Centri estivi 2026: in arrivo i bonus INPS fino a 400 euro per i dipendenti pubblici
Con la chiusura delle scuole ormai alle porte, la pianificazione delle attività estive per i figli diventa una priorità non solo organizzativa, ma anche economica per milioni di famiglie italiane. Una risposta concreta e di forte supporto arriva dall’INPS, che ha ufficialmente pubblicato il bando di concorso “Centri Estivi Diurni 2026”. L’iniziativa mette a disposizione un significativo contributo economico volto a coprire le spese di partecipazione ai centri estivi per bambini e ragazzi di età compresa tra i 3 e i 14 anni.
I requisiti di accesso: chi può presentare domanda?
Il bonus non è generalizzato, ma è specificamente riservato ai nuclei familiari legati al comparto della Pubblica Amministrazione. Nel dettaglio, possono presentare la domanda di partecipazione i figli (o orfani ed equiparati) di:
- dipendenti pubblici in servizio iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali;
- pensionati della Pubblica Amministrazione iscritti alla medesima Gestione Unitaria;
- specifiche categorie di dipendenti pubblici a tempo determinato che rispettino i requisiti di contribuzione e i vincoli stabiliti nel bando regolamentare.
L’agevolazione è finalizzata a sostenere i costi relativi a servizi diurni che offrono programmi strutturati durante la pausa scolastica. Il contributo economico copre la frequenza di centri estivi situati sul territorio italiano nel periodo compreso tra giugno e il 5 settembre 2026.
La durata del soggiorno agevolabile può variare da 1 a 4 settimane (anche non consecutive). Per poter accedere al rimborso, il centro estivo ospitante deve garantire un’offerta omnicomprensiva che includa attività educative, ricreative, sportive, l’eventuale servizio mensa (pasti), uscite didattiche o gite, nonché la necessaria copertura assicurativa per l’intera durata del servizio.
L’istituto previdenziale ha stanziato un plafond complessivo per l'erogazione di 3.000 contributi individuali. Il valore massimo del bonus è fissato a 100 euro a settimana per ciascun beneficiario, per un massimo di 4 settimane complessive, permettendo così alle famiglie di ottenere un rimborso totale che può raggiungere i 400 euro per figlio.
L’effettivo importo riconosciuto dall’INPS viene calcolato in misura percentuale rispetto al costo sostenuto, applicando un criterio di progressività basato sull’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE 2026) del nucleo familiare:
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Fascia ISEE 2026 |
Percentuale di copertura |
Importo massimo settimanale |
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Fino a € 8.000,00 |
100% |
€ 100,00 |
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Da € 8.000,01 a € 24.000,00 |
95% |
€ 95,00 |
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Da € 24.000,01 a € 32.000,00 |
90% |
€ 90,00 |
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Da € 32.000,01 a € 56.000,00 |
85% |
€ 85,00 |
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Oltre € 56.000,00 |
80% |
€ 80,00 |
Maggiorazione per disabilità: al fine di garantire la massima inclusione e supportare i contesti familiari a maggiore complessità, per i minori con disabilità grave o gravissima è prevista una maggiorazione del 50% sul contributo spettante. Tale incremento è specificamente destinato a sostenere le spese supplementari derivanti dall’assistenza dedicata e personalizzata.
La finestra temporale per l’invio delle istanze è ristretta a un arco di ventuno giorni. La procedura telematica è attiva a partire dalle ore 12:00 del 4 giugno 2026 e si chiuderà inderogabilmente alle ore 12:00 del 25 giugno 2026.
Le domande devono essere inoltrate esclusivamente in modalità digitale attraverso il portale web dell’INPS. Per completare l’invio, il richiedente deve autenticarsi tramite i sistemi di identità digitale standard: Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), Carta d'Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
ATTENZIONE: ai fini della corretta elaborazione della domanda e del successivo posizionamento nelle graduatorie di merito, è requisito imprescindibile aver richiesto e ottenuto un’attestazione ISEE 2026 valida al momento della trasmissione della richiesta.
Il bando si configura come un intervento di welfare aziendale e territoriale di fondamentale rilevanza. Si tratta di un aiuto economico tangibile che, oltre ad alleggerire il bilancio delle famiglie della Pubblica Amministrazione, assicura a migliaia di bambini e ragazzi il diritto a un intrattenimento qualificato, stimolando la socializzazione, lo sport e l’apprendimento anche durante i mesi di sospensione delle lezioni scolastiche.
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