euro per il mancato riconoscimento dei ticket spettanti.
Il NurSind: una battaglia per il rispetto dei diritti contrattuali
Secondo il NurSind, il caso rappresenta soltanto l’ennesima conferma di un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato. Nonostante questo, l’azienda continuerebbe a intraprendere contenziosi che, di fatto, finiscono per gravare sulle casse pubbliche.
“Assistiamo da anni a ricorsi temerari che producono un unico effetto: un ingente danno economico per l’azienda stessa”, dichiarano il segretario provinciale del NurSind Messina, Ivan Alonge, e il segretario aziendale Filippo Barbaro.
“Parliamo di oltre un milione di euro tra spese legali, soccombenze e contributi, considerando soltanto quanto già emerso nel 2020. Sono risorse sottratte ai servizi sanitari e ai cittadini. È paradossale continuare a spendere denaro pubblico per negare un diritto che i tribunali hanno ormai riconosciuto in modo chiaro e reiterato. Questa non è economia, è uno spreco sistematico”.
Per il sindacato delle professioni infermieristiche la questione non riguarda soltanto il riconoscimento economico, ma soprattutto il rispetto delle condizioni di lavoro del personale sanitario, spesso impegnato in turni gravosi che non consentono pause reali durante l’attività assistenziale.
La nuova sentenza rappresenta dunque un ulteriore tassello nella tutela dei diritti dei lavoratori della sanità, rafforzando il principio secondo cui il diritto al pasto sostitutivo non può essere aggirato attraverso soluzioni organizzative che non garantiscono una vera sospensione del servizio.
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