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Infermieri o addetti alle auto? Il NurSind diffida il San Gerardo

Vincenzo Rauccidi
Vincenzo Raucci
Pubblicato il: 20/04/2026

AttualitàLombardia

Non è una questione di flessibilità, ma di dignità professionale e sicurezza dei cittadini. Il NurSind Monza e Brianza ha alzato la voce contro la Fondazione IRCCS San Gerardo di Monza, inviando una formale diffida per denunciare una pratica definita “abusiva” e “umiliante”: l’impiego di personale infermieristico per la gestione e la manutenzione delle auto di servizio.

Secondo quanto segnalato dal sindacato, presso i servizi territoriali del Dipartimento di Salute Mentale (CPS, Ambulatorio Psichiatrico e Strutture Riabilitative di Brugherio), agli infermieri verrebbe sistematicamente richiesto di occuparsi del parco macchine aziendale.

Non si parla di semplici spostamenti logistici, ma di vere e proprie mansioni da addetti ai servizi tecnici: lavaggio delle auto, cambio gomme, trasporto dei mezzi presso le officine per riparazioni o tagliandi. Una “prassi consolidata”, secondo il NurSind, che nulla ha a che fare con le competenze cliniche e assistenziali di un professionista sanitario.

Il segretario territoriale del NurSind MB, Donato Cosi, non usa giri di parole nella lettera inviata ai vertici del San Gerardo. Il profilo dell’infermiere, sancito dal D.M. 739/1994 e dalla Legge 42/1999, lo qualifica come il responsabile dell’assistenza generale infermieristica.

“L'utilizzo di tale personale per mansioni di addetto ai veicoli configura un palese e inaccettabile demansionamento e svilimento della professione”, si legge nella nota.

Queste attività, ricorda il sindacato, competono esclusivamente al personale tecnico e ausiliario, non a chi ha impiegato anni a formarsi per salvare vite e gestire fragilità psichiatriche.

Oltre al danno all’immagine professionale, c’è un tema di sicurezza clinica. In un momento storico in cui la sanità soffre di una cronica carenza di organico, sottrarre un infermiere ai propri pazienti per fargli portare un’auto dal meccanico è un atto definito “irresponsabile”.

Il sindacato sottolinea due punti critici:

  • LEA a rischio: privare i cittadini dell’assistenza diretta per sopperire a carenze organizzative mette in pericolo i Livelli Essenziali di Assistenza.
  • Responsabilità legale: un infermiere alla guida di un mezzo per scopi non previsti dal contratto rischia pesanti conseguenze legali e assicurative in caso di incidente.

La diffida è un atto di guerra fredda che potrebbe presto scaldarsi. Il NurSind ha chiesto l’immediata cessazione di queste disposizioni e l’affidamento della gestione dei mezzi a personale preposto (anche tramite esternalizzazione, se necessario).

L’Azienda ha ora 5 giorni di tempo per fornire un riscontro scritto. In mancanza di una risposta risolutiva, il sindacato è pronto a percorrere le vie legali e a coinvolgere l’Ispettorato Territoriale del Lavoro per tutelare il decoro e i diritti dei lavoratori coinvolti.